Adozione Internazionale. Dalla Cina all’Italia e ritorno. Un cerchio si chiude

Il viaggio di ritorno a Xi’An, in Cina, di Matteo Sheng Hua e della sua famiglia, per riannodare i fili di un’identità e dare un nome e un volto a ciò che è stato

Può accadere, nella vita di una persona adottata, che il passato smette di essere un racconto fatto dai genitori e diventa un’esigenza del cuore perché ancora molte domande hanno bisogno di risposte.
Per Matteo Sheng Hua, nato nel 2014 e arrivato in Italia a 20 mesi, quel momento è arrivato con l’adolescenza. Dopo aver insistito a lungo con i suoi genitori, Silvia e Enzo, ha finalmente ottenuto la risposta che cercava: un viaggio di ritorno alle sue radici, fino alle porte dell’Istituto di Xi’An, in Cina.

Ritorno in Cina

Matteo, appassionato delle materie scientifiche quanto di storia e geografia, oggi frequenta le medie alla scuola internazionale italo-cinese a Padova. È un ragazzino tenace, orgoglioso delle sue origini e profondamente immerso nella cultura del suo Paese di nascita: studia la lingua e la cultura cinese, la matematica cinese in un istituto parificato. Ha già partecipato a viaggi d’istruzione con la classe, eppure mancava un tassello fondamentale per la sua identità.
Con l’autorizzazione del CCCWA, l’autorità centrale cinese, la famiglia ha potuto fare visita a tutto l’Istituto, anche la parte con i bambini che sarebbe stata preclusa. Matteo, insieme a mamma Silvia e papà Enzo, ha potuto varcare la soglia dell’istituto dove è cresciuto, per quanto molto diverso da dieci anni fa.
“Non è più l’edificio di un tempo, ma una struttura moderna, più simile a un campus – racconta mamma Silvia- che ospita circa 400 bambini; in un ampio reparto sanitario ci si prende cura della loro riabilitazione e delle cure necessarie”.

Una grande accoglienza

L’incontro con la propria storia è stato il momento più atteso. L’accoglienza è stata solenne.
“All’inizio Matteo si è sentito un po’ in imbarazzo davanti al comitato di accoglienza, molto cerimonioso, con tanto di fotografo – dicono i genitori – ma poi si è tranquillizzato. I documenti d’archivio che lo riguardavano sono stati messi a disposizione, così che nostro figlio potesse verificare la coincidenza con i documenti che abbiamo noi a casa”. Ha visto persino quel piccolo braccialetto d’argento che viene donato ai bambini quando entrano nella struttura.
Matteo ha potuto sfogliare le carte, le fotografie, verificando che i ricordi custoditi a casa dai genitori fossero reali e corrispondenti alla verità.

L’incontro con le tate

Il momento più emozionante è stato l’incontro con le tate che si erano prese cura di lui e la videochiamata con la “nonna”, una signora anziana che lo accudiva. Davanti a quello schermo, Matteo è rimasto inizialmente paralizzato dall’emozione, mentre lei raccontava alla mamma frammenti dei suoi primi mesi di vita.
Uscire da quell’istituto ha significato, per Matteo, dare un nome e un volto a ciò che è stato.
“Volevo capire la mia vita prima che arrivassero i miei genitori — ha spiegato con maturità — e come sarebbe stata invece, se non fossero arrivati loro”.
Per mamma Silvia e papà Enzo, vederlo uscire sereno è stata la conferma più grande: “Ci pare che abbia chiuso un cerchio e che si sia rasserenato”.
Matteo è tornato a casa con una consapevolezza nuova, quella di poter affermare, con ancora più certezze, di essere “un italiano nato in Cina”.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.