Educare il domani. Casa Padre Mario: un passaggio verso il futuro

Nella comunità educativa di Ai.Bi. Amici dei Bambini e della Cooperativa AIBC “Casa padre Mario”, nove adolescenti trovano accoglienza, fiducia e una “spinta” concreta verso il loro domani. Anche correndo una maratona

Non sempre la famiglia è quella dove sei nato, perché, come accade a Casa padre Mario, la famiglia è anche quella in cui si decide, a turno, chi cucina e chi lava i piatti.
Siamo entrati, oggi, nella comunità educativa di Ai.Bi. Amici dei Bambini e della Cooperativa AIBC che ha la funzione di una stazione di passaggio verso l’autonomia per ragazzi che, loro malgrado, sono già cresciuti troppo in fretta.
Tra queste mura vivono nove ragazzi tra i 14 e i 18 anni, ognuno con la propria storia e uno ‘zaino’, un vissuto pesante sulle spalle. Alcuni di loro appartengono alle categorie dei cosiddetti ‘minori stranieri non accompagnati’, altri provengono da contesti familiari fragili o inadeguati.
Sotto la guida del coordinatore Davide e di un’équipe di educatori ed educatrici, dal gennaio 2024, anno di apertura della Casa, 25 adolescenti hanno trovato qui, a turno, rifugio e orientamento prima di trovare il loro posto nel mondo.

Com’è la giornata tipo a Casa padre Mario?

“Cerchiamo di offrire un approccio il più possibile familiare e normale: scuola al mattino, studio e sport il pomeriggio, per chi vuole, nelle palestre di Melegnano o San Giuliano. Poi, vivendo in comunità, ci sono i turni per pulire le stanze e gli spazi comuni”.
Il momento sacro, però, è la cena e non è solo questione di quale piatto si porta in tavola. “Anche in questo caso è un lavoro di squadra: un ragazzo, a rotazione tra i nove, si mette ai fornelli con la supervisione di un educatore”.
C’è chi ha già la stoffa del professionista: ha 16 anni, è di origine cinese, un passato da rugbista e a Melegnano lavora già in una cucina vera e propria. Quindi immaginiamo che il suo turno sia uno dei più attesi.

Obiettivo maratona

Ma, oltre la cena, proprio lo sport, nelle ultime settimane, è entrato con maggiore insistenza nella comunità: questa primavera, il 12 aprile, Casa Padre Mario correrà per la Milano Marathon con una staffetta speciale. A correre saranno quattro atleti, Davide e tre adolescenti ospiti.
“Al momento ci manca il ‘quarto uomo’ ma lo troveremo presto – aggiunge Davide – : insieme al nostro ‘chef’ e a me, correrà anche un ospite di diciassette anni che sta facendo un bel percorso di crescita e studia al Centro di Formazione Professionale”.
Un gioco di squadra anche per la Milano Marathon, iniziativa sportiva benefica che ha la finalità di sensibilizzare e sostenere associazioni e progetti a favore dei più fragili. Per Ai.Bi. correranno altre 7 staffette e un maratoneta, ma chiunque può sostenere queste iniziative partecipando alle raccolte fondi lanciate sulla piattaforma di Rete del Dono.
In particolare, la staffetta dei ragazzi di Casa Padre Mario è un’iniziativa che potrà dare frutto anche per tutti i ragazzi che verranno accolti nei prossimi mesi. Il passaggio ai 18 anni, infatti, segna l’inizio della semi-autonomia per tanti giovani fuori famiglia. Molti ragazzi proseguono il loro cammino, uscendo dalla comunità per andare in alloggi protetti fino ai 21 anni, dove proseguiranno il loro cammino con il supporto degli educatori, che passano quotidianamente a trovarli.
“Finora il percorso per questi ragazzi ha mostrato un buon esito – conclude il coordinatore di Casa padre Mario – : spesso gli stranieri si ricongiungono con reti familiari o amicali in Italia o in altri Paesi, gli altri riescono a trovare qui la loro autonomia. Una sfida non facile, ma possibile”. E chi esce con il sorriso e un po’ di speranza e coraggio in più nello zaino, ogni tanto torna a salutare luoghi e persone con cui ha fatto un pezzo di strada.

Un sostegno per i progetti di Ai.Bi.

Chiunque può sostenere l’impegno e il sogno di questi ragazzi, così come delle altre staffette che correranno la maratona per Ai.Bi.. L’obiettivo è raccogliere 20.000 euro per continuare a garantire i servizi educativi gratuiti dei Pan di Zucchero, che regalano a bambine, bambini e adolescenti un luogo in cui sentirsi accolti e sostenuti, accompagnandoli, insieme alle loro famiglie, in percorsi educativi e relazionali.
Con la  Milano Marathon corriamo per continuare a costruire opportunità.

Dona e corri con noi
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