Adozione Internazionale in Honduras. La gioia immensa… di una corsa a ostacoli

La pazienza di una lunga attesa. I giorni in Honduras tenendo lontani i pericoli. I piccoli passi della reciproca conoscenza. Ma tutto con la forza e la felicità di una famiglia che apre il cuore all’accoglienza di chi torna a essere figlia!

“L’adozione internazionale? Dico sempre che è una bellissima maratona dove non contano i chilometri: servono motivazione, tenuta psicologica e anche fisica“.
Lo sa bene papà Andrea che, con la moglie Federica e il figlio 17enne Boromey, originario della Cambogia, dall’Umbria sono volati in Honduras per conoscere Reyna, di 9 anni.

Un incontro a lungo atteso

Nel caso di Andrea e Federica, la seconda coppia a completare un’adozione internazionale in Honduras, il percorso è stato caratterizzato da una lunga fase di preparazione e conoscenza a distanza con Reyna.
“Dall’abbinamento, nel dicembre 2024, fino alla partenza nel settembre 2025, abbiamo mantenuto i contatti con Reyna ogni settimanali via call – raccontano -: all’inizio tutto era entusiasmante poi tutto questo ha messo alla prova la resistenza emotiva di tutti noi. Abbiamo presentato nonni, una volta i cugini, ma alla fine era diventato quasi difficile comunicare, seppur rassicurante per la bambina.  Noi eravamo sempre lì, ma non potevamo ancora partire per andare a prenderla”.
Per fortuna il via libera alla partenza è arrivato poco dopo. Ma le attese…non erano finite!

L’inizio di una vita “da famiglia”

“65 giorni in Honduras! – esclama Andrea – un paese pericoloso, in cui a causa della criminalità diffusa potevamo fare piccoli spostamenti e solo in taxi”.
Non da ultimo, le attese imposte dalla burocrazia dell’iter honduregno hanno costretto la famiglia a gestire una quotidianità tra il residence in cui vivevano e pochi luoghi controllati. In questo contesto, è stata fondamentale la creazione di una routine giornaliera strutturata, una novità per Reyna: sessioni di studio al mattino per la bambina e il fratello, momenti di gioco e qualche visita nel pomeriggio.
“A un certo punto avevamo anche finito di visitare tutti i centri commerciali!” – per iniziare a costruire i legami e l’identità del nuovo nucleo familiare. Ma Reyna, che appena uscita dall’istituto temeva le scale mobili, con mamma, papà e fratello ha vinto questo timore.

Nuove esperienze

Al rientro in Italia, Reyna ha dimostrato una notevole capacità di adattamento.
“È una ragazzina coraggiosa, curiosa e con molta voglia di fare!”, si dice in famiglia. Nonostante in Honduras frequentasse la scuola con discontinuità, in Italia Reyna è stata inserita in terza elementare. La bambina, con una gran fretta di imparare, ha appreso la lingua italiana in modo, di fatto, autonomo e rapido, mostrando ottimi risultati sia nelle materie umanistiche che in matematica.
“Reyna è molto determinata, sa cosa vuole” , dicono mamma e papà. La sua determinazione è emersa chiaramente anche nelle attività extra-scolastiche. Durante una recente vacanza in montagna, Reyna ha affrontato per la prima volta la neve, passando in breve tempo dai primi passi con il maestro alla discesa su piste di media difficoltà, confermando il coraggio verso le nuove esperienze.

Mamma, papà e fratello: a ciascuno il suo ruolo

Andrea e Federica sanno che ora occorre solo dare tempo a Reyna e a tutti quanti per trovare nuovi equilibri. Anche per Boromey, figlio unico per 17 anni e ora fratello maggiore, ‘guida’ per la sorella.
“Boromey è stato un supporto prezioso soprattutto nelle prime fasi del viaggio, dopo l’incontro – raccontano – facilitando la comunicazione con la sorella che masticava inglese, lingua che aveva appreso in orfanotrofio data la frequentazione di volontari americani. Certo, siamo consapevoli che l’adozione di Boromey, arrivato con noi a circa 2 anni, è stata diversa da quella attuale, dove tutti noi ci confrontiamo con una bambina già grande, con un carattere ben definito e strutturato”.
In un contesto di ricalibrazione degli equilibri, Reyna sta manifestando da un lato una forte indipendenza, frutto del suo vissuto, ma sta imparando gradualmente a fidarsi e a chiedere aiuto. Con la mamma ama cucinare e fare shopping, con papà ripassa i compiti e gioca alla playstation, con il fratello va all’oratorio dove è animatore, per conoscere nuovi amici.
Entrare a contatto con la cultura italiana per la bambina è stato facile e, come spesso accade, è avvenuto attraverso la tavola.
“Mia moglie cucina bene e la bambina ama tutta la cucina italiana, in particolare i cappelletti, la mortadella, la piadina e la pizza – conclude Andrea – Diciamo che non ha sentito la nostalgia delle banane fritte!”.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”. Dona per il Fondo Accoglienza Bambini Abbandonati