Audizioni alla Camera. Zevola (Tribunale di Milano): “Il 30% di chi ottiene l’idoneità all’adozione internazionale sceglie di non adottare”

zevola“La legge italiana sulle adozioni così com’è funziona, va semmai aggiornata in alcuni punti, ma deve rimanere fondata sul superiore interesse del minore, che non consente alcun calcolo sulla sorte dei bambini. È sostanzialmente una promozione quella che il presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano Mario Zevola esprime a proposito della legge 184/1983. Intervenendo in commissione Giustizia della Camera mercoledì 29 giugno, nel corso delle audizioni avviate in vista di una riforma della normativa sull’adozione e l’affido, Zevola traccia un quadro a 360 gradi del panorama adottivo del nostro Paese, con particolare riferimento a quanto avviene nel suo distretto di competenza.

Mentre le adozioni, soprattutto quelle internazionali, sono in “forte calo” – ha sottolineato il presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano -, il rapporto tra coppie disponibili all’accoglienza e iter adottivi effettivamente avviati resta sbilanciato. “Negli ultimi 5 anni – ha detto Zevola – a Milano ci siamo occupati mediamente di 110 procedimenti adottivi all’anno, a fronte di circa 900 disponibilità offerte dalle coppie. È evidente che oggi non sia sufficiente sentirsi disponibili a dare una famiglia a un bambino orfano o abbandonato solo sulla scorta del trasporto dovuto al non aver avuto figli propri”. Ecco perché una riforma della legge deve tenere conto della consapevolezza, necessaria per ogni coppia, della diversità tra l’accoglienza adottiva e la filiazione biologica.

Da qui alcune proposte di Zevola per il miglioramento della legge vigente. Tra queste, l’inserimento dell’obbligo per gli aspiranti genitori di frequentare corsi formativi e informativi ancora prima di presentare la domanda di adozione. Quest’ultima, per il presidente del Tribunale milanese, dovrebbe essere facilitata attraverso la piena informatizzazione della procedura. Tra le altre necessità individuate da Zevola nella realtà attuale delle adozioni in Italia, quelle di riservare maggiore attenzione alla fase di post-adozione, di evitare che il bambino “subisca” i tempi lunghi delle procedure e di prevedere la nomina di un avvocato per il minore da parte dello Stato. Nessuna urgenza, invece, di un allargamento della possibilità di adottare anche “a singoli e coppie conviventi”.


A fronte di un sistema che sostanzialmente funziona, Zevola mette comunque il luce dei problemi nell’odierna realtà delle adozioni. Innanzitutto il calo di quelle internazionali, con il crollo dai 4.130 minori stranieri accolti nel 2011 ai soli 2.211 di cui parlano i dati recentemente forniti dalla Commissione Adozioni Internazionali. Una caduta repentina dovuta a una serie di elementi che evidentemente tendono a scoraggiare le coppie. Basti pensa che, “il 30% di coloro che ottengono l’idoneità, dopo lunghi e delicati accertamenti, poi non la utilizza”. Rilevante anche il dato delle coppie che, dopo essersi vista negata l’idoneità, ricorrono in appello: sono il 30% di quelle a cui il Tribunale dice di no. E di queste, il 70% vede accolto il proprio ricorso.