Adozione Internazionale. I bambini in attesa di adozione provengono sempre da un istituto?

Sono tante e differenti le realtà in cui vivono i bambini in attesa di un’adozione, tra orfanotrofi e case famiglia. Ma nessuna di queste potrà mai essere equiparata a una vera casa e una vera famiglia

Quando ci si avvicina all’adozione, in particolare a quella internazionale, una delle domande più frequenti riguarda il luogo in cui i bambini vivono in attesa di incontrare i loro nuovi genitori.
Spesso si ignora cosa accade ai minori dal momento in cui vengono allontanati dalla famiglia d’origine fino all’incontro con la nuova mamma e il nuovo papà. Le esperienze variano notevolmente nei diversi paesi del mondo in cui Ai.Bi. Amici dei Bambini opera, e la diversità può verificarsi anche all’interno dello stesso Paese o di singole regioni.

Il bambino come “numero”

Non esiste una soluzione unica adatta a tutti i contesti. Purtroppo, spesso non si tiene conto delle necessità specifiche del bambino, che viene visto come un beneficiario di un servizio piuttosto che come individuo con diritti e desideri.
Molti paesi cercano sistemazioni adeguate, ma la realtà organizzativa prevale: gli istituti risultano più “comodi”, perché permettono di ospitare più bambini insieme, adattandosi meglio alle esigenze degli adulti e dei servizi disponibili. In questo modo, i minori vengono considerati tutti uguali, indipendentemente dalle loro storie e bisogni personali.

Strutture diverse per fasce d’età o necessità particolari… ma sempre istituti

Alcuni istituti sono suddivisi per fasce d’età, separando neonati e piccolissimi dagli adolescenti, o accolgono bambini con bisogni sanitari particolari o disabilità, prevedendo personale qualificato, terapisti e strumenti specifici.
Tuttavia, al di là di queste differenze, gli istituti restano luoghi impersonali. Ovunque nel mondo, nonostante gli sforzi per renderli più accoglienti, rimangono spazi che ricordano al bambino che non vive in una vera famiglia.

Case-famiglia, piccole comunità e affido: “vicini alla famiglia”, ma non sono la famiglia

Esistono anche case-famiglia o comunità gestite da coppie, famiglie o singoli che accolgono bambini temporaneamente collocati dai servizi sociali. Queste realtà possono apparire più “a misura di famiglia”, ma nella pratica i bambini non vengono sempre considerati figli.
Si tratta di forme simili all’affido familiare: chi accoglie un bambino riceve un rimborso spese per sostenere le necessità della propria casa. Le esperienze variano: alcuni bambini raccontano di aver vissuto bene, altri testimoniano situazioni lontane dall’esperienza di una vera vita familiare. Solo pochi ricordano con tristezza quel periodo e si sentono fortunati a esserne usciti.

La famiglia è l’unico vero “luogo” per un bambino

La certezza è una sola: i bambini fuori famiglia devono tornare in famiglia. Se non è possibile con quella d’origine, è un imperativo morale fare tutto il necessario per garantire loro una nuova mamma e un nuovo papà adottivi, preparati e capaci di donare e ricevere amore.
L’adozione rappresenta l’unica alternativa reale agli istituti, alle comunità o alle varie forme di accoglienza temporanea, restituendo al bambino ciò che nessuna struttura potrà mai sostituire: una vera casa e una vera famiglia.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”. Dona per il Fondo Accoglienza Bambini Abbandonati