Adozione internazionale: nient’altro che una meravigliosa “officina dei miracoli”!

neonato trovato in stradaLa storia di Bianca, la bimba di Torino nata con un problema di spina bifida, malformazione al sistema nervoso centrale che colpisce un neonato su ottantamila, ha fatto scalpore e diviso le opinioni. Perché? Perché la sua storia è fatta, al contempo, di abbandono e di accoglienza, di lasciti e di amore. Lasciata in ospedale dalla madre  “di pancia”, presa coscienza del problema fisico, Bianca è stata immediatamente abbracciata da un’altra mamma che, “se l’è tenuta stretta”.  Apre così il dibattito, lo scrittore Massimo Gramellini, con un articolo intitolato “Essere madre” pubblicato su “Il Corriere della Sera”, su chi e cosa sia una madre: non necessariamente colei che genera, ma colei che accoglie, che abbraccia, in un incondizionato amore.

E così, la madre di Bianca, non le ha dato la vita, dice lo scrittore, ma l’amore.

Ma quanto effettivamente non è nuova la storia di Bianca? Questo accogliere di cui si discute, questo amore che nasce non con il parto, ma con il successivo abbraccio, non è forse il miracolo dell’adozione? Ogni giorno, con l’adozione nazionale e internazionale, avvengono i miracoli della nuova accoglienza; miracoli di cui spesso non si parla, tenuti nascosti, nell’ombra, eppure l’adozione è una vera e propria “officia dei miracoli”. I bambini di tutto il mondo, orfani, lasciati in strada, soli o abbandonati, quotidianamente sono alla ricerca di una abbraccio da quella madre e quel padre che non hanno mai avuto… aprire la porta all’adozione e dell’adozione, è avere un bambino nato daquell’officina dei miracoliche aspetta solo di donare a sua volta inquantificabili miracoli d’amore.