BAMBINIxLAPACE. La notte senza fine di Kiev. In mezzo milione lasciano la città

Oltre un milione di abitazioni rimaste senza luce e riscaldamento a causa dagli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. Oltre 500mila persone costrette a lasciare la capitale

A poche settimane dal funesto anniversario dei 4 anni di guerra, non ci ferma l’offensiva russa in Ucraina, con l’ennesimo devastante bombardamento contro le infrastrutture energetiche che ha colpito durament Kiev e le aree circostanti.

Il bombardamento

Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, ondate di droni e missili hanno causato vasti blackout, lasciando senza elettricità e acqua numerosi quartieri della capitale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che oltre un milione di abitazioni a Kiev sono rimaste prive di corrente a causa degli attacchi.
Le esplosioni sono state registrate in più zone della città, come riferito dall’agenzia ucraina Rbc citando comunicazioni dell’Aeronautica militare. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha confermato il ferimento di almeno una persona, mentre le autorità militari locali hanno invitato la popolazione a rifugiarsi per motivi di sicurezza. Tymur Tkachenko, a capo dell’amministrazione militare della capitale, ha chiesto ai cittadini di non lasciare i rifugi durante l’allerta aerea.

In precedenza, il sindaco aveva esortato le persone a lasciare la città all’indomani dei primi attacchi di gennaio che avevano lasciato alcuni quartieri senza luce, riscaldamento e acqua calda, proprio temendo la prospettiva di ulteriori attacchi e blackout ancora più prolungati. Come riportato da SkyTG24,  Klitschko ha riferito all’agenzia Afp che circa 600mila persone avevano risposto al suo appello di trasferirsi temporaneamente e che circa mezzo milione di persone è stato effettivamente evacuato dalla capitale ucraina.

Tensioni nucleari

Particolare apprensione arriva anche dal fronte nucleare. Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi, ha segnalato su X che diverse sottostazioni elettriche fondamentali per il funzionamento in sicurezza degli impianti nucleari ucraini sono state danneggiate dall’intensa attività militare. La centrale di Chernobyl ha perso completamente l’alimentazione elettrica esterna, mentre anche le linee che riforniscono altri siti nucleari risultano colpite. L’Aiea ha reso noto di seguire l’evoluzione degli eventi per verificare eventuali conseguenze sulla sicurezza.

Un tavolo per la pace

Sul piano politico, Mosca mantiene una linea dura. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato che un eventuale cessate il fuoco non deve tradursi in un’occasione per l’Occidente di rafforzare militarmente Kiev in vista di nuovi attacchi contro la Russia.
Intanto il Cremlino ha confermato che il presidente Vladimir Putin ha ricevuto un invito a entrare nel Board of Peace promosso dal presidente statunitense Donald Trump, proposta attualmente all’esame delle autorità russe.
Parallelamente, Kiev continua a muoversi sul terreno diplomatico: secondo fonti ufficiali, si sono svolti colloqui definiti “significativi” con Jared Kushner e l’inviato americano Steve Witkoff, con nuovi incontri attesi nei prossimi giorni a Davos. Nel frattempo, la guerra continua a pesare soprattutto sulla popolazione civile, ancora una volta costretta a fare i conti con il buio e l’emergenza.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 3 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza. EMERGENZA UCRAINA

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