Adozione internazionale. Quanti sono i bambini “pronti” a tornare? I conti non tornano: 133 o 127?

genitori rdcGli articoli pubblicati dal quotidiano Avvenire il 31 marzo 2016 (a firma di  Luciano Moia e di Viviana Daloiso) che ha dedicato una pagina intera sulle disfunzioni della Cai (commissione adozioni internazionali),  le strazianti testimonianze di famiglie adottive del Congo ferme al palo e sul mistero dei bambini “pronti” a lasciare il Paese africano (quanti e quando?) ha suscitato diverse reazioni. Articoli che sono stati ripresi da diversi siti on line, social media e blog. Come quello dei genitori adottivi del Rdc , in attesa da oltre 900 giorni, e che riprendendo gli articoli di Avvenire, commentano i dati “misteriosi”, gli incontri “clandestini” della Cai e la sua inefficienza.

Ecco la versione integrale dell’articolo riportato dal blog dei genitori adottivi Rdc

Attesa… o meglio, un’attesa nell’attesa. Questa è la condizione che i bambini adottati in Rdc e i loro genitori italiani stanno vivendo. Martedì sera (29 marzo 2016), dalle pagine di questo blog, vi avevamo documentato praticamente in tempo reale sull’evoluzione dell’incontro iper-super-segreto avvenuto fra Cai e gli enti coinvolti nelle adozioni in Congo, ecco che anche il quotidiano Avvenire se ne occupa con un’ampia paginata che comprende la ricostruzione di queste ultime settimane, la ricostruzione dell’intera vicenda, le testimonianze dei genitori e un interessante articolo di fondo sull’argomento.


Un primo mistero che evidenziamo è che il numero di bambini sarebbe di 133. Ma come? Se nei conteggi ufficiali erano 8+6+66+47… non fa mica 127? Ma allora da dove sono saltati fuori i 6 mancanti? Che siano i famosi bimbi di quello che è stato definito “esiguo” gruppo nel comunicato del Mae pubblicato all’indomani dell’approvazione del gruppi di 47 dossier? Ora, si potrebbe opinare anche che questi giornalisti (per alcuni anche “giornalai”) siano al soldo dell’oscuro signore delle tenebre, o che comunque non sia sufficientemente informati e…potrebbe anche essere dato che le informazioni in questa vicenda abbiamo imparato che latitano! Resta il fatto che la matematica è un’opinione e qui 6 bambini in qualche modo… ballano, o meglio ballavano! Bene così che si sia risolta la questione, ne siamo più che felici e contenti in maniera completa di questa cosa.

Fra le criticità evidenziate nell’articolo principale la questione dei bambini che ancora si trovano a Goma a due ore di aereo dalla capitale Kinshasa, ma per i quali non si riesce a capire la motivazione. Ma anche in questo caso “la Commissione non risponde”, come citato nell’articolo.

Toccanti le testimonianze fornite dai membri del Comitato Genitori RDC Vincenzo Cacace (Lecce) e Alba Pavoni (Brescia)… da Nord a Sud, cambiano gli enti, il senso d’abbandono è il medesimo. Mancanza di notizie e di informazioni anche per chi è stato preso sotto “l’ala protettrice” della Cai. Come disse Attilio Regolo: “tranquilli sto in una botte di ferro”. Il tutto mentre i genitori dei bambini destinati agli altri stati hanno avuto la possibilità di andare a conoscere i loro figli in Congo e la maggior parte di loro ha avuto anche la possibilità di tornare a casa con loro e cominciare una nuova vita insieme.

In un “boxettino” a parte è dedicato alla ricostruzione dell’intera vicenda, ripartendo dall’inizio del blocco all’uscita dei bambini dalla RDC decretato nel lontano settembre del 2013. A tutto il dolore provato fino ad ora, vanno così ad aggiungersi ulteriori e inutili giorni di attesa determinati dalle disfuzioni del Governo Italiano.

Infine segnaliamo un interessante articolo di fondo nel quale viene analizzata la situazione dal punto di vista generale. L’editorialista Luciano Moia, pone diversi quesiti sulla gestione della CAI negli ultimi due anni.

Come mai la Cai non si è praticamente mai riunita se non in un’unica occasione?

Come mai i provvedimenti d’urgenza presi dalla Cai non sono mai stati ratificati?

Come mai presidenza e vicepresidenza della Cai sono accentrate in unica persona?

Come mai la Cai non comunica i dati?

Rispetto alla volontà dichiarata di far luce sui costi degli enti cosa è stato fatto?

Come mai non è stato incrementato il numero degli accordi bilaterali con altri paesi per sviluppare meglio l’adozione internazionale?

Le accuse lanciate in una trasmissione radiofonica dalla Presidente Silvia Della Monica riguardanti la “compravendita di bambini” come sono state circostanziate? Sono state fatte denunce in merito?

Insomma in questa pagina di giornale di carne al fuoco ce n’è davvero tanta. Intanto continua nel silenzio l’attesa per il ricongiungimento di famiglie e figli.