La famiglia nel bosco. Ripartire e ricostruire, tutti insieme

Adriano Bordignon, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, evidenzia la bontà del sistema dell’affido in Italia, sottolineando come un evento grave e doloroso come l’allontanamento di un figlio debba essere fatto sempre nell’ottica costruttiva di una rigenerazione delle relazioni familiari compromesse

La vicenda della “famiglia nel bosco” sta occupando ormai da settimane le pagine dei giornali e i dibattiti televisivi, diventando un terreno di scontro politico che, il più delle volte, lascia sullo sfondo le vere questioni che un episodio di questo tipo potrebbe aiutare, comunque la si pensi, a mettere in evidenza.
La conseguenza è che la discussione che si alimenta non si riveli proficua per analizzare e provare a migliorare il sistema, ma rischi di comprometterlo e danneggiarlo.

Il bambino al centro

Prova a rimettere le cose nella giusta prospettiva Adriano Bordignon, che in un’intervista concessa ad Avvenire sottolinea che “Il sistema è un buon sistema, che mette sempre al centro il bambino e i suoi diritti tra cui, per primo, quello di crescere nella sua famiglia. Certo, tra gli strumenti previsti c’è anche l’allontanamento temporaneo. Dal nostro punto di vista e nella nostra esperienza, l’allontanamento di un figlio dai genitori, evento grave e doloroso, deve avvenire sempre in un’ottica costruttiva e rigenerativa delle relazioni familiari compromesse, non è una punizione”.
Anche l’allontanamento, dunque, è uno strumento, per quanto possa apparire “estremo”, il cui fine ultimo è quello di permettere alla famiglia di origine del minore di… rimanere famiglia! Un aiuto pensato dalla società proprio per andare incontro alle esigenze di chi si trova in una situazione di fragilità, ma che può funzionare solo se c’è la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti.

Un lavoro da portare avanti insieme

In quest’ottica, non solo “Servizi e Tribunali sono anelli fondamentali dell’iter nella presa in carico di un bambino”, ma allo stesso modo lo sono “le associazioni di volontariato” e lo è la famiglia stessa per la quale l’intervento è pensato, ogni volta in maniera “singola” e specifica per quella situazione.
Ecco perché, prosegue Bordignon: “La generalizzazione e le strumentalizzazioni politiche non fanno mai bene, soprattutto se squalificanti. Perché se un anello è debole salta tutto il sistema”.
E ancora: “Delegittimare dando anche eccessiva visibilità mediatica, come sta avvenendo, può decisamente generare dinamiche di sfiducia nel sistema a scapito dei bambini che necessitano di essere tutelati”.
Bordignon richiama anche la bontà dell’appello lanciato dai vescovi nell’ultima Giornata per la Vita, quando hanno sottolineato che “Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli – genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie – dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perché il servizio è garanzia di bene e di futuro per tutti”.
L’impegno deve anche andare nel senso di una maggiore “informazione” e “formazione”, perché spesso le famiglie e, in generale, la società, non conoscono bene realtà come l’affido e l’adozione: avere contezza di ciò che significano, di quale sia il loro fine e di come siano strutturate, conterrebbe senza dubbio la sfiducia che, altrimenti, vicende come quelle della “famiglia nel bosco” possono generare.

Il nuovo decreto per la tutela dei minori in affido

Sollecitata proprio dalla vicenda della “famiglia nel bosco”, anche la politica ha cercato di muoversi in maniera tempestiva. È infatti stato approvato in via definitiva dal Senato il disegno di legge circa la tutela dei minori in affido, che ribadisce la centralità del principio del “superiore interesse del minore”.
Il ddl istituisce il registro nazionale delle famiglie affidatarie, degli istituti e delle comunità di assistenza pubblica e nazionale.
Approvata anche la nascita di un Osservatorio che aiuti a monitorare il flusso di dati, garantendo il corretto funzionamento del sistema e individuando per tempo le eventuali criticità.

Informazioni e richieste sull’affido familiare

Chiunque volesse approfondire la conoscenza dell’affido familiare e riflettere sulla propria disponibilità a intraprendere questo percorso, può partecipare agli incontri organizzati da Amici dei Bambini
Tutte le informazioni si trovano alla pagina dedicata del sito.