Crisi energetica: il 50% delle famiglie vuole il nucleare

Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative “Pur di spegnere l’incendio nei conti di casa sono pronte ad aprire, insieme, tutte le strade possibili: le rinnovabili, sì, ma anche il nucleare di nuova generazione, il ritorno al gas russo e persino il carbone”

Come contemperare sicurezza energetica, convenienza economica ma anche sostenibilità ambientale? Equilibrio impossibile? Le famiglie di oggi tra instabilità dei mercati e crisi internazionali in atto sono pronte a valutare ogni possibilità per poter risparmiare sulla bolletta!

Da un’indagine realizzata da Censis e Confcooperative dal titolo “Primum vivere: il pragmatismo energetico degli italiani” condotta su un campione di 1.000 famiglie e integrata con dati strutturali su prezzi, consumi e povertà energetica elaborati dal Censis su fonti Istat, Ministero dell’Ambiente, Oipe e Arera, emerge, come si legge in una nota di Confcooperative, un Italia in stato di “pragmatismo difensivo”.

 Il focus nel dettaglio: L’Italia è ancora un paese dall’anima green

Il ritratto emerso dalla ricerca, disegna un paese dall’anima verde, con il 77,1% degli intervistati  propenso verso un mix equilibrato tra fonti rinnovabili e tradizionali. Detto questo, dalle interviste fuoriescono anche alcune contraddizioni. Se infatti l’ 82,2% delle famiglie  vorrebbe un’accelerazione sulle rinnovabili ma senza ricorrere al nucleare, il 54,5%, ossia più della metà del campione, si dice favorevole ad aprire agli investimenti in centrali nucleari di nuova generazione.

Dal punto di vista economico, il 65,4% del campione è pronto a pagare di più pur di rafforzare l’autonomia energetica nazionale, mentre il 53,1% preferisce bollette più basse anche a costo di tagliare gli investimenti ambientali.

La paura di un rincaro delle prossime bollette

Tra i principali timori delle famiglie italiane vi è poi quello di ritrovare ulteriori rincari all’interno delle prossime bollette. Ad averne timore è il 78,5% degli intervistati.

Per contenere i costi le famiglie valutano anche opzioni “scomode”. Il 49,7% delle famiglie -quindi circa 1 su 2 – si dice pronta a riaprire i rubinetti del gas russo pur di mettersi a riparo dai rincari e anche il discorso “carbone” sembra essere tornato di attualità.

Infine, Il 77,4% del campione pensa che sia necessario non abbandonare, ma rivedere e migliorare le politiche climatiche comunitarie e il 58,8% vorrebbe che le decisioni energetiche fossero prese a livello comunitario piuttosto che nazionale.

Più di una famiglia su due apre al nucleare di nuova generazione

“Di fronte all’instabilità dei prezzi e alla crisi di Hormuz – dichiara in una nota  Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – fotografiamo un paese che non esclude nessuna opzione per risparmiare. Più di 1 famiglia su 2 chiede di avere il nucleare di nuova generazione, la metà è pronta a riaprire le porte al gas di Mosca. L’ambiente resta un valore, per 8 famiglie su 10, ma quando tocca il portafoglio, la metà si tira indietro. Le famiglie italiane, dopo anni di saliscendi delle bollette e di rincari a volte fuori controllo, sono diventate pragmatiche fino allo spregiudicato. Pur di spegnere l’incendio nei conti di casa sono pronte ad aprire, insieme, a tutte le strade possibili: le rinnovabili, sì, ma anche il nucleare di nuova generazione, il ritorno al gas russo e persino il carbone”.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
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