Affido. Dopo i primi due anni di affido che accade?

Buongiorno,
siamo una coppia, sposata, con due figli, interessata all’affido familiare. Ne abbiamo sentito parlare da una coppia di genitori della scuola di nostra figlia maggiore e ci è parso un gesto di grande generosità. Non sapendone molto, abbiamo iniziato a raccogliere delle prima informazioni. Un aspetto non ci è del tutto chiaro: abbiamo letto che l’affido ha una durata di due anni. Ma cosa accade se dopo questo lasso di tempo la figlia o il figlio in affido non possono ancora rientrare nella loro famiglia di origine?

Grazie per l’attenzione e per il vostro lavoro.
Un saluto
Maria e Aldo

Gentili Maria e Aldo,
nel provvedimento di affidamento dovrebbe essere indicato il periodo di presumibile durata, che dovrà essere commisurato alle difficoltà in cui versa la famiglia di origine. Tale periodo, come giustamente riportate voi,  non dovrebbe superare i 24 mesi, ma in alcuni casi è prorogabile dal Tribunale per i Minorenni nell’interesse del minore.

Ci sono infatti alcune situazioni monitorate e seguite, in cui è più opportuno per il bene del minore che, anche dopo i primi due anni di affido, si continui il progetto di accoglienza in una famiglia diversa dalla propria. Questo “prolungamento” avviene per poter dare la possibilità alla famiglia d’origine di raggiungere gli obiettivi che ci si era prefissati per il rientro del minore, e nello stesso tempo per consentire che il rientro del minore stesso avvenga con tempistiche che tutelano il suo benessere e le sue esigenze.
La famiglia affidataria, da parte sua, deve essere consapevole e deve valutare se è in grado di prolungare la propria disponibilità, e ha il dovere di comunicarlo ed essere rispettata e sostenuta nella sua scelta. D’altro canto, i servizi periodicamente condivideranno il percorso raggiunto e chiederanno aggiornamenti sulla disponibilità.

Un grande in bocca al lupo per quella che sarà la vostra decisione
Un caro saluto


 Staff ufficio Affido Familiare Ai.Bi.