Affido. Oggi in Tribunale: “Avete mai pensato di prolungare il vostro affido per diversi anni?”

Gianluca è entrato, da solo, dal giudice dopo di noi… è uscito dall’ufficio orgoglioso alla fine di aver firmato il verbale e di aver fatto scrivere che “sta bene con la famiglia affidataria e che vorrebbe però un cagnolino”.

Era fine settembre 2020 quando Sonia ci ha contattato per comunicarci la convocazione al Tribunale per i Minorenni per Dicembre. Per quella data Gianluca sarebbe stato con noi da due anni e mezzo, a volte ci sembrano una vita intera da tanto ormai lui fa parte della nostra famiglia.

Non sapevamo bene cosa aspettarci (è un colloquio di routine… oppure una burocrazia che deriva da anni di storia del nostro paese?), né per noi, né soprattutto per Gianluca;  non conosciamo tutta la storia del gruppo familiare, da quel poco che abbiamo intuito sembra una storia di genitori con difficoltà personali da cui purtroppo non riescono ad uscire.

Il giorno dell’incontro ci siamo svegliati tutti e tre di buon’ora, anche per il sonno agitato. Giornata gelida, caffè e cioccolata riscaldante nel cortile di un palazzo nel centro perchè non ci si può più sedere nei bar causa Covid.


Entriamo nel Tribunale che per fortuna somiglia solo ad un grande palazzo con all’ingresso controllo documenti/borse; attesa nell’atrio esterno con Gianluca in braccio, che cerca calore ma anche conforto e altro. Il Giudice arriva un po’ in ritardo, è una signora di mezza età, con portamento professionale e sicuro ma sorridente e questo ci rasserena tutte e tre.

Il giudice ci ha messo subito a nostro agio, stile “chiacchierata”

 Ci accompagna nel suo ufficio, intanto Gianluca aspetta solo nell’anticamera – in passato non riusciva a stare solo, ma si è fatto coraggio. Io e mio marito entriamo, iniziamo il colloquio, che alla fine è durato poco più di un’ora.

A parte le formalità iniziali è stato alla fine un colloquio interattivo, formale ma allo stesso tempo, mettendoci sin da subito a nostro agio, stile “chiacchierata!” – forse ci aveva visto un po’ agitati – Ci ha fatto ripercorrere la nostra storia con Gianluca, il suo presente nella nostra famiglia allargata ai parenti, l’inserimento nel nostro piccolo paesello dove ormai è di casa, l’esperienza durante il lock down e il periodo Covid, si è assicurata che anche noi fossimo seguiti attraverso tutoring psicologico e gestionale o quanto meno all’interno di una rete/associazione di supporto, se mai avessimo incontrato difficoltà.

Aveva letto con attenzione il fascicolo di Gianluca…

 Il giudice aveva chiaramente letto con attenzione il fascicolo di Gianluca, molto corposo con varie relazioni tra cui quelle della psicologa che lo segue, sapeva della “difficoltà” dei contatti familiari fino a dirci “con rammarico” – sue parole – “devo anche chiedervi se vi sentireste di prolungare l’affido per diversi anni? cominciate a pensarci”, noi abbiamo reagito in modo naturale rimarcando il significato del progetto di affido, che ha come obiettivo il reinserimento nella famiglia biologica, ma il giudice ha sottolineato di pensarci. Poi ha aggiunto: “visto che questo affido sta andando bene, avete mai pensato ad allargare ulteriormente l’esperienza?” E’ stata molto diretta e non ci eravamo preparati a domande dirette! Ovviamente abbiamo dato nostra disponibilità per entrambe le cose, pur anticipando che sulla seconda Gianluca non sarebbe stato proprio favorevole -necessita ancora di attenzioni esclusive, sembra avere fame di attenzioni-.

Gianluca è entrato dopo di noi, mezz’ora di “chiacchierata” anche per lui, che noi non abbiamo sentito; è uscito dall’ufficio orgoglioso alla fine di aver firmato il verbale di un giudice e di aver fatto scrivere che “sta bene con la famiglia affidataria e che vorrebbe però un cagnolino”. Siamo usciti tutti e tre rilassati con lui canticchiando fiero della strana giornata.

Gianna