“Nuove idee per l’adozione oggi”: convegno online con magistrati, enti autorizzati e associazioni familiari

La Presidente del Coordinamento CARE Anna Guerrieri introduce il tema del convegno on line “Tenere la rotta. Cambiare le vele” in programma per sabato 7 marzo, alle ore 11.00. Le modalità per partecipare

Sabato 7 marzo, in diretta streaming con inizio alle ore 11.00, si terrà il convegno “Tenere la rotta. Cambiare le vele. Nuove idee per l’adozione oggi”. Un’iniziativa promossa dal Coordinamento CARE, rete associativa di 40 associazioni familiari che promuovono l’accoglienza familiare adottiva e affidataria, a cui parteciperanno anche il presidente AIMMF (Associazione Italiana dei magistrati per i Minorenni e per la Famiglia) Claudio Cottatellucci. il presidente di AI.Bi. Amici dei Bambini Marco Griffini e il presidente dell’Associazione solidarietà adozioni ASA ETS Marina Virgillito,
Abbiamo incontrato Anna Guerrieri, presidente del Coordinamento CARE, per parlare dell’iniziativa e della situazione attuale di adozioni e affido

L’intervista a Anna Guerrieri

Anna Guerrieri, quali sono le sue opinioni e la sua visione sull’attuale situazione delle adozioni, anche in relazione al panorama internazionale?
Il sistema adottivo, in Italia e a livello internazionale, sta vivendo una trasformazione profonda. Non si tratta solo di un calo numerico, ma di un cambiamento strutturale: sono mutati i profili dei bambini e dei ragazzi adottabili, sono più frequenti bisogni sanitari, psicologici ed evolutivi complessi, ed è cambiato il contesto geopolitico e normativo.

Qual è il valore dell’incontro “Tenere la rotta” di sabato 7 marzo promosso da CARE?
Il convegno di approfondimento del 7 marzo si inserisce in questo scenario come tappa successiva al Convegno omonimo del 17 gennaio scorso: è un’ulteriore fase di confronto su cosa significhi oggi mantenere ferma la rotta e adeguare gli strumenti.
Tenere la rotta significa ribadire che l’adozione è una misura di tutela del diritto dei bambini a crescere in una famiglia, prioritariamente la propria. Cambiare le vele significa aggiornare politiche, servizi e sostegni a questa nuova realtà, investendo su accompagnamento e continuità nel post-adozione. In questo quadro, il sostegno post adottivo, in sinergia e in rete con quanto già realizzato dai servizi territoriali e dagli enti autorizzati, in un’ottica sussidiaria, rappresenta uno degli impegni principali delle associazioni familiari e rende evidente la necessità di rafforzare la rete tra tutti gli attori del sistema.

Venendo al contesto italiano: spesso ci si focalizza, sui media, solo sui numeri – scarsi – visti come insuccessi e sempre dalla prospettiva degli adulti. Che ne pensa?
Nel dibattito pubblico italiano l’adozione è spesso raccontata quasi solo attraverso i numeri e dalla prospettiva adulta. È una lettura parziale. La questione centrale non è soltanto quante adozioni si realizzano, ma se il sistema sostiene adeguatamente quelle che si realizzano, soprattutto nei primi mille giorni dall’ingresso in famiglia, decisivi per un bambino con storia di adozione.
Il tema è ancora più evidente per i bambini con disabilità o bisogni complessi: i dati mostrano che, in Italia come all’estero, troppi restano “adottabili ma non adottati” per carenza di sostegni strutturati e continuità nell’accompagnamento. Serve un confronto stabile tra istituzioni, enti e associazionismo per non lasciare sole le famiglie nei percorsi più complessi.

Quali a suo avviso le giuste considerazioni e azioni da mettere in atto?
Le azioni da mettere in campo sono chiare: garantire congedi realmente adeguati nelle fasi iniziali dell’ingresso in famiglia, strutturare un post-adozione non frammentato territorialmente, uniformare le misure di sostegno per i bisogni speciali anche nell’adozione nazionale e investire nella formazione di scuola e sanità. L’adozione non può essere una prova di resistenza per le famiglie: è una responsabilità collettiva del sistema.

Come detto, il convegno si può seguire online sui profili del Coordinamento CARE

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”. Dona per il Fondo Accoglienza Bambini Abbandonati