Bambini in alto mare
<<indietro

Marocco. La vita di un bambino africano non è un gioco. Adotta a Distanza uno dei 100 mila minori che vivono senza una famiglia

I minori in protezione ospiti negli istituti del Marocco secondo ultime stime del 2010 sono circa 100 mila. Ogni giorno nascono più di 153 bambini e bambine concepiti fuori dal matrimonio, per un totale di quasi 56.000 nascite all’anno. Neonati che difficilmente saranno registrati all’anagrafe perché figli di madri sole, spaventate, intimidite o semplicemente disinformate. Senza reddito, né casa, ripudiate dalla propria famiglia e dalla comunità, il 36% di queste giovanissime madri si vede obbligata ad abbandonare il proprio figlio.

Minori abbandonati e madri sole e rifiutate sono due delle più gravi emergenze della società marocchina, che richiedono una strategia vincente: fare rete.

Da qui prende vita la campagna di sensibilizzazione “Bin Com” – che in arabo vuol dire “Sono tra di voi!” – dallo slogan “La vita di un bimbo non è un gioco” presentata da Ai.Bi. insieme al Collettivo associativo per il Diritto del Bambino alla Protezione familiare “CDEPF, composto da più di 10 associazioni marocchine ed internazionali.

L’iniziativa è parte integrante del più ampio progetto “Tous autour de l’Enfance” “Tous autour de l’enfance. Servizi di prevenzione e tutela a favore delle madri nubili, dei minori senza protezione famigliare e dei minori con disabilità in Marocco” di cui Ai.Bi. è capofila, attivo insieme ad altre 2 ong italiane – Ovci La nostra famiglia e Soleterre – e 8 associazioni locali – 100% Mamans, Casa Lahnina, Clio, Dar Aftal Al Ouafae, Fondation Rita Zniber, Insaf, Osraty, Sosve Maroc – con il sostegno di Unicef e Entraide Nationale e il finanziamento dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo).

Obiettivo della campagna “Bin Com – La vita di un bimbo non è un gioco” è quello di contrastare il fenomeno dell’abbandono attraverso attività di sensibilizzazione ed advocacy, rafforzando il ruolo delle organizzazioni della società civile già impegnate sul tema dell’accoglienza e dell’infanzia abbandonata, attraverso la creazione di un Blog e una pagina Facebook e un sito web, quali spazi di incontro, confronto e coordinamento tra tutte le associazioni marocchine che si occupano di protezione dell’infanzia.

Dedicato ai bambini abbandonati e in particolare a quelli nati fuori dal matrimonio, il progetto garantisce protezione e sostegno alle loro madri nubili affinché raggiungano l’autonomia sociale ed economica e protezione ed accoglienza ai bambini marocchini in stato di abbandono.

In Marocco ci sono 100 mila bambini, bambine ed adolescenti ai quali la vita sta rubando l’infanzia, spesso costretti dalle condizioni di vita nel loro Paese ad intraprendere terribili viaggi migratori, percorrendo rotte sempre più pericolose in balia di  trafficanti e sfruttatori.

Ai.Bi. collabora con le organizzazioni marocchine in 5 istituti del Paese per  garantire loro condizioni di vita migliori, studiando piani personalizzati, elaborando per ognuno di loro un progetto di vita, garantendo visite specialistiche, sostegno scolastico e attività socio-educative e di animazione. Cerchiamo di fargli vivere una vita più dignitosa, garantendo loro un po’ di quello che hanno i nostri figli grazie ad un sostegno continuativo: l’Adozione a Distanza in Africa.

Con l’Adozione a Distanza potremo dare loro un aiuto continuativo sostenendoli nella costruzione di un futuro possibile, tessera dopo tessera, come fosse un “puzzle”.

Ed è proprio l’immagine del puzzle il logo e il visual della campagna che punta a muovere le coscienze utilizzando un “ossimoro”: “La vita di un bimbo non è un gioco” prima che i nostri occhi incrocino lo sguardo del bambino protagonista dello spot della campagna .

Seguici:

Articoli correlati