Adozione Internazionale. Nonostante abbiano già il decreto di idoneità, le coppie entrano in crisi di fronte alle richieste dei bambini

Spesso gli operatori degli enti autorizzati si trovano a prendere in carico coppie con decreto di idoneità ma ancora non realmente consapevoli della realtà dell’adozione

Ogni coppia che decide di aprirsi alla genitorialità adottiva può essere una risorsa preziosa per i bambini in stato di abbandono che aspettano una famiglia tutta per loro. Il percorso che parte dalla presentazione della propria disponibilità all’adozione in tribunale, e arriva al Decreto di idoneità fino all’incontro con il bambino, dovrebbe essere proprio un cammino, in cui le persone arrivano a maturare una sempre maggiore consapevolezza circa le proprie risorse genitoriali e la realtà dell’adozione nazionale ed internazionale.

Ogni coppia ha un vissuto diverso, una storia personale e tempi di crescita differenti dalle altre. Ci si avvicina all’adozione con idee confuse, a volte dopo aver letto molti libri ma senza comprendere veramente la realtà dell’abbandono e le risorse che si devono mettere in campo.


Gli operatori dei servizi sociali hanno il grande e difficile compito di occuparsi dello studio di coppia, della valutazione del percorso di scelta della genitorialità adottiva e di fornire spazi di riflessione per una reale maturazione delle disponibilità da offrire. Purtroppo, i tempi e le scarse risorse non consentono sempre alle equipe dei servizi di riuscire a sostenere le coppie in un percorso di crescita e a volte alcuni candidati rimangono ancorati a miti culturali e credenze non corrette relativamente al mondo adottivo.

È necessario accompagnare le persone verso una scelta consapevole e verso la scoperta delle proprie risorse di accoglienza, e non solo dei propri limiti. Il decreto di idoneità, a volte, riporta vincoli di accoglienza, con restrizioni circa età, etnia, numero di bambini e stato di salute confermando i limiti o i pregiudizi di coppie non ancora consapevoli e non ancora realmente pronte all’adozione internazionale. Questi decreti da una parte ostacolano l’iter adottivo poiché si scontrano con le autorità di altri Paesi, dall’altro non corrispondono alle reali disponibilità e risorse delle coppie, che a distanza di mesi e vivendo esperienze di formazione e crescita ulteriore, non si rispecchiano più né in quel decreto né nella relazione dei servizi.

La maggior parte delle coppie riconosce di aver superato le paure, pur legittime, che vivevano all’inizio del proprio percorso e di aver notevolmente ampliato la propria visione dell’adozione o le proprie disponibilità dopo aver conosciuto la realtà, attraverso gli occhi e la voce delle famiglie che hanno già adottato o di professionisti con esperienza del mondo dell’adozione internazionale e nei Paesi di provenienza dei bambini.

I bambini che diventano figli tramite l’adozione portano con sé un carico di vissuti, emozioni, esperienze complesse e dolorose, a volte traumatiche, che i genitori dovranno accogliere… indipendentemente dalle proprie paure e indipendentemente dall’età del bambino o dalla specifica esperienza vissuta nel suo Paese. Le storie dei bambini sono molto diverse tra loro, ma i bambini portano sempre con sé un vissuto di abbandono ed esigenze di cura e accudimento a cui le coppie dovranno rispondere…

Spesso gli operatori degli enti autorizzati si trovano a prendere in carico coppie con decreto di idoneità ma ancora non realmente consapevoli della realtà dell’adozione. Le coppie entrano in crisi di fronte alle richieste dei bambini … di fronte ad un bimbo che sogna, che immagina il suo futuro con una famiglia tutta per sé, che sogna un genitore giovane, dinamico, che curi ogni sua necessità, che lo faccia giocare, correre, che sostenga il suo apprendimento, che lo accudisca, … , le persone vanno in crisi perché sempre abituate a pensare ai propri sogni, alle proprie esigenze e limitazioni, alle proprie aspettative e ai propri paletti … piccolo, bello, perfettamente sano, senza vissuti traumatici, senza storia di abbandono, con un carattere facile e dolce, veloce ad apprendere, pronto ad andare dall’altra parte del mondo e ad adattarsi ad una nuova vita completamente diversa da quella fino a ieri conosciuta senza batter ciglio…

Per l’Ente, è necessario e doveroso pensare ad un percorso di accompagnamento che segua le coppie nel tempo da quando conferiscono il mandato fino all’abbinamento, in modo che quel momento sia davvero una gioia, un incontro con il figlio tanto desiderato … e immaginato nella sua realtà! Solamente in questo modo potrà diminuire il rischio di fallimenti adottivi … di rifiuti delle schede, di rifiuti del bambino in loco … di rifiuto dell’adozione e quindi crisi familiare.

Ma questo percorso dovrebbe iniziare prima di conferire il mandato, prima di presentarsi di fronte al giudice. Sarebbe utile favorire l’incontro tra gli operatori degli Enti e dei Servizi sociali per poter avviare un percorso parallelo di preparazione delle coppie, certamente ognuno con la sua professionalità e con i propri obiettivi, e procedere di pari passo nella crescita delle coppie verso l’incontro con il proprio figlio.

Marina Piccolo
Psicologa – Area psicosociale Ai.Bi. – Amici dei Bambini