Congo. Adottare a distanza i bambini di un orfanotrofio per favorire il loro reintegro familiare

Far tornare i minori abbandonati nella propria famiglia di origine è un’opportunità straordinaria per ridare loro il diritto di essere figli e una nuova possibilità di futuro. Ma è un’opportunità che va costruita attraverso un percorso attento e articolato, che Ai.Bi. porta avanti con caparbietà

Una delle attività cruciali che Ai.Bi. porta avanti nella Repubblica Democratica del Congo, anche grazie alle donazioni dell’Adozione a Distanza, è quella del reinserimento familiare dei minori: un’operazione lunga e complessa, che richiede una serie di attività l’una dipendente dall’altra. La prima fase è quella delle ricerche familiari, per capire se esista una famiglia, anche allargata, per ciascun minore e valutare la possibilità di un reintegro di quest’ultimo al suo interno.

Rafforzare le competenze parentali

Ai.Bi. ha portato avanti per mesi questa prima attività nella Repubblica Democratica del Congo, arrivando a individuare 34 famiglie disponibili a intraprendere il percorso di riunificazione. Per loro è stato organizzato un primo atelier formativo di 2 giorni animato da DIVAS, la divisione degli affari sociali della RDC, con l’assistente sociale e l’avvocato del progetto, il cui obiettivo è stato il rafforzamento delle competenze parentali.
Durante gli incontri si è parlato della responsabilità dei genitori (e tutori), dell’importanza di rendere le riunificazioni stabili e sostenibili, della protezione del minore nella famiglia e nella comunità, e, ultimo ma non meno importante, della ricchezza che il bambino può dare alla famiglia stessa. Ci sono stati momenti importanti di scambio tra i partecipanti delle proprie esperienze, nelle quali purtroppo non mancano guerre, abbandoni, fughe precipitose, povertà e morte.

Favorire le attività economiche per prevenire un secondo abbandono

A questi incontri formativi viene poi associato un costante lavoro di monitoraggio, con regolari visite programmate con i responsabili dei centri FED e SODAS ai beneficiari del progetto per fornire loro kit di materiali per l’avvio e il rafforzamento di piccole attività generatrici di reddito: l’obiettivo è garantire le risorse economiche per prevenire un secondo abbandono.
In particolare, nell’ultimo mese è stato analizzato un gruppo di 16 famiglie per capire come poter più efficacemente rinforzare le loro attività economiche.
Sostanzialmente, le attività si dividono tra agricoltura e commercio.
Gli agricoltori vivono per lo più nelle zone limitrofe al parco del Virunga e alcuni di loro hanno visto i loro campi sparire ricoperti dalla lava dell’enorme eruzione vulcanica dello scorso anno; altri invece non possono più andare a lavorare i loro campi perché la presenza di gruppi armati rende impossibile avventurarsi in quelle zone. Con questo gruppo si sono cercati dei campi in zone più sicure, acquistando le sementi di qualità indicate per il periodo.
I commercianti, dal canto loro, hanno principalmente bisogno di rinforzare il loro business, avere dei prodotti in più o, semplicemente, essere accompagnati a fare acquisti nei mercati distanti per loro altrimenti difficilmente accessibili.
Le stesse attività saranno poi portate avanti anche con il secondo gruppo di famiglie, per arrivare tutti insieme alla successiva 2 giorni di formazione prevista sui temi delle competenze parentali, sui principi base dell’economia e sull’importanza del supporto psicologico.

Sostieni il progetto: “Adotta a Distanza i bambini di un orfanotrofio in Congo”

Come detto quella del reintegro familiaree è una delle principali attività realizzate all’interno degli orfanotrofi partner di Ai.Bi. nella Repubblica Democratica del Congo.
Attivando un’Adozione a Distanza, con 25 euro al mese, meno di un caffè al giorno, chiunque può contribuire a portare avanti questo progetto così fondamentale per il futuro dei bambini abbandonati.
Tutte le donazioni ad Ai.Bi., compresa l’Adozione a Distanza, godono delle seguenti agevolazioni fiscali

Adotta a distanza i bambini di un orfanotrofio in Congo