Finlandia. Un fondo per i futuri genitori per combattere la denatalità

Il modello transitorio, stimano i ricercatori, potrebbe aumentare il tasso totale di fertilità da circa 1,3 a circa 1,6 figli per donna e quello completo potrebbe ulteriormente avvicinare la fertilità a 2 figli per mamma

La denatalità non è un problema solo italiano. Anche in Finlandia nascono sempre meno bambini – circa 1/3 in meno rispetto al primo decennio degli anni 2000 – e il primo bebè arriva sempre più in là con gli anni.

Crescere un bambino costa. Lo sappiamo bene anche qui in Italia. Ecco allora, che alcuni ricercatori della Väestöliitto/Population Research Institute, partendo dal presupposto che possedere una buona base economica possa essere un incentivo alla natalità ha proposto di istituire un fondo per i futuri genitori. Una sorta di “pensione al contrario”.

Gli obiettivi che Vauvasampo – questo il nome del fondo- vorrebbe raggiungere sono molteplici: supportare i giovani nel realizzare il proprio desiderio di famiglia, sostenere il benessere dei bambini e del nucleo familiare, compensare i genitori per gli investimenti di tempo e di denaro effettuati.

Vauvasampo – fondo per i futuri genitori

Siamo andati a curiosare sulla pagina descrittiva del fondo per conoscere meglio il funzionamento di questa proposta.

Alla nascita di ogni bambino -futuro potenziale genitore – lo Stato dovrebbe accantonare 5.000 euro investendoli per diversi decenni in titoli quotati in borsa. Il capitale così accumulato nel corso degli anni, sarebbe poi versato ad ogni giovane nel momento in cui diventi mamma o papà.

In particolare: il 70% del capitale sarebbe versato alla nascita del primo figlio – stimato in circa 13.200 euro -, il 60% di quanto rimanga alla nascita del secondo – stimato in circa  3.900 euro e il rimanente alla nascita del terzo – circa 2.800 €-. Si tratta ovviamente di stime di modello, non di importi garantiti. I ricercatori ipotizzano inoltre che il modello transitorio della politica familiare potrebbe aumentare il tasso totale di fertilità da circa 1,3 a circa 1,6 figli per donna e il modello completo potrebbe ulteriormente avvicinare la fertilità a 2 figli per mamma.

Il capitale inutilizzato sarebbero infine restituito al fondo per essere destinato alle generazioni successive – in un’ottica di solidarietà intergenerazionale-.

I ricercatori – nelle more dell’entrata in vigore del fondo – propongono anche un modello provvisorio di bonus con quote di più modesta entità.

“Stime di questo tipo – sottolinea Avvenire nel commentare il progetto-  incorporano un grado molto alto di incertezza, l’aspetto innovativo è piuttosto l’accostamento al concetto di previdenza come fosse un sistema pensionistico inverso, perché sostiene la solidarietà intergenerazionale trasferendo risorse dalle generazioni adulte e anziane a quelle più giovani, soprattutto offrendo una prospettiva di lungo periodo, immaginando una società futura più favorevole alle famiglie. In uno scenario di invecchiamento demografico, l’intenzione è di contrastare quel circolo vizioso, comune a molti paesi occidentali, che a fronte del calo delle nascite vede la politica smettere di investire nei bambini e nelle nuove generazioni perché ormai non paga più elettoralmente”.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.