La guerra delle adozioni internazionali

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Adozioni internazionali. Scagliusi (M5S): “Il crollo del 50% è iniziato da quando le famiglie non ricevono più rimborsi. La Cai cambi marcia: impossibile fare peggio degli ultimi anni”

Il crollo delle adozioni internazionali in Italia è iniziato proprio quando le famiglie adottive hanno cominciato a non ricevere più i rimborsi delle spese sostenute o a riceverli molto a rilento. Solo una coincidenza? O esiste un legame di causa ed effetto tra i due fenomeni? Il deputato del Movimento 5 Stelle Emanuele Scagliusi propende per la seconda ipotesi e vede proprio nei mancati rimborsi una delle motivazioni principali della calo del 50% dei minori stranieri accolti in Italia dal 2011 al 2015.

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Adozione internazionale. Quello che la Cai deve imparare: come si accolgono i bambini adottati. Ecco cosa dicono le buone prassi de L’Aja

L’accoglienza dei minori adottati deve essere child-friendly: a misura di bambino. Lo dice esplicitamente la Guida delle buone prassi della Conferenza de L’Aja di diritto privato: una condanna, di fatto, delle modalità con cui la Commissione Adozioni Internazionali ha “accolto” i bambini congolesi adottati da coppie italiane e arrivati a Roma l’11 aprile, il 7 maggio e il 1° giugno.

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Le reazioni dei politici alla vergognosa “accoglienza” dei 41 bambini adottati dal Congo: chi comanda in CAI, Boschi o Della Monica?

Un’altra, estenuante, giornata di attesa per un gruppo di genitori adottivi dei bambini della Repubblica democratica del Congo, che soltanto in serata hanno, finalmente, potuto abbracciare i loro figli. All’alba di ieri, dopo un viaggio durato ventiquattr’ore, altri 41 piccoli sono sbarcati a Fiumicino da Kinshasa.

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Avvenire. Il gusto perverso di alcuni funzionari pubblici ha sancito una nuova vergognosa tappa dell’affare Congo

Tutta la nostra festosa partecipazione alla gioia delle 41 coppie che da ieri mattina, dopo mesi di attese e di delusioni, possono regalare l’affetto e la stabilità di una famiglia ad altrettanti bambini che, per non averlo mai provato, ignoravano il calore di quell’abbraccio rassicurante. Tutto il nostro amaro disappunto per questa nuova, vergognosa tappa dell’affare Congo.

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Sutera (Forum Associazioni Familiari Lombardia): “La Commissione Adozioni Internazionali è praticamente inesistente da 2 anni: Boschi sarà in grado di farla ripartire subito?”

Il 31 maggio il Forum delle Associazioni Familiari della Lombardia, di cui fa parte anche Amici dei Bambini, ha diffuso un comunicato in  cui si evidenziano l’attuale situazione delle adozioni internazionali, i problemi del sistema adottivo italiano e le urgenze da trattare in vista di una svolta che possa risolvere le criticità del momento. Ne parliamo con il presidente del Forum, Nino Sutera.

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Bechis (Gruppo Misto): “Il fondo per le adozioni internazionali ha ancora lo scopo di rimborsare le spese sostenute dalle famiglie adottive?”

Che fine ha fatto il Fondo per le adozioni internazionali? Una domanda che ricorre da anni tra le famiglie che accolto un minore straniero e che attendono il rimborso spettante delle spese sostenute per le procedure adottive. Rimborsi fermi alle coppie che hanno adottato addirittura nel 2011.

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Amidei (FI): “Il premier spieghi perché la vicepresidente Cai si rende irreperibile o lancia accuse”

AMIDEI, Paolo ROMANI, BERTACCO, CERONI, PELINO, BOCCARDI, SERAFINI, ZUFFADA, MANDELLI, RIZZOTTI, FLORIS, GIBIINO – Al Presidente del Consiglio dei ministri – Premesso che: la Commissione per le adozioni internazionali è l’autorità centrale del nostro Paese, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri, volta a garantire che le adozioni di bambini stranieri avvengano nel rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione de L’Aja del […]

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Interpellanza di Amidei e altri 11 senatori di Forza Italia al Presidente del Consiglio dei Ministri (12 maggio)

AMIDEI, Paolo ROMANI, BERTACCO, CERONI, PELINO, BOCCARDI, SERAFINI, ZUFFADA, MANDELLI, RIZZOTTI, FLORIS, GIBIINO – Al Presidente del Consiglio dei ministri – Premesso che: la Commissione per le adozioni internazionali è l’autorità centrale del nostro Paese, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri, volta a garantire che leadozioni di bambini stranieri avvengano nel rispetto dei […]

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Interrogazione di Aldo Di Biagio (Ap) al Presidente del Consiglio dei Ministri (10 maggio)

DI BIAGIO – Al Presidente del Consiglio dei ministri – Premesso che: in data 6 aprile 2016, il quotidiano nazionale “la Repubblica” ha pubblicato un articolo dal titolo “No a speculazioni sulla pelle dei bimbi, ora le adozioni tornano a crescere”, contenente alcune dichiarazioni che sarebbero state rilasciate dalla vicepresidente e presidente della Commissione per le adozioni internazionali da […]

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Corriere della Sera. Griffini (Ai.Bi.): “Che cosa ci aspettiamo dalla ministra Boschi? Che freni la fuga delle famiglie dall’adozione internazionale”

Il “Corriere della Sera” torna sul tema delle adozioni internazionali, mettendo in luce le principali cause della crisi del sistema adottivo italiano e rivelando come gli addetti ai lavori affidino ora al ministro Maria Elena Boschi, neopresidente della Commissione Adozioni Internazionali, le loro speranze di far ripartire una realtà da troppo tempo paralizzata.

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Iniziativa di Scagliusi (M5S). Pavoni (Genitori Rdc): “Non siamo di fronte solo a problemi di adozioni internazionali, ma una vera sospensione della democrazia in Italia”

“Non stiamo parlando solo di adozioni internazionali, ma della tenuta democratica del nostro Paese”. È un fiume in piena l’avvocato Alba Pavoni, mamma adottiva di un bambino della Repubblica Democratica del Congo che da quasi 1.000 giorni attende di raggiungere la propria famiglia in Italia. Alba Pavoni è intervenuta, martedì 10 maggio, alla conferenza stampa organizzata alla Camera dei Deputati dall’onorevole Emanuele Scagliusi del Movimento 5 Stelle.

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Il mistero delle adozioni in Congo. Sarebbero dovuti arrivare 31 bambini, ma 7 mancano all’appello. … e come sempre la CAI tace

Il “buco nero” delle adozioni dei bambini congolesi sembra non avere mai fine. E per alcune famiglie che ancora attendono i propri figli, la fine della loro odissea non arriva neppure quando sembra che finalmente stiano per uscire da quel tunnel che le ha inghiottite, con i loro bambini, quasi 1.000 giorni fa. Ne è una dimostrazione il pasticcio avvenuto tra sabato 7 e domenica 8 maggio quando, dei 31 bambini congolesi il cui arrivo era previsto a Roma, ne sono arrivati di meno. Ma quanti di meno?

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Adozioni internazionali. Carra (Pd) scrive a Renzi: “Non delegare la gestione dell’accoglienza a soggetti privi di quei sentimenti che devono sempre accompagnare vicende come queste”

Doveva essere l’“incontro della vita”, quello dell’11 aprile, per 51 bambini congolesi  e i loro genitori adottivi italiani. Invece si è trasformato in una “caccia al tesoro”, con informazioni “date in modo volutamente confuso, incompleto e frettoloso”. L’“incomprensibile comportamento” della Cai è oggetto della lettera che il deputato del Partito Democratico Marco Carra ha scritto al premier Matteo Renzi.

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Adozioni in Congo. “Sui vergognosi fatti dell’11 aprile commessi dalla CAI, intervenga il nuovo Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza”

Il 2 maggio si è insediata come Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza la dottoressa Filomena AlbanoIntervistata da “Vita”, la neo garante, alla domanda sul perché non sia intervenuta sui fatti relativi al convulso arrivo lunedì 11 aprile di 51 bambini congolesi adottati da famiglie italiane,  risponde che “non sonopervenute segnalazioni all’Autorità Garante.

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Binetti (Ap): “I bambini pretendono un sistema italiano delle adozioni internazionali trasparente e accessibile”

Continua a destare polemiche il caso della mancata pubblicazione, per 9 lunghi mesi, da parte della Commissione Adozioni Internazionali dell’accordo bilaterale tra Italia e Cina. Questa volta è la senatrice di Area Popolare Paola Binetti a intervenire sul tema, ormai di dominio pubblico, della paralisi della Cai.

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Caos adozioni internazionali. Dati in picchiata e accordi fantasma. Che fine ha fatto la Commissione del Governo?

Eppur non si muove. Sulle adozioni internazionali il nostro Paese continua a mostrarsi, in una sola parola, inefficace. Soltanto poche settimane fa il nostro giornale aveva affrontato il problema, sottolineando come lo Stato non pagasse da tre anni le associazioni che si occupano di adozioni internazionali.

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Nel 2015 adozioni internazionali ancora in calo. I dati pubblicati da “Vita” confermano le proiezioni di Ai.Bi. Smentite le affermazioni di Silvia Della Monica

“Le nuove statistiche verranno rese note entro la fine del mese. Ma posso già anticipare che per la prima volta i numeri ricominciano a crescere”. Così rispose Silvia Della Monica, presidente – vicepresidente della Commissione Adozioni Internazionali, il 6 aprile a un’intervista al quotidiano “La Repubblica”.

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“Perche la Cai è paralizzata?” E il ministro Costa si arrampica sugli specchi

“Serve semplificare le procedure” e “l’adozione deve essere nell’interesse del bambino”. Le risposte del ministro Enrico Costa sulla spinosa questione delle adozioni internazionali si riducono a frasi fatte. Intervistato nel corso del video forum di RepTv Costa non entra nel merito della crisi dell’accoglienza adottiva in Italia e glissa completamente sulla questione relativa alla paralisi della Cai.

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Paralisi della Cai, ora si muove anche l’Ue: interrogazione dell’europarlamentare Damiano Zoffoli (Pd)

Lo scandalo della paralisi della Commissione Adozioni Internazionali supera i confini italiani. L’europarlamentare del Partito Democratico Damiano Zoffoli ha infatti presentato alla Commissione Europea un’interrogazione a risposta scritta in cui si chiede alla stessa Commissione come intenda “invitare le autorità italiane ad affrontare il tema delle adozioni trasfrontaliere dei minori”.

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Pubblicato accordo bilaterale con la Cina. Ciai: “Enti autorizzati estromessi dal sistema delle adozioni internazionali”

Riuscire a conoscere il contenuto del nuovo accordo bilaterale in materia di adozioni tra Italia e Cina è stato davvero un parto. Non nel senso che sia stata particolarmente complessa la sua elaborazione, ma che si è dovuto attendere ben 9 mesi per vederlo pubblicato dalla Commissione Adozioni Internazionali. Tanto […]

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Adozioni in Congo. Coppie adottive costrette dalla CAI a firmare dichiarazioni false. Poi il silenzio più assoluto sull’ arrivo degli 83 bambini

Corse notturne, rischi di incidenti, fantomatiche “carte importantissime” e dichiarazioni false. Tutto ciò per finire poi, incredibilmente, nel silenzio più assoluto. È quanto hanno dovuto affrontare, nella serata del 21 aprile, decine di coppie italiane che hanno adottato 83 bambini nella Repubblica Democratica del Congo e che da quasi 1.000 giorni attendono di poter abbracciare i loro figli. Ma mentre i piccoli sono ancora confinati negli istituti congolesi, i loro genitori continuano a dover fare i conti con una modalità di gestione della situazione quantomeno “discutibile” da parte della Commissione Adozioni Internazionali. La quale, questa volta, è giunta addirittura a far firmare alle coppie delle dichiarazioni palesemente false.

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Adozioni in Congo: il grido inascoltato dei genitori in attesa dell’arrivo dei bambini adottati. Tutto in mano ai misteri della CAI

“Se alzi un muro, non sai mai che lasci fuori”, scriveva Italo Calvino. Da quasi 1.000 giorni, davanti a decine di famiglie italiane si è parato un muro che ha lasciato fuori i loro sogni, i loro progetti e soprattutto i loro figli. Sono le coppie di ogni parte d’Italia che hanno adottato i bambini della Repubblica Democratica del Congo e che da 946 giorni attendono di poterli abbracciare.

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Di Biagio (Ap): “Senza rispetto per la dignità dei genitori adottivi in Congo: convocati urgentemente di notte in Cai per firmare carte non necessarie”

Non esistono altre modalità per ottenere la firma di “carte importanti” se non obbligare genitori non informati a improvvisare viaggi notturni a Roma? Nasce spontanea la domanda dopo quanto avvenuto a decine di famiglie, in attesa di accogliere i loro figli adottivi ancora bloccati nella Repubblica Democratica del Congo, contattate tra il 21 e il 22 aprile da funzionari della Commissione Adozioni Internazionali.

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Latronico (Fi): “Il Governo chiarisca le responsabilità per il comportamento della Cai sull’arrivo dal Congo dei 51 bambini adottati”

Il lunedì nero dell’adozione internazionale continua destare sconcerto anche a livello istituzionale. L’odissea a cui sono stati costretti 51 bambini congolesi adottati da famiglie italiane e i loro genitori è al centro di un’interrogazione presentata alla Camera dei Deputati da parte dell’onorevole di Forza Italia Cosimo Latronico.

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Adozioni in Congo. Il Comitato Genitori Rdc: “Firme… un’urgenza insindacabile!”

No, non è un racconto, non è fantasia, non è invenzione… è semplicemente esperienza vissuta allo stato puro! Esperienza dalla quale chi vi scrive è reduce, ma che ha vissuto in buona compagnia! Da Trento a Matera, da Brindisi a Brescia, da Napoli a Milano, da Pescara aLucca… isole comprese! Decine di famiglie hanno risposto al richiamo della Cai, nelle giornate comprese fra giovedì e venerdì, per andare a firmare tre fogli di delega necessari per permettere all’incaricato dalla Cai stessa di richiedere presso l’ambasciata italiana il rilascio del visto di ingresso per adozione sul passaporto del minore.

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Camera. Pagano (Area Popolare): “Immagine dannosa per la Pubblica Amministrazione: famiglie adottive punite per aver protestato contro la CAI”

Una vera operazione di Polizia quella che si è verificata l’11 aprile 2016 quando all’oscuro di tutti sono arrivati alle 5.39 a Fiumicino 51 bambini dalla Repubblica democratica del Congo.  A puntare il dito su questo aspetto è Alessandro Pagano (Area Popolare) che ha presentato un’interpellanza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’Interno chiedendo “quanto personale delle forze dell’ordine sia stato coinvolto e quali siano stati i costi economici di tale operazione”.

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Senato. Di Biagio (Ap): “Genitori adottivi minacciati da Donatella Piazza, membro della CAI. Molteplici dubbi sulla legittimità del suo incarico di ‘esperta’”

Davvero tutto questo è accaduto in Italia? L’11 aprile è successo di tutto e verrà ricordato come il lunedì nero dell’adozione internazionale. La giornata che avrebbe dovuto essere una festa per l’arrivo di 51 bambini congolesi adottati da famiglie italiane si è trasformato invece in un vero e proprio dramma per mano di una Cai che ha reso l’incontro tra genitori e figli qualcosa di più simile a un film di spionaggio che alla conclusione di una bella storia.

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Ciai: “Dalla Cai un’opera di delegittimazione generalizzata dell’adozione internazionale in Italia con il relativo calo delle famiglie”

“Noi, i soci di CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia –  riuniti in Assemblea a Cervia il 16 aprile 2016, esprimiamo grande preoccupazione per la situazione delle Adozioni Internazionali in Italia e chiediamo al Presidente del Consiglio e Presidente della Commissione Adozioni un intervento urgente per assicurarne al più presto la massima correttezza, trasparenza e qualità.

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Giovanardi (Idea): “Se la CAI non fornirà le informazioni richieste da più di un anno, la Russia sospenderà l’adozione di bambini russi da parte dell’Italia”.

L’intervento del governo italiano e della Cai (Commissione per le adozioni internazionali) per evitare il congelamento dei rapporti con la Russia sulla questione delle adozioni. A chiederlo è il senatore Carlo Giovanardi (Idea) in un interpellanza presentata al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri.

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Congo. Duro comunicato delle famiglie in attesa: “Il tempo è scaduto. La Cai ha fallito”

Era il 18 marzo scorso, quando in servizio al Radio Giornale della Rai, la presidente Silvia Della Monica annunciava la risoluzione definitiva della questione legata al blocco dei dossier dei bambini adottati in Repubblica Democratica del Congo. Parole di grande fiducia e di speranza che ricordiamo bene, ma che vogliamo rinfrescare a chi se le fosse scordate.

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Huffington Post. La rottamazione dell’adozione internazionale tra le “magagne” del governo per cui Renzi rischia la bocciatura al referendum

Il futuro di Matteo Renzi come presidente del Consiglio – l’ha detto lo stesso premier – è legato al referendum costituzionale di ottobre 2016. Un referendum che, più che sulle riforme della Carta, si va configurando sempre più come una possibilità, per gli elettori, di esprimere un giudizio sull’operato del governo. E l’idea che Renzi possa perderlo, questo  referendum, è un’opinione che si va sempre più affermando.

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Civati (Possibile) “Renzi intervenga con iniziative urgenti fino alla rimozione dall’incarico della presidente Della Monica”

Chiediamo al  Presidente del Consiglio se sia a conoscenza dei fatti denunciati dalla Presidente della Cai e quali iniziative gravi e urgenti intenda assumere, fino alla rimozione dall’incarico della Presidente stessa”. A parlare sono Giuseppe Civati e Beatrice Brignone, deputati di Possibile facendo riferimento alle dichiarazioni rilasciate da Silvia Della Monica, presidente della Cai (Commissione Adozioni internazionali) nell’intervista La Repubblica pubblicata lo scorso 06 aprile 2016 dal titolo “No a speculazioni sulla pelle dei bimbi ora le adozioni tornano a crescere”.

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Sberna e Gigli (Democrazia solidale–Centro democratico) “Le anomalie di questa CAI non possono essere accettate e vanno rimosse, perché sono un danno all’immagine della pubblica amministrazione e scoraggiano le famiglie accoglienti”

Ennesima interrogazione alla Camera. Ennesimo atto con cui si punta il dito sul caos delle adozioni internazionali e le inefficienze della Cai, la Commissione Adozioni internazionali, di cui la presidente e vicepresidente è Silvia Della Monica. A presentare l’interrogazione è, come primo firmatario, Mario Sberna, (Democrazia Solidale – Centro democratico), e, come cofirmatario, da GianLuigi Gigli sempre di Democrazia Solidale – Centro democratico. Nell’atto i due deputati mettono in evidenza come le funzioni della Cai pur essendo attribuite ad un organo collegiale composto da un totale di 20 membri, “non risulta noto se le 13 cariche attualmente scadute siano state o meno rinnovate”.

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Carra (Pd): “Troppe inefficienze da parte della Cai, occorre riorganizzare questa struttura”

Sollievo per l’abbraccio finalmente avvenuto tra i bambini congolesi e i loro genitori italiani, ma anche preoccupazione per le tante inefficienze della Commissione Adozioni Internazionali che hanno causato innumerevoli disagi alle coppie adottive e ai loro figli. È un commento agrodolce quello postato su Facebook dal deputato del Partito Democratico Marco Carra.

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Paralisi della Cai. Bechis (Gruppo Misto): “Il premier intervenga per ottenere la pubblicazione dei dati sulle adozioni internazionali per il 2014”

La mancata pubblicazione dei dati sulle adozioni internazionali realizzate nel 2014 è “una grave inadempienza relativa agli impegni assunti dall’Italia con la sottoscrizione della Convenzione de L’Aja”. Soprattutto alla luce del fatto che il nostro è storicamente il secondo Paese, per numero di minori stranieri adottati. A scriverlo è la deputata del Gruppo Misto Eleonora Bechis in un’interpellanza al Presidente del Consiglio.

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Brignone (Gruppo Misto): “E’ necessario revocare a Silvia Della Monica la delega di presidente della Cai”

Un intervento deciso per risolvere l’attuale paralisi della Commissione Adozioni Internazionali. Lo invoca la deputata del Gruppo Misto Beatrice Brignone che ha presentato alla Camera un’interpellanza al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in cui si chiede, tra le altre cose, la revoca della delega di presidente della Cai a Silvia Della Monica. Da anni, si dice nell’interpellanza, lo Stato italiano riesce a dare alle aspiranti coppie adottive solo flebili speranze e nessuna certezza. La causa è proprio l’inerzia della Cai che, non riunendosi dall’inizio del 2014, lascia nella totale assenza di informazioni le associazioni e le famiglie intenzionate ad accogliere bambini stranieri.

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Audizione in commissione Giustizia della Camera. Il coro unanime di enti e associazioni familiari: “Prima della riforma, oggi dobbiamo salvare l’adozione internazionale”

È un coro unanime quello che chiede un netto cambio di rotta nella gestione della Commissione Adozioni Internazionali. L’occasione per ascoltare il parere di enti autorizzati e associazioni familiari è stata l’audizione di lunedì 11 aprile in commissione Giustizia alla Camera dei Deputati.

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Sen. Giovanardi (Idea). “Da ex Presidente della Cai, ecco la verità su accuse di Della Monica”

Le gravi dichiarazioni rilasciate dalla vicepresidente della Cai, Silvia Della Monica, nell’intervista a Repubblica pubblicata il 06 aprile 2016, continua a scatenare reazioni. Dopo il comunicato stampa dei 25 Enti autorizzati e 33 organizzazioni familiari aderenti al Care (Coordinamento delle Associazioni familiari adottive e affidatarie in Rete), interviene il senatore del movimento Idea Carlo Giovanardi che nella qualità di Presidente della Cai dal 2008 al 2011,  in una lettera aperta al direttore di Repubblica, Mario Calabresi, precisa punto per punto le questioni sollevate da Della Monica relativa alle gestioni precedenti della Commissione stessa.

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Adozioni internazionali, dietro la paralisi l’apertura alla stepchild?

L’apertura a varie ‘stepchild’ incrociate è il vero obiettivo del Governo ? Bisogna credere che qualcuno faccia proprio lo slogan, del tutto falso, ‘più adozioni per tutti’ e che per modellare una norma sui desideri e sulle pretese degli adulti – di alcuni, pochissimi adulti – si siano sacrificati per mesi i diritti e le speranze dei più sfortunati dei bambini e dei loro aspiranti genitori. Questo è il grande dubbio che Luciano Moia, giornalista de L’Avvenire, pone nell’acuta analisi pubblicata oggi, 08 aprile. Riportiamo la versione integrale dell’articolo.

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La “mossa” di 31 senatori: soprattutto chiarezza e trasparenza in CAI

Sulla gestione della Cai  e sulla crisi delle adozioni internazionali degli ultimi due anni fino ad ora sono state presentate oltre 40 interrogazioni a cui non sono state date risposte. L’ultima è stata presentata da Giorgio Pagliari (Pd), primo firmatario di un gruppo di 31 senatori di cui ben 20 sono del Pd, proprio il partito del Premier Renzi. Gli altri sono: 2 del Ncd-Udc; 2 di “Per le Autonomie Psi-Maie”; 1 del M5S, 1 del “Fare!”; 4 di “Alleanza liberal popolare autonomie” e 2 de “Conservatori e riformisti”. Torna sull’argomento Viviana Daloiso, giornalista de L’Avvenire nell’articolo di oggi 08 aprile 2016 che riportiamo nella sua versione integrale.

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“Una guerra sull’adozione internazionale: in allerta le ambasciate dei paesi esteri. La CAI va commissariata”

Nel caos delle adozioni internazionali sono piovute come macigni le ultime, pesantissime dichiarazioni della presidente della Cai Silvia Della Monica: che – lo si scopre per la prima volta – non riunisce l’organismo da oltre due anni «perché esiste un conflitto di interessi» con enti che «seppur in modo indiretto agiscono all’interno della stessa Commissione ».

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Adozioni internazionali. Enti autorizzati e associazioni familiari: “E’ una guerra che non serve a nessuno e da cui prendiamo le distanze. Il premier Renzi intervenga in prima persona: ci convochi per trovare una soluzione condivisa”

È una guerra che non serve a nessuno e dalla quale prendiamo le distanze avendo come unico interesse il funzionamento del sistema adozioni in Italia”.  E’ unanime la reazione dei 25 Enti autorizzati e delle 33 organizzazioni familiari aderenti al Care (Coordinamento delle Associazioni familiari adottive e affidatarie in Rete) che si dicono “fortemente preoccupati per le dichiarazioni”  rilasciate dalla presidente della Cai, a La Repubblica pubblicate ieri 06 aprile 2016.

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Genitori adottivi RDC “La Cai dovrebbe essere il luogo della accoglienza di figli venuti dal mondo in famiglie italiane, non un Commissariato o una Procura della Repubblica”

L’intervista rilasciata dalla Presidente della Cai, Silvia Della Monica, a Repubblica ha scatenato diversi mal di pancia e critiche. In primis da parte dei genitori adottivi della Repubblica democratica del Congo che, come precisano nel loro blog, aspettano da 1000 giorni di riabbracciare i loro figli. Per quanto, nel lontano 2014, la stessa Presidente Della Monica avesse detto appena la RDC sbloccherà, in tre gg i bimbi saranno a casa…abbiamo già disposto per il menù del loro viaggio di arrivo! ”

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L’appello degli enti autorizzati: “Adozioni bloccate, intervenga il premier”

Un appello ormai quasi disperato: “Presidente Renzi, ci aiuti a salvare le adozioni internazionali, ci sono migliaia di bambini che hanno bisogno di una famiglia”. Ventiquattro organizzazioni, dal Ciai all’Ai.Bi., dal Cifa al Naaa, insieme al “Care”, hanno deciso di rivolgersi direttamente al presidente del Consiglio, per segnalare la gravissima situazione in cui si trova oggi, nel nostro Paese, l’intero “sistema adozioni”.

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“Gentile premier Renzi, riapriamo le porte ai bimbi abbandonati”

Gentile presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, ci rivolgiamo a Lei anche in qualità di Presidente della Commissione adozioni internazionali per manifestare le nostre preoccupazioni rispetto alla grave situazione delle adozioni internazionali in Italia. Il sistema italiano delle adozioni internazionali, che coinvolge migliaia di famiglie e di bambini, è sempre stato un riconosciuto modello di eccellenza nel mondo per il ruolo propositivo e proattivo di tutte le istituzioni coinvolte e per la straordinaria capacità di accoglienza delle nostre famiglie.

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Il Ministro degli Esteri Gentiloni sblocca le adozioni in Congo: arrivano 43 bimbi. Già firmati i visti, ma 91 sono in attesa

Il ministro degli Esteri Gentiloni si è mosso per sbloccare la situazioneGenitori criticano il silenzio della commissione di Palazzo Chigi che si occupa di adozioni internazionali. Riportiamo la versione integrale dell’articolo pubblicato da Corriere.it a firma di Margherita De Bac. Sta per concludersi la lunga attesa di 43 bambini congolesi adottati da famiglie italiane. “Venerdì scorso ho rilasciato il visto sui loro passaporti e su quelli degli accompagnatori incaricati di portarli a casa dal governo locale”, annuncia l’ambasciatore a Kinshasa Massimiliano D’Antuono.

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Le Iene. Una valanga di commenti indignati sulla paralisi della Cai: unanime l’invito a proseguire l’inchiesta

Monta l’indignazione verso la totale paralisi della Commissione Adozioni Internazionali. E non solo, ormai, tra gli addetti ai lavori e le famiglie in attesa. A sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema è stato il servizio trasmesso da “Le Iene” su Italia 1 nella serata di giovedì 31 marzo, che ha messo in luce le tante inefficienze della nostra Autorità Centrale. Generando una diluvio di commenti su Facebook, quasi 600 in tre giorni, e di condivisioni, oltre 1.450.

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Adozioni internazionali. Prevenire l’abbandono: la Cai deve agli enti più di un milione di euro

«Tra gli impegni prioritari della Commissione per le adozioni internazionali ci sarà l’implementazione della cooperazione internazionale, nello spirito della Convenzione de L’Aja»: così aveva detto la presidente della Cai Silvia Della Monica, nella lunga intervista che aveva rilasciato a Vita all’inizio del suo incarico. I progetti di sussidiarietà per prevenire l’abbandono di bambini nel mondo, però, sembrano scomparsi dall’orizzonte della Cai: non solo non è stato fatto alcun bando (l’ultimo risale al 2010), ma i progetti approvati e finanziati da quel bando – progetti realizzati, conclusi e rendicontati entro l’agosto 2014 – non sono ancora stati liquidati agli enti.

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Le 6 proposte di 27 enti autorizzati e 33 associazioni familiari per salvare l’adozione internazionale

Nei giorni scorsi 27 enti autorizzati più il Careun coordinamento che riunisce 33 associazioni familiari, hanno chiesto a Matteo Renzi un “intervento risolutore” per salvare il modello italiano delle adozioni internazionali, che rischia di “scomparire”: sono 60mila famiglie che parlano a una sola voce. Ora, certi che l’adozione sia “un’avventura meravigliosa”, hanno individuato sei proposte per superare la crisi, senza aspettare una riforma, perché l’Italia torni ad essere “un modello di eccellenza”. Riportiamo la versione integrale dell’articolo pubblicato da Vita l’1 aprile.

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Adozione internazionale. Quanti sono i bambini “pronti” a tornare? I conti non tornano: 133 o 127?

Gli articoli pubblicati dal quotidiano Avvenire il 31 marzo 2016 (a firma di  Luciano Moia e di Viviana Daloiso) che ha dedicato una pagina intera sulle disfunzioni della Cai (commissione adozioni internazionali),  le strazianti testimonianze di famiglie adottive del Congo ferme al palo e sul mistero dei bambini “pronti” a lasciare il Paese africano (quanti e quando?) ha suscitato diverse reazioni. Articoli che sono stati ripresi da diversi siti on line, social media e blog. Come quello dei genitori adottivi del Rdc , in attesa da oltre 900 giorni, e che riprendendo gli articoli di Avvenire, commentano i dati “misteriosi”, gli incontri “clandestini” della Cai e la sua inefficienza.

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Adozione internazionale. Così è un pasticcio. Qualcuno risponda a queste domande

Premessa indispensabile. Speriamo con tutto il cuore che il caso Congo si risolva in tempi brevissimi e che le oltre cento famiglie che attendono di abbracciare i loro figli possano al più presto cominciare una nuova vita insieme ai loro piccoli, dopo le sofferenze, le attese angoscianti, le vessazioni psicologiche subite in questi anni.

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Il labirinto delle adozioni

Tempi lunghi, esiti incerti, paesi stranieri che lasciano i bambini negli orfanotrofi: non ci sono figli per tutti coloro che vogliono diventare genitori. Anche se, ora, la revisione della legge 184 riaccende la speranza per molte coppie. Se ne parla in questo articolo, che riportiamo integralmente, pubblicato sul quotidiano “La Repubblica”, a firma della giornalista Maria Novella De Luca.

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Radio 24. Adozioni, la paralisi del governo sulle spalle delle famiglie. I genitori “Abbiamo inondato la CAI di telefonate ed email…ma nessuno ha mai risposto”

Vederli crescere via skype non è una bella cosa. Non è quello che ti auguri quando adotti un bambino. Soprattutto non sai cosa rispondere quando tuo figlio ti chiede da un computer a migliaia di chilometri di distanza ‘Papà quando vieni a prenderci?’ E tu rispondi con uno straziante ‘Presto’ sapendo che però stai mentendo”.  A parlare è Lorenzo Passeri uno dei tanti papà adottivi, componente del Comitato genitori adottivi della Repubblica democratica del Congo intervistato da Valentina Furlanetto che ha realizzato per Radio 24 un’inchiesta Adozioni, la paralisi del governo sulle spalle delle famiglie andata in onda il 28 marzo 2016.

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Radio 24. Adozioni, la paralisi del governo sulle spalle delle famiglie

L’Italia era un paese virtuoso per le adozioni internazionali. Ora i numeri sono in calo (il 50% in meno rispetto agli anni d’oro, 2010-11) e le criticità aumentano. Ad esempio la situazione di blocco con il Congo, al di là degli annunci sbandierati due anni fa, non è affatto risolta. E molte altre si stanno complicando. Colpa della paralisi e dell’inattività della Commissione adozioni internazionali (che dipende dal Governo) così come raccontano Enti autorizzati e genitori adottivi. E intanto la Cai continua a tacere…anche ai microfoni di Radio24 che stamani, 28 marzo 2016, ha mandato in onda sulle frequenze del Sole 24 ore, l’inchiesta Adozioni, la paralisi del governo sulle spalle delle famiglie.

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Adozioni RDC. Gravi accuse lanciate dalla vicepresidente CAI “Qualcuno non aveva interesse a che il Congo sbloccasse le adozioni”

Qualcuno non avrebbe avuto interesse allo sblocco delle adozioni dal Congo. Un ente  sarebbe sotto inchiesta. Ci sarebbe in atto una campagna mediatica contro l’operato della Cai. Silvia Della Monica (Presidente della stessa Commissione di cui è vicepresidente…) rilascia un’intervista a Controradio, la radio fiorentina diventata ormai nei fatti la sua “portavoce” ufficiale  con la classica tecnica del “dico e non dico”. E come le volte precedenti, si tratta di strali che rimangono sospesi nel vuoto senza essere “corredati” da ulteriori (ma fondamentali) elementi.

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Adozioni internazionali a rischio. Ardizzi: “Renzi ristabilisca legalità e funzionalità della Cai”. Ferritti (Care): “Inaccettabile l’assenza dei dati e la mancanza di una gestione collegiale”

L’adozione internazionale, da sempre sinonimo di rinascita dall’abbandono per tanti bambini, è una realtà che in Italia rischia di scomparire. Lo dimostra la crisi degli ultimi 5 anni, in cui il numero di minori stranieri adottati si è dimezzato, e lo fa temere la sempre più difficile collaborazione tra la Commissione Adozioni Internazionali da un lato e gli enti autorizzati e le associazioni familiari dall’altro.

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Adozioni internazionali, 27 enti autorizzati e 33 associazioni familiari danno voce a 60mila famiglie: “Insieme per salvare il sistema-Italia”

L’adozione internazionale è da sempre sinonimo di rinascita dall’abbandono per tanti bambini che, nel mondo, non hanno una famiglia. L’Italia si è storicamente distinta in modo positivo in questa realtà di accoglienza ma oggi rischia di scomparire. Ecco perché i 27 enti autorizzati e le 33 associazioni familiari, si sono incontrati a Milano e  hanno scritto una lettera al premier Matteo Renzi.

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Adozioni, gli enti: «Il governo deve ascoltarci»

Adozioni internazionali, serve un cambio di rotta. Gli enti non vogliono più aspettare. E ieri, dopo settimane di confronto, hanno deciso di passare all’azione. A Milano si sono riuniti in 27, tra cui Ai.Bi., Ciai, Cifa, Naaa, Nova, Amici Don Bosco, Nadia, Ami, Fondazione Avsi: sono quelli che curano l’adozione del 60% dei minori che entrano in Italia in un anno.

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“Io, mamma in attesa, chiedo a Renzi perché non vuole risolvere i problemi dell’adozione internazionale”

Scrivo per denunciare una situazione che sembra andare avanti da molto tempo. Su più siti leggo dei rallentamenti della Cai nell’espletamento delle pratiche per le adozioni internazionali. Prescindendo, per il momento, dall’intera normativa sull’adozione in generale che meriterebbe una revisione completa, il mio pensiero in questo momento va all’operato della Cai.

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Giovanardi (Idea): “Adozioni internazionali: per le famiglie è sempre più un calvario. Perché Renzi non sostituisce la Presidente?”

I numeri sono numeri e oggettivamente lo scontro politico e la retorica del pro o contro le adozioni gay è marginale. E i numeri, pubblicati ieri da “La Stampa” sono impietosi. In cinque anni le adozioni internazionali in Italia sono più che dimezzate. Si è passati dai 4.130 bambini stranieri adottati nel 2010 agli appena 1.800 (stima non ufficiale perché l’Italia da qualche tempo non fornisce nemmeno più dati ufficiali) del 2014.  Ne parla il senatore di Idea Carlo Giovanardi, ex presidente della Cai, in questo articolo, che riportiamo integralmente, pubblicato lunedì 14 marzo da quotidiano “Prima Pagina” di Modena.

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Adozioni, Quagliariello (Idea): “Più che a leggi ideologiche Renzi pensi a far funzionare Commissione”

“Nonostante numeri assai consistenti sul piano della domanda, in Italia il numero dei bambini adottati all’estero è passato dagli oltre 4mila del 2011 ai circa 2mila dell’ultimo periodo. Questo tracollo, certificato da ultimo dall’odierna inchiesta del quotidiano La Stampa, è frutto anche di una gestione della Commissione Adozioni, ufficio facente capo alla presidenza del Consiglio, che con tutta evidenza non sta funzionando”.

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Caos adozioni internazionali, l’inchiesta di SkyTg24

La presidente-vicepresidente della Commissione Adozioni Internazionale è irreperibile, le famiglie in attesa non ricevono informazioni e, mentre gli altri Paesi pubblicano periodicamente notizie sulla situazione dei minori adottati provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, la nostra Autorità Centrale si limita a una lettera di poche righe. A fare luce su tutte le disfunzioni della Cai, ormai paralizzata da circa 2 anni, è stata SkyTg24 in questa inchiesta andata in onda giovedì 10 marzo. Guarda il video dell’inchiesta e leggi la news.

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Crollo delle adozioni internazionali: sotto accusa l’inefficienza e l’ immobilismo della CAI

Non fa in tempo ad essere pubblicata e diffusa sui social che viene immediatamente subissata da commenti, like e condivisioni. Si tratta dell’inchiesta di Sky Tg24 su Caos adozioni internazionali, l’inefficienza della Commissione Adozioni internazionali” a firma di Stefania Pinna andato in onda ieri, 10 marzo 2016, in doppia versione, ‘ridotta’ di 6 minuti durante lo spazio “#Fatti e domande”  e di sera alle 21.10 in versione integrale di 12 minuti.

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Inchiesta Sky Tg24. “Caos adozioni internazionali, l’inefficienza della Commissione Adozioni internazionali”

Noi volevamo solo adottare e invece ci siamo ritrovati in una guerra , “Nel 2012 abbiamo fatto i primi colloqui con le Asl. Siamo nel 2016 e ancora non sappiamo nulla” e ancora “La Cai non ci ha comunicato nulla. Non ci dice nulla. Siamo nel buio totale”. A parlare sono famiglie adottive intervistate da Stefania Pinna nel servizio “Caos adozioni internazionali, l’inefficienza della Commissione Adozioni internazionali” andato in onda oggi 10 marzo 2016 su Sky tg24Stasera alle 21.10 andrà in onda l’inchiesta integrale di 12 minuti.

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Adozioni in Congo. Maccanti (Naaa): “Diffidati dalla Cai a comunicare notizie alle coppie che abbiamo in carico”

Parole forti da parte di Maria Teresa Maccanti, presidente dell’ente autorizzato Naaa onlus, nei confronti della Commissione Adozioni Internazionali, a poche ore dall’annuncio dello sblocco delle procedure adottive di altri 66 minori congolesi, dopo i 14 la cui situazione era già in via di risoluzione da metà febbraio.