Adozione internazionale. CAI: “40 milioni di euro per i rimborsi delle procedure 2012-2017”. C’è tempo fino al 16 luglio

Sono 11.138 le coppie che hanno adottato 13.664 bambini abbandonati nei sei anni considerati e finalmente potranno fruire di questo contributo, divenuto operativo grazie alla firma sul Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM). Il tetto massimo per i rimborsi è pari a 5mila euro, 3mila euro per la fascia di reddito più alta

Le domande potranno essere presentate a partire dal primo giugno e fino al giorno 16 del mese successivo. La notizia è stata data direttamente dalla Commissione per le Adozioni Internazionali con una nota sul proprio sito web. Una bella novità attesa lungamente da tante famiglie che hanno scelto l’adozione e che conferma le intenzioni di rilancio del percorso adottivo da parte della vicepresidente  CAI, Laura Laera

adozione internazionale, sbloccati 40 milioni di euro per i rimborsi delle adozioni 2012-2017Dopo anni di attese e delusioni, finalmente la notizia tanto aspettata dalle coppie adottive è arrivata: è stato firmato e prestissimo sarà in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale il Governo uscente ha, di fatto, reso operativi i rimborsi per le spese legate alle procedure dell’adozione internazionale di quelle famiglie che hanno concluso gli iter adottivi o di affidamento pre-adottivo tra il primo gennaio 2012 e il 31 dicembre 2017. I rimborsi alle coppie, infatti, erano ancora fermi al 2011, alla firma sul decreto rimborsi di Carlo Giovanardi.

Con questo Decreto, invece, vengono sbloccati 40 milioni di euro che saranno destinati interamente alle famiglie adottive degli ultimi sei anni. La notizia è stata resa pubblica sul sito della Commissione per le Adozioni Internazionali, che ha allegato anche il testo integrale del Decreto.

In dettaglio, “il decreto era stato siglato già intorno alla metà di maggio dalla sottosegretaria Boschi”, conferma la vicepresidente CAI, Laura Laera: ma per l’ufficialità si attendeva l’ok della Corte dei Conti, che ha dato il via libera il 28 maggio.

In base ai numeri globali resi noti negli anni scorsi dalla CAI, di 11.138 famiglie adottive, per 13.664 minori adottati. Le domande andranno presentate tramite il portale on line ‘Adozione Trasparente’; non saranno prese in considerazione le istanze di rimborso eventualmente inviate alla CAI in questi anni, dunque c’è la necessità – chiarita per iscritto dalla CAI – di “formulare nuova istanza secondo le modalità qui specificate”.

La metà delle spese effettuate per completare un iter adottivo, in effetti, sono deducibili. Pertanto, il rimborso varato ufficialmente in questi giorni ha a che fare con la somma restante delle spese sostenute per le procedure di adozione internazionale. I 40 milioni di euro copriranno una quota parte di questi esborsi, “con un tetto massimo di 3mila e 5mila euro – chiarisce Laera – collegato a due fasce distinte di reddito”. Condizioni economiche dunque differenti rispetto alle scelte passate, con un tetto di 5mila euro per i coniugi con reddito complessivo non superiore ai 35mila euro e una quota massima di 3mila euro per le famiglie con reddito che supera i 35mila euro ma non i 70mila euro. Oltre questa somma, il rimborso non è previsto.

Una nota, sottolineata anche da Vita.it: questi rimborsi non vanno a rifondere le spese di procedure di adozione non andate a buon fine (es. caso Kirghizistan), su questo la vicepresidente è stata chiara: “Il DPCM non affronta questo tema, riguarda solo le adozioni concluse”.

 

Fonte: Commissione Adozioni Internazionali

Fonte: Vita.it