Huffington Post. La rottamazione dell’adozione internazionale tra le “magagne” del governo per cui Renzi rischia la bocciatura al referendum

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Il futuro di Matteo Renzi come presidente del Consiglio – l’ha detto lo stesso premier – è legato al referendum costituzionale di ottobre 2016. Un referendum che, più che sulle riforme della Carta, si va configurando sempre più come una possibilità, per gli elettori, di esprimere un giudizio sull’operato del governo. E l’idea che Renzi possa perderlo, questo  referendum, è un’opinione che si va sempre più affermando. Per varie ragioni che prendono le mosse dalle scelte del premier relative a vari aspetti della vita della nostra società. Non ultimo quello della crisi istituzionale della Commissione Adozioni Internazionali che il giornalista Maurizio Guandalini dell’Huffington Post mette tra i 6 principali motivi per cui Renzi rischierebbe il ko nella consultazione di ottobre.

A minare la sua credibilità – scrive Guandalini – è la discrasia che si è venuta a creare tra “la grande voglia di fare” del premier, gli annunci insomma, e i provvedimenti effettivamente presi.


Le varie comunità di cittadini, dunque, non percepiscono più il rinnovamento renziano, o per lo meno quel rinnovamento promesso e ancora atteso. La gente continua a notare le magagne, che si stanno facendo macroscopiche.

I “punti deboli” del governo, secondo l’editorialista dell’Huffington Post, dipendono dal fatto che Renzi “ha sottovalutato i tanti e troppi problemi dell’Italia”. E tra le varie cause per le quali Matteo Renzi perderà il referendum sulle riforme, il giornalista ha individuato, anche questa: “La commissione per le adozioni internazionali non si riunisce da mesi e mesi: non vengono prese decisioni mentre le famiglie italiane sono costrette a vivere ogni patema d’animo. La Commissione va fatta funzionare”.

È quest’ultimo un problema che si accosta ad altri che riguardano da vicino la società: Guandalini lo accompagna infatti al caos del canone Rai, ai provvedimenti sulla sicurezza, alla questione immigrazione e all’emergenza occupazione degli immobili. Tutte questioni che mostrano come il premier sia distante dalla quotidianità e quanto il caso delle adozioni internazionali stia diventando sempre più un grave problema sociale.

Un “male” cominciato due anni fa, quando Renzi ha affidato la presidenza della Commissione Adozioni Internazionali a Silvia Della Monica e che sta dilagando a macchia d’olio. I sintomi di questa “patologia” si manifestano nella mancanza, da parte della Cai, di collaborazione con gli enti autorizzati, interlocutori di riferimento essenziali per le famiglie adottive, le quali non possono contare su alcuna forma di sostegno economico e non hanno più modo di comunicare con la Commissione ormai da due anni. La Cai, inoltre, mostra la sua inefficienza anche nella mancata pubblicazione dal 2013 del rapporto statistico sulle adozioni internazionali portate a conclusione.

Ma la Commissione ha toccato il fondo l’11 aprile: giorno in cui l’arrivo di 51 bambini congolesi adottati da coppie è stato gestito in modo a dir poco “poliziesco”, mentre i loro genitori sono stati mantenuti nella disinformazione per ore e ore.

Se davvero vuole evitare una sonora bocciatura in occasione del referendum di ottobre, il governo farebbe bene a mettere finalmente mano alle varie emergenze sociali, evidenziate dall’Huffington Post: a cominciare dal ridare nuova vita all’adozione internazionale, superando una volta per tutte la crisi istituzionale che l’affligge da troppo tempo. Sarà la volta buona in cui il governo comincerà finalmente a dare delle risposte?