Decreto Scuola: dal tetto del 30% agli alunni non italofoni alle risorse per l’inclusione

A partire dal mese di ottobre è entrato in vigore il Decreto Scuola voluto dal Governo. Nell’attesa che il Parlamento lo converta in legge, vediamo tutti i principali provvedimenti contenuti

Limite del 30% per gli alunni che non parlano italiano, latino alle medie, bonus libri rimandato al 2027… Si sta parlando molto delle singole misure contenute nel Decreto Scuola in vigore dal 1° ottobre 2026, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (il Parlamento avrà poi 60 giorni di tempo per esaminare il testo, modificarlo attraverso eventuali emendamenti e convertirlo in legge), più difficile, invece, trovare un riassunto di tutte le principale misure presenti, così da non perdere l’orientamento.
Proviamo a farlo qui.

Massimo 30% di alunni che non parlano italiano

La misura più discussa, come noto, è il limite del 30% di studenti non italofoni per classe (discriminante, dunque, non è la cittadinanza o l’origine degli alunni, ma la loro conoscenza della lingua italiana). Un limite che dovrà essere considerato a partire dall’anno scolastico 2027/2028 e riguarda le classi prime, con criteri diversi per le scuole primarie e secondarie.
Dal calcolo del tetto massimo vengono esclusi i bambini nati in Italia e qui residenti fino all’inizio della scuola; gli alunni che hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia in Italia; gli alunni che hanno già completato almeno tre anni nel sistema scolastico italiano.

Più sostegno linguistico

In caso di superamento della soglia, il decreto prevede interventi di supporto. In caso si superi il 20% di alunni non italofoni, potrà essere assegnato un docente dedicato; dove, per ragioni organizzative o territoriali, sarà necessario derogare al limite del 30%, potranno essere attivati corsi intensivi di italiano.
Per questa misura sono già stati previsti 14 milioni di euro, utili anche per i corsi linguistici previsti per i genitori dei figli con maggiori difficoltà, nell’ottica di migliorare la comunicazione scuola – famiglia.

Le altre misure del Decreto Scuola

Altra misura che ha trovato molto spazio sui media è quella che prevede il divieto di indossare a scuola capi che coprono integralmente il volto, come burqa e niqab. Resta invece consentito il velo che lascia scoperto il viso. Il divieto vale anche durante lo svolgimento dei colloqui tra scuola e famiglie.
Sul versante più prettamente didattico, il Decreto ha introdotto (a partire dall’anno scolastico 2027/2028) l’insegnamento facoltativo del latino alle medie. Il corso prevede un’ora aggiuntiva alla settimana, per un totale di 33 ore annuali, e potrà essere attivato dalle scuole in base alle richieste delle famiglie e all’organizzazione dell’istituto.

Tecnici e professionali diventano licei

Solo formale, invece, la modifica introdotta sui nomi degli istituti tecnici e professionali. I primi assumono il nome di licei tecnologici, mentre i secondi diventano licei professionali. Uno modifica solo formale che nulla modifica rispetto all’attuale assetto dei percorsi, gli ordinamenti didattici, i profili in uscita o l’organizzazione delle scuole.

Rimandato il bonus libri

Tralasciando i provvedimenti che coinvolgono più direttamente gli insegnanti, per le famiglie è utile sottolineare, invece, che il fondo previsto per aiutare nell’acquisto dei libri di testi è rimandato al 2027. Il fondo sarà pari a 20 milioni di euro l’anno e la soglia ISEE per accedere al contributo salirà da 30.000 a 40.000 euro. L’agevolazione sarà destinata agli studenti delle classi prime della scuola secondaria di primo grado e delle classi prime e terze della scuola secondaria di secondo grado.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
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