“Un papà troppo preciso e ordinato sconvolge la vita del futuro figlio”. Negata idoneità all’adozione internazionale

Buongiorno Ai.Bi.

Sono un’aspirante mamma adottiva destinata, a quanto pare, a restare “aspirante”. Io e mio marito, infatti, abbiamo presentato domanda per l’adozione internazionale e in questi giorni stiamo terminando lo studio di coppia con gli operatori dell’équipe adozioni. I quali ci hanno già anticipato il probabile responso, negativo, del loro lavoro. Questa “sconfitta” ci fa molto male, ovviamente, ma ciò che ci lascia più esterrefatti e delusi è la motivazione per cui gli operatori sono giunti a questa conclusione. L’équipe adozioni ci ha infatti avvertito che nella relazione su di noi scriveranno che mio marito è troppo preciso e ordinato e che questo potrebbe sconvolgere la vita del nostro futuro figlio. Quella che loro hanno visto come un’eccessiva schematicità all’interno della nostra coppia, quindi, dovuta al fatto che mio marito sarebbe troppo rigido e abitudinario, sarebbe il motivo principale per cui gli operatori non ci vedrebbero come dei buoni genitori adottivi.

È mai possibile che ci boccino solo per questo? Ci sembra davvero una decisione assurda, soprattutto se consideriamo che lo studio di coppia è stato per noi una sorta di interrogatorio che ci ha fatto sentire praticamente sotto inchiesta, con ogni aspetto della nostra vita sondato come se l’obiettivo degli operatori fosse proprio quello di trovare una “falla”.

Un cordiale saluto,

Giulia


 

cbernicchi-fotoCara Giulia,

provo un  sincero dispiacere per il probabile esito negativo dello studio di coppia che vi ha visti protagonisti. In base alla situazione che mi descrivete, non posso negare che la relazione, così come vi è stata preannunciata dagli operatori che vi hanno seguito in questa fase, sia molto severa e restrittiva, soprattutto alla luce della motivazione che, da quanto mi dite, avrebbe indotto l’équipe adozioni a esprimere un parere negativo sulla vostra richiesta.

Provo a comprendere le ragioni che possono aver portato gli operatori a una tale decisione. Non è raro, infatti, trovarsi di fronte ad alcune valutazioni da parte dei servizi sociali secondo cui l’essere eccessivamente “perfetti” nel contesto domestico e famigliare viene visto come un comportamento che potrebbe far presagire una eccessiva rigidità nei confronti del futuro figlio adottivo. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che un bambino adottato proviene da una situazione molto difficile e da anni trascorsi nelle fredde mura di un istituto: un minore così fragile e provato dalla piaga dell’abbandono e da una vita priva dell’affetto di una mamma e un papà necessità in genere di una certa “flessibilità” nel momento in cui fa il suo ingresso in una nuova famiglia. Necessità che si scontra con l’eccessiva rigidità e precisione riscontrata in suo marito.

Ciò non toglie che il percorso con i servizi sociali sia ancora troppo severo, come si evince anche dalla vostra lettera. È per questo che Amici dei Bambini da anni chiede con forza una rivoluzione del sistema di preparazione delle coppie all’adozione che segni il passaggio da una cultura della selezione a una dell’accompagnamento degli aspiranti genitori.

Un caro e sentito saluto,

 

Cinzia Bernicchi

Adozione internazionale di Ai.Bi.