Adozioni internazionali, Lazio: è tempo di snellire le lungaggini burocratiche

I numeri parlano chiaro; l’Italia non adotta più e, prima ancora che la crisi economica, la principale causa del fenomeno risiede nelle lungaggini burocratiche.

Non esistono più giustificazioni in merito; c’è bisogno di superare quei ritardi, che frustrano le nuove coppie e danno una sensazione di sconforto a chi generosamente sceglie di accettare nella propria famiglia un figlio adottivo.

E dal Lazio arriva un vento di novità. Dichiara l’Assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte: «Con la collaborazione del Tribunale per i minorenni di Roma, stiamo mettendo in campo una serie di iniziative che hanno essenzialmente due obiettivi: migliorare il dialogo tra le istituzioni competenti e semplificare e velocizzare le procedure; evitare l’eccessiva permanenza dei bambini e delle bambine nei centri di accoglienza, perché hanno diritto ad avere una famiglia che è un tutt’uno con il diritto ad avere un futuro».


È stato inoltre redatto anche il nuovo Protocollo operativo regionale in materia di adozioni nazionali e internazionali, con la novità della realizzazione di una Banca dati sull’andamento delle adozioni sul territorio regionale e sui bambini adottabili che partirà ad aprile.

Forte dà un punto a favore anche al concetto di territorialità dei servizi di adozione. «Il tortuoso universo delle adozioni – continua Forte – si complica ulteriormente quando parliamo delle adozioni internazionali. Sulla questione stiamo mettendo a punto una specifica convenzione con la Regione Piemonte che ha istituito un’apposita agenzia, che, oltre a rapporti istituzionalmente già consolidati con i Paesi esteri e i consolati, porterebbe il proprio know-how nella nostra Regione».

(Fonte: Agenzia Parlamentare, 30 marzo 2012)