Adozione in Ucraina: è possibile conoscere la “vera” situazione sanitaria del bambino prima di partire?

Buongiorno,
io e mio marito stiamo percorrendo la nostra seconda adozione con il nostro figlio adottivo di 12 anni. Purtroppo, a causa della situazione pandemica attuale, siamo stati costretti a portarlo con noi in Ucraina per il primo viaggio.
Abbiamo deciso di andare a conoscere una bimba di 6 anni che stava in un istituto a 16 ore di treno da Kiev. La bimba, così ci è stato detto al Dap, aveva avuto un attacco epilettico nel 2017 ma ci dicevano che non prendeva farmaci e, quindi, abbiamo capito che non era grave. Lì, abbiamo scoperto che invece la bambina prendeva regolarmente i farmaci, che era nata prematura e che, oggi, non dice che pochissime parole.
Nonostante ci sia cascato il cielo addosso, abbiamo deciso di conoscerla. Il primo incontro è stato disastroso: ha pianto ed è scappata via, vista la gente che era lì attorno (medici, staff dell’istituto, assistente sociale, mio marito…). Piano piano l’abbiamo calmata e abbiamo deciso di venirla a trovare l’indomani con nostro figlio, pensando che magari la sua presenza potesse aiutarla a sentirsi a suo agio.
Abbiamo passato 3 giorni meravigliosi con lei, mio figlio si era affezionato, così come noi. Poi, però, abbiamo ricevuto dall’Italia l’esito del suo elettroencefalogramma: tutti i 3 neurologi, compreso quello dell’ente stesso, ci hanno detto che la bambina presentava aree bianche nel cervello, che nel futuro avrebbe potuto peggiorare e che non c’era modo di sapere se nel periodo della pubertà sarebbe andata peggio. Insomma, per farla breve, dopo aver fatto anche un’ulteriore visita in loco, a malincuore abbiamo dovuto rinunciare alla bambina, tornando a casa distrutti.
Premesso che nel nostro decreto abbiamo chiesto “problemi lievi e curabili”, e premesso che abbiamo il nostro primogenito da dover tutelare, per quale motivo si creano queste situazioni?
Noi non sappiamo più cosa fare, le nostre risorse emotive ed economiche stanno finendo. Avete qualche consiglio da darci o altre esperienze che possano aiutarci a capire?
Grazie a tutti.

Buongiorno,
per rispondere al vostro quesito partiamo dal dato emerso dal rapporto statistico pubblicato sul sito della Commissione Adozioni Internazionali: nel primo semestre del 2021, in Ucraina, sono state realizzate 26 adozioni; nel 2020 ne sono state realizzate 32 e nel 2019 30. Il dato numerico ci dice, quindi, che adottare in Ucraina è possibile.
Secondo il rapporto statistico del 2019, l’età media dei bambini provenienti dall’Ucraina è 7 anni.
Il procedimento ucraino è lievemente diverso da quello degli altri Paesi: la coppia, infatti, parte con un appuntamento per essere abbinata senza aver letto una scheda e accettato l’abbinamento. La scheda, infatti, viene consegnata alla coppia direttamente al Dipartimento adozioni a Kiev. In linea di massima, la scheda dovrebbe contenere delle informazioni sulla storia e sulla situazione del minore che corrispondono alla realtà. Esiste tuttavia un margine di rischio che così non sia (cosa che potrebbe accadere potenzialmente in qualunque Paese).
È possibile, per esempio, che la scheda non sia aggiornata e che quando si arrivi all’Istituto per conoscere il minore la situazione sia diversa da quella presentata (a volte in meglio, ma in alcuni casi anche in peggio). Questa situazione non è determinata dalla malafede di qualcuno (quindi, non è che il DAP vi abbia voluto mettere in questa situazione), ma deriva da un mancato passaggio di informazioni.
Il consiglio è quello di chiedere alla referente del vostro ente (che sarà presente all’abbinamento in qualità di traduttrice) di prendere contatto con la direttrice dell’Istituto al fine di verificare l’attuale situazione del minore prima di iniziare la conoscenza e di partire per il luogo in cui si trova. Inoltre, prima di incontrare il minore, avrete modo di visionare l’intera documentazione medica e i documenti relativi alla storia di vostro figlio.
Sempre in questa fase sarà possibile approfondire eventuali aspetti con colloqui con il personale dell’Istituto e gli specialisti che lo hanno seguito. Potrete anche richiedere eventuali approfondimenti medici se lo ritenete necessario (che saranno economicamente a vostro carico).

Tutto ciò dovrebbe permettervi di arrivare al momento dell’incontro con maggiori sicurezze e con un quadro abbastanza completo. Se l’abbinamento proposto non può essere accettato per questioni gravi (come il quadro che mi sembra abbiate dipinto nella vostra mail) è possibile tornare al DAP è richiedere un nuovo appuntamento per avere una seconda scheda.
È possibile che non ci siano schede disponibili che rispondono alle vostre disponibilità, in questo caso vi verrà chiesto di rientrare in Italia e tornare in una data successiva per il secondo abbinamento.
Le proposte di abbinamento possono essere al massimo tre, al terzo rifiuto la coppia sarà cancellata dalla lista delle coppie candidate all’adozione e nel caso voglia proseguire nell’iter adottivo dovrà ripresentare il dossier ed essere nuovamente registrata.
Un’ultima indicazione che come ente diamo alle nostre coppie è quella di non portare al primo viaggio (nel caso di iter con viaggi multipli) i figli già presenti nel nucleo familiare, ma di coinvolgerli esclusivamente quando l’abbinamento è definitivo (quindi, per quanto riguarda i paesi dell’Est, dopo l’udienza in Tribunale). I bambini, infatti, si sentono subito fratelli e non hanno cognizione delle difficoltà di salute e di affiatamento. Risulta sempre molto complicato far comprendere e interiorizzare un “no” a un altro bambino, per questo si consiglia di coinvolgerli solo quando l’accettazione è definitiva.
Naturalmente, ogni situazione va “studiata” singolarmente al fine di comprendere cosa sia meglio per tutti. Tali decisioni vengono quindi concordate in sede di colloquio di pre-partenza, alla presenza del tecnico e della psicologa.
Sperando di essere stati d’aiuto!

Cordiali saluti e in bocca al lupo.
Lorenza Persona desk adozione internazionale Ucraina Ai.Bi.

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