Adozione Internazionale. “Yeiko pensava che io fossi loco, pazzo”. E invece era solo amore!

Prima una lunga attesa, poi la gioia improvvisa per una promessa che prende il nome e il volto di un figlio! Dalla Colombia all’Italia, per una nuova vita spalancata al futuro

Tre, quattro anni trascorsi a prepararsi, a frequentare corsi di formazione online durante il Covid, ad aspettare che il telefono squilli. Poi, all’improvviso, quella promessa prende un nome e un volto: Yeiko, il cui nome significa “bambino benedetto e prospero”.
Oggi Yeiko ha quasi 9 anni (li compirà a novembre) e vive a Modena con la sua mamma Maria Luisa e il suo papà, Roberto. Ma fino a qualche mese fa, la sua vita e quella dei suoi genitori correvano su due binari paralleli che si sono finalmente incontrati in Colombia.

L’emozione non ha voce

Quando ormai mancava poco alla partenza, il contatto è iniziato in primavera con due videochiamate. Durante la prima, l’emozione era così forte che la mamma quasi non riusciva a parlare: “Yeiko pensava persino che fossi muta!” racconta Maria Luisa sorridendo, ricordando che solo Roberto interagiva con il bambino. Per la seconda chiamata mamma e papà si erano preparati provando a imparare una canzoncina in spagnolo. E quando finalmente a luglio si sono incontrati di persona, l’emozione è esplosa: il papà per la gioia lo ha preso subito in braccio facendolo dondolare. “E così Yeiko pensava che io fossi loco, pazzo!”, aggiunge Roberto.

Dimenticare ogni stanchezza in un abbraccio

Il soggiorno in Colombia è durato circa 50 giorni: i primi dieci giorni nella città natale di Yeiko, due settimane a La Mesa, per le pratiche con il tribunale, per i minorenni e infine Bogotá. Un’esperienza intensa, tra quartieri tranquilli, domeniche passate tra le piste ciclabili cittadine e la condivisione con altre famiglie adottive sia di Ai.Bi. sia di altri enti, con cui si è creato un legame prezioso che continua ancora oggi. Non sono mancati i momenti di adattamento, tra cui qualche mezza giornata in blackout elettrico e le inevitabili incertezze burocratiche dell’ultimo minuto prima del volo di rientro. Ma, come raccontano i genitori, la stanchezza e le difficoltà dell’attesa sfumano e si dimenticano non appena si stringe il proprio figlio tra le braccia.

L’inizio di una nuova vita

Dal momento del rientro in Italia, a inizio luglio, la vita della nuova famiglia si è riempita di piccoli e grandi passi quotidiani: il mare in Sicilia, regione di origine della mamma, le uscite, i primi compiti per prepararsi alla scuola. “Abbiamo pensato di inserirlo subito a scuola, anche se in terza elementare invece che in quarta – dicono mamma e papà – E prima del ritorno in classe, Yeiko ha frequentato un corso di italiano per stranieri dove ha stretto subito bellissime amicizie”. Ora frequenta una classe di 15 bambini e sta proseguendo con entusiasmo il suo percorso di inserimento: ama restare a scuola dopo pranzo per giocare e fare i compiti anche se al momento non sta frequentando la scuola a tempo pieno.
Ad accoglierlo con affetto in Italia ci sono stati anche i cugini più grandi oltre che i parenti e le famiglie amiche di Maria Luisa e Roberto.
In casa intanto si vive un vero lavoro di squadra: con il papà gioca tantissimo, mentre con la mamma ama fare il pane, studiare e fare lunghi giri in bicicletta.

Un cognome da scegliere

C’è stato anche un bellissimo passaggio sul fronte dell’identità che Maria Luisa vuole ricordare: “All’inizio, quando eravamo in Colombia, Yeiko era un po’ restio ad accettare il nuovo cognome, il nostro, dopo la sentenza di adozione – racconta – Aveva ancora il cognome della sua famiglia di origine e quindi era ancora confuso. Grazie all’aiuto dello psicologo, che gli ha spiegato il significato di questo passaggio, il bambino era riuscito a tranquillizzarsi. E pensare che adesso vuole conservare tutti e due i cognomi, compreso il mio! Credo li manterremo entrambi”

Alla fine, resta solo la gioia

A chi si trova ancora nel tempo sospeso dell’attesa, i genitori di Yeiko affidano un messaggio semplice e profondo: “Serve molta pazienza. Quando ci si trova nel Paese di tuo figlio tutto sembra amplificato, si è stanchi e si desidera solo tornare a casa con il proprio bambino. Per contro l’attesa a casa è dura, negli anni, ma quando tuo figlio arriva, tutto il passato si dimentica: è un po’ come dopo un parto naturale, resta solo la gioia di essere finalmente insieme.”

A cura del team di Adozione Internazionale di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.