A scuola anche di domenica? Il ministro de Micheli smentisce ma “bisogna aprire una discussione vera sullo scaglionamento degli orari”.

Il Ministro De Micheli: “Devono cadere i tabù degli orari se vogliamo mantenere il riempimento del 50% dei mezzi pubblici”.

Aprire la scuola anche di domenica per permettere maggiori scaglionamenti e minori rischi di contagio? No grazie. Un coro di dissensi si eleva dal mondo politico, dalla scuola e da quello sindacale in risposta alla presunta proposta del ministro dei trasporti Paola De Micheli, riportata in un’intervista dal quotidiano La Repubblica.

E il ministro in un’intervista su Radio Capital, così come indicato da Orizzonte Scuola, smentisce di aver proposto di andare a scuola anche la domenica: “ ‘non mi occupo di scuola’, ma ‘ho posto il problema degli scaglionamenti, anche per le attività produttive  – riporta il web magazine – Non ho smentito il titolo dell’intervista fatta dal quotidiano perché serve ad aprire una discussione vera sullo scaglionamento degli orari”.

De Micheli aveva un’intenzione: segnalare al governo, alla collega Lucia Azzolina, al Paese che le Regioni avevano quasi 10.000 bus aggiuntivi pronti a scendere in strada, ma che questo non sarebbe bastato per portare tutti gli studenti delle superiori a scuola in sicurezza – scrive Repubblica – Oggi i mezzi pubblici viaggiano con una capienza del 50%. ‘Solo a Milano dovremmo mettere 500 mezzi in più in strada tra le 7 alle 9, al massimo ce ne stanno 80’. Milano è congestionata, e così Roma, Napoli, gran parte delle 14 città metropolitane del Paese”.


Occorre quindi ripensare l’organizzazione scolastica, magari, come suggerito dal ministro, spalmandone l’orario tra le 8 e le 20 di sera e prevedendo ingressi anche oltre le 9 del mattino.

E ribadisce, come sottolineato da Orizzonte Scuola: “Devono cadere i tabu degli orari se vogliamo mantenere il riempimento del 50% dei mezzi pubblici”.