Bolivia. Quando il sostegno a distanza non è una “mera raccolta fondi ” ma una vera relazione

Creare una vera relazione tra sostenitore e bambino fa la differenza. Il SAD di Ai.Bi. mira a instaurare dei rapporti personali, per far conoscere ai bambini chi da lontano li segue e si ricorda di loro

Amici dei Bambini, ha lavorato in diverse attività con i bambini del Centro di Accoglienza Niño Jesús, non solo per quanto riguarda le loro definizioni legali, o nella ricerca della famiglia di origine o famiglia allargata, ma anche per trasmettere ciò che provano i sostenitori nei loro confronti.

Il vero Sostegno a Distanza è un rapporto di conoscenza reciproca

Cosa significa, infatti, essere un sostenitore? Nella cultura boliviana questa parola ha un significato molto importante, tanto che i sostenitori vengono definiti “madrina” e “padrino” e creano un legame per la vita con il bambino. Per questo i sostenitori sono figure fondamentali per i bambini del centro, e non solo perché grazie ad essi questi ultimi possono esercitare i loro diritti come l’identità, l’istruzione ecc.

I sostenitori sono importanti perché creano un legame speciale con i loro bambini: quando capita, per esempio, che mandino auguri, letterine o doni in occasione dei compleanni o di natale, è un evento davvero speciale per i bambini di un istituto, dove tante volte i compleanni si festeggiano tutti insieme, una volta al mese. Grazie all’auto dei sostenitori, invece, si fa il possibile per realizzare feste personalizzate e altre attività.

Una vera relazione che continua anche al di fuori dell’istituto

Prendiamo, per esempio, la storia di Karina (nome fittizio), una bambina istituzionalizzata sin da piccola che sta per compiere 7 anni e che da piccola non ha mai nemmeno saputo quando fosse il suo compleanno. Quando le è stato spiegato, ha capito perché la sua “madrina” si ricordasse di lei e le mandasse un regalino. Non é la cosa materiale in sé, l’importante, e nemmeno la torta, anche se le piace moltissimo, ma è proprio il fatto di sapersi speciale e sentire che c’è qualcuno che si ricorda di lei il giorno del suo compleanno.
Ma questo non è che un esempio, perché conosciamo molte altre storie in cui le madrine e i padrini hanno creato un legame molto forte con i ragazzi, mantenendolo anche quando questi hanno lasciato l’istituto. Per loro è un modo di non sentirsi soli, di sapere che c’è qualcuno a cui poter raccontare i successi e i fallimenti; a cui chiedere un consiglio: non importa se non si sono mai visti o se parlano lingue diverse, perché avere amare e avere un legame con una persona supera tutte le barriere.

Tutti possono costruire un legame di questo tipo con i bambini che Ai.Bi. aiuta non solo in Bolivia, ma in tanti Paesi del mondo. Grazie al sostegno a distanza, si può diventare “madrine” o “padrini” (come usano dire in Bolivia) di un bambino e farlo sentire speciale per sempre.

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