BAMBINIxLAPACE. Storie di guerra: Ivanna e Stas  

Una madre e suo figlio alla ricerca di una nuova vita in Moldova lontani dal conflitto in Ucraina

Da cinque mesi Ivanna e suo figlio Stas vivono al Centro di Accoglienza Temporanea per Rifugiati di Cărpineni, in Moldova. Provengono dalla regione di Donetsk, in Ucraina, e come tanti altri sono stati costretti a fuggire. Le bombe e le esplosioni non hanno distrutto soltanto le loro case, ma anche la speranza che la pace potesse tornare davvero.
La guerra, purtroppo, non accenna a fermarsi. Con l’arrivo della primavera, Ivanna e Stas hanno capito di non poter più sopportare il gelo dei rifugi sotterranei né continuare a vivere giorno per giorno, senza sapere cosa li avrebbe aspettati.
“Non avevamo una vita lussuosa”, racconta Ivanna, “ma avevamo la nostra casa, il nostro appartamento, e stavamo bene. Avevo un lavoro stabile e non avrei mai pensato che un giorno mi sarei trovata a fare lavori stagionali per sopravvivere”.
Ad aprile hanno attraversato il confine scegliendo la Moldova. “Sono dei vicini… almeno siamo più vicini a casa”, dice Ivanna. All’inizio speravano di poter tornare in Ucraina alla prima occasione. Ma quando hanno capito che dietro di loro non era rimasto più nulla, hanno deciso di guardare avanti: garantire a Stas un’istruzione vera, trovare un lavoro per la madre, affittare una casa per entrambi e, soprattutto, ricostruire una vita dignitosa, autonoma e possibile.

La quiete della Moldova: una tregua che potrebbe finire in qualsiasi momento

Dopo cinque mesi in Moldova, Ivanna ammette che non ci sono stati cambiamenti particolari nella loro vita quotidiana, ma la cosa più importante è un’altra: ora sente la pace.
“È come se fossimo sempre vissuti qui, ma a differenza dell’Ucraina c’è silenzio. Non si sentono esplosioni né sirene che squarciano le strade. A volte mi sembra di essere in vacanza, e mi spaventa pensare che, come tutte le vacanze, anche questa potrebbe finire. E se dovesse finire, non so dove andremmo. Lì, in Ucraina, non c’è più un posto dove tornare”.
Anche se al Centro di Cărpineni Ivanna e Stas si sentono parte di una grande famiglia, apprezzati e rispettati da tutti, lei sa che non potranno restarvi per sempre. Per questo hanno iniziato a cercare opportunità concrete per costruirsi una nuova vita in Moldova.

Il ritorno a scuola: “Questa volta, per davvero”

Il primo passo verso una nuova normalità è stato pensare al futuro di Stas. Madre e figlio hanno valutato le diverse opportunità educative disponibili, finché una ha spiccato sulle altre: un percorso biennale per diventare meccanico d’auto presso il Centro di Eccellenza dei Trasporti di Chișinău.
Stas ha affrontato gli esami di ammissione con serietà e determinazione, e il suo impegno è stato premiato: è stato ammesso. Ma non solo. Insieme all’ammissione è arrivata anche una piccola, grande conquista: un posto letto nel convitto del collegio, che gli garantirà un alloggio sicuro per tutta la durata degli studi.
“Se andrà bene e prenderò voti alti… magari riuscirò anche a ottenere una borsa di studio”, dice con un sorriso pieno di speranza. Non vede l’ora di iniziare, impaziente di rimettere piede in una vera classe, tra volti nuovi e amicizie da costruire.
A differenza della madre, che vive questo nuovo capitolo con una comprensibile preoccupazione, Stas è emozionato. Per la prima volta dopo tanto tempo, sente che qualcosa nella sua vita sta andando nella direzione giusta.
“Dopo cinque anni passati davanti a uno schermo, senza imparare granché, senza nemmeno una stretta di mano con un compagno o una risata durante le lezioni… ora farò parte di una classe vera”, racconta, con negli occhi una luce che parla di rinascita.
La scelta del corso non è stata casuale. Ha un significato profondo: quel mestiere è legato, in qualche modo, al lavoro che sua madre svolgeva in Ucraina. Per entrambi è il segno che il passato può trasformarsi in seme per il futuro. Passo dopo passo, stanno ricostruendo non solo una vita, ma anche un senso di continuità, identità e dignità.

Una madre non smette mai di preoccuparsi

Come ogni madre, Ivanna fatica ad accettare l’idea di separarsi da suo figlio. Anche ora che Stas ha finalmente una direzione, un progetto e un futuro che prende forma, lei sogna di potergli restare accanto. Il suo desiderio più grande è trovare un piccolo appartamento in affitto a Chișinău: abbastanza vicino al collegio, ma anche abbastanza economico da poterselo permettere.
La sua preoccupazione va oltre l’affetto materno. È il riflesso di tutto ciò che hanno vissuto: le esplosioni, le corse nei rifugi, le notti senza luce, le perdite – visibili e invisibili – hanno lasciato ferite profonde. Oggi Ivanna sente che la sola vicinanza di Stas può darle la forza per continuare.
Sarebbe persino disposta a lavorare alla reception del collegio dove lui alloggerà, pur di incrociare ogni tanto il suo sguardo tra una lezione e l’altra.
“Così risolveremmo due problemi in uno: io avrei un lavoro e potrei tenerlo d’occhio… almeno un po’”, dice con un sorriso che mescola amore, determinazione e una lieve malinconia.
Non hanno ancora risposte certe dal futuro, ma per i prossimi due anni madre e figlio hanno scelto di credere. Credere che qualcosa di buono possa ancora nascere. Nel frattempo, sono profondamente grati per tutto il sostegno ricevuto — umano, materiale e psicologico — grazie al progetto Il Ludobus per la Pace.
“Inviamo i nostri pensieri di pace a tutto il mondo e un ringraziamento speciale al team di Ai.Bi. Moldova, che ci è stato accanto in questi mesi di passaggio verso una nuova vita”.

Il progetto

Il progetto “Risposta Umanitaria Integrata per gli Ucraini Colpiti dal Conflitto e i Cittadini di Paesi Terzi in Ucraina, Polonia, Romania e Moldova” è finanziato dal Ministero Federale degli Esteri della Germania tramite Diakonie Katastrophenhilfe ed è realizzato da APSCF in collaborazione con diverse ONG, tra cui Amici dei Bambini Moldova, che coordina il progetto “Il Ludobus per la Pace”, parte integrante di questa iniziativa umanitaria.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 3 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza. EMERGENZA UCRAINA

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