Adozione. Quel bimbo adottivo di Ai.Bi. “sulla poltrona del Papa”: testimonianza di Cristiana Capotondi su Papa Bergoglio

L’attrice e regista ha debuttato dietro alla macchina da presa nel 2014 proprio con un cortometraggio dedicato a questa ‘scena’ curiosa: un bambino, adottato dalla Colombia con il fratellino, che si avvicina al pontefice e si mette a sedere sulla sua sedia, incurante degli agenti della sicurezza vaticana che lo invitano a scendere. Anzi, si avvinghia al Papa e rimane così fino a quando Francesco non gli regala una caramella, accarezzandogli la testa

A partire da questo episodio, Capotondi racconta a Famiglia Cristiana com’è arrivata fino ad Ai.Bi., per raccontare la storia di una coppia che non può avere figli e decide di scegliere l’adozione internazionale

adozione, Cristiana Capotondi racconta il 'suo' Papa Francesco partendo da un episodio che ha coinvolto un bimbo adottivoUna testimonianza sentita e autentica, che prende spunto da un filmato in cui il protagonista è un bambino adottato dalla Colombia (con il proprio fratellino) grazie ad Ai.Bi.: è quella con cui Cristiana Capotondi, bravissima attrice e regista sulla cresta dell’onda da tempo, ma con una visibilità enormemente cresciuta nelle ultime settimane, racconta e si racconta a Famiglia Cristiana riguardo all’opinione che ha di Papa Francesco.

L’episodio che cita al settimanale paolino ha fatto il giro del mondo: un bimbo di 6 anni che si siede ‘sulla poltrona del Papa’ (il titolo del suo primo film da regista, un cortometraggio) prendendo in contropiede la sicurezza vaticana e incurante del momento particolarmente solenne all’interno dell’Aula Paolo VI durante un’udienza pontificia dell’ottobre 2013.

Ho contattato la famiglia del bambino – spiega Capotondi – e ho scoperto che aveva una storia molto particolare, perchè era stato adottato con il suo fratellino dalla Colombia e in più era idrocefalo. Aveva quindi questa testolina un po’ pesante che si muoveva da una parte all’altra. I commessi cercavano di farlo scendere, ma lui li spinse via. Il Papa dopo un po’ si girò e il bimbo si aggrappò alla sua gamba“.

Proprio da questo episodio parte la giovane cineasta per narrare, “unendo fiction e immagini vere“, la storia di una coppia che non può avere figli e che decide di contattare proprio Amici dei Bambini per adottare. Una scelta che ha fatto, in qualche modo, di Cristiana Capotondi una sorta di ‘testimonial’ di Ai.Bi. e in generale della bellezza della scelta adottiva, nel nostro Paese e non solo.

Fonte: Famiglia Cristiana