Adozione internazionale. I paesi dove adottare: il Ghana (2)

Velocità nell’abbinamento ed età dei bambini mediamente bassa. Sono tanti i minori abbandonati che, in Ghana, stanno solo aspettando dei genitori che aprano loro le braccia e il cuore

Dopo aver raccontato della Colombia, prosegue il “viaggio” di Ai.Bi. Amici dei Bambini per raccontare caratteristiche, curiosità e bellezze dei vari Paesi in cui è autorizzata a operare per l’adozione internazionale. Protagonista di questo articolo è il Ghana.

“Akwaaba” è un’espressione usata in Ghana nella lingua twi ghanese che significa “benvenuto”. Evoca un sentimento di amore, cura, fiducia, libertà e onore per il visitatore, ed è spesso accompagnata con da un bel sorriso dal quale non si può fare a meno di percepire l’amore genuino che l’Africa ha da offrire.

Un indimenticabile “benvenuto”

Ryszard Kapuściński, famoso giornalista e scrittore polacco, ha viaggiato per quasi trent’anni in molti paesi africani, proprio a partire dal Ghana che visitò nel 1957, fresco di indipendenza. Dell’Africa amava dire che “il suo miracolo quotidiano è la bellezza che nasce dalla gente, prima ancora che dai paesaggi, (…) la vera ricchezza dell’Africa è il suo spirito. E in Ghana, quello spirito prende forma in sorrisi, colori e incontri che restano addosso.”
La stessa cosa possono testimoniare le prime famiglie adottive di Amici dei Bambini che sono tornate dal quel meraviglioso paese, con i loro figli: Esther, Kofi, Maabena ecc. le cui storie sono già state in parte raccontate sulle pagine del sito di Ai.Bi.

Cosa rende particolare un’adozione in Ghana?

Balza subito all’occhio la rapidità con cui arrivano gli abbinamenti. Una delle motivazioni potrebbe essere che non è molto nutrito il gruppo degli aspiranti genitori adottivi, poiché le condizioni dell’iter adottivo spaventano e fanno ritrarre molte persone: la procedura ghanese, infatti, richiede 3 mesi di permanenza nel paese.
Ma così come ogni medaglia ha due facce, anche questo requisito procedurale presenta il suo lato positivo ed è su questo che ci vogliamo focalizzare.
Rimanere 3 mesi nel paese di origine permette al bambino di rimanere immerso nella sua cultura, nei colori, odori e sapori che conosce fin dalla nascita e al contempo offre ai genitori l’opportunità di entrare in contatto con il bambino portando come uniche diversità da elaborare la lingua con cui si comunica e il colore della pelle.
Spesso, infatti, i bambini conoscono poco l’inglese, si esprimono nelle varie lingue locali e, non di rado, non hanno proprio mai visto delle persone bianche. Ciò rappresenta un aspetto destabilizzante, che pian piano riescono a elaborare e che permetterà loro un ingresso più tranquillo nella famiglia allargata e nel nuovo Paese.
Inoltre conoscere la cultura di origine permette ai genitori di formare un prezioso bagaglio di notizie ed informazioni sui bambini, che sarà la base del loro “Libro di vita”.
Infine, ed è forse la cosa più importante, tre mesi sono un tempo ideale per favorire il legame di attaccamento, la reciproca accoglienza, per fare famiglia davvero, lontani da nonni, zii e amici che, pur non volendo, interferiscono nella costruzione di un solido rapporto genitori-figli.

Bambini piccoli

L’atro aspetto da considerare è l’età dei bambini finora adottati: con un’età media di circa 5 anni il Ghana, insieme al Burundi risulta essere il paese dal quale arrivano i bambini più piccoli.
Sebbene come associazione non abbiamo mai privilegiato le adozioni di bambini piccoli rispetto ai grandi, ma di ciascuna fascia di età cerchiamo sempre di mostrare i lati positivi e negativi, è innegabile che l’età che va dai 3 ai 7 anni risulta essere la migliore per lo sviluppo del legame di attaccamento, per l’inserimento scolastico in Italia e per recuperare i ritardi cognitivi e psicomotori legati all’abbandono e alla negligenza, nonché per compiere percorsi di recupero socio-psicologici per problematiche più specifiche.
Ci auguriamo di trovare sempre più genitori disponibili all’adozione in Ghana, che sappiano andare oltre le difficoltà gestionali dell’iter, coscienti anche degli incentivi di tipo legale, come maternità e congedi parentali.

Akwaaba!
Questi bellissimi e sorridenti bambini aspettano solo voi.
(2 – Continua)

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.

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