Adozioni in Congo. Maccanti (Naaa): “Diffidati dalla Cai a comunicare notizie alle coppie che abbiamo in carico”

maccantiParole forti da parte di Maria Teresa Maccanti, presidente dell’ente autorizzato Naaa onlus, nei confronti della Commissione Adozioni Internazionali, a poche ore dall’annuncio dello sblocco delle procedure adottive di altri 66 minori congolesi, dopo i 14 la cui situazione era già in via di risoluzione da metà febbraio. In un’intervista rilasciata al quotidiano “Avvenire”, Maccanti  ha denunciato come la Cai avrebbe imposto agli enti autorizzati che seguono le coppie in attesa nella Repubblica Democratica del Congo di non informare i genitori sui nomi dei bambini le cui procedure sono state sbloccate.

“La Cai – ha detto la presidente del Naaa – ci chiede di non dare notizie alle coppie se prima non le concordiamo con la Commissione. Questo il contenuto di una diffida emessa dalla nostra Autorità Centrale per le adozioni internazionali nel corso del 2015 i cui effetti si manifestano ogni volta che a un gruppo di bambini congolesi, adottati da famiglie italiane, viene concessa, dalle autorità di Kinshasa, l’autorizzazione a uscire dal Paese africano.

Nonostante abbiano avvocati e referenti in loco e quindi sappiano, tramite loro, quali sono le pratiche sbloccate, gli enti interessati sono quindi tenuti al silenzio nei confronti delle coppie da cui hanno ricevuto mandato. Le quali, come successo a novembre 2015 dalle famiglie seguite da un altro ente, il Nova, hanno appreso la buona notizia dalla stampa.


Non si dovrebbe leggere sui giornali o venire a sapere dai tg che potrai stringere un figlio tanto atteso”, ha commentato Maria Teresa Maccanti.

La buona prassi, del resto, vorrebbe che fosse proprio la Cai a informare per prima le famiglie. Invece, anche in quest’ultimo caso, i genitori dei bambini hanno saputo dello sblocco delle procedure prima dal ministero degli Affari Esteri e solo in seguito dalla Commissione.

 

Fonte: Avvenire