Brescia. Tutti vogliono adottare il piccolo Andrea! La città si conferma ‘capitale’ dell’accoglienza dell’infanzia abbandonata

Una provincia intera si è commossa e mobilitata dopo aver letto della storia del piccolo di poche settimane lasciato in un vicolo nel passeggino dalla madre, una giovane di origini marocchine con già cinque figli: Brescia conferma il suo grande ‘cuore’ adottivo, evidenziato dai dati positivi sul fronte delle scelte di adozione internazionale

Non a caso, la località è stata teatro dell’evento di chiusura del Tour 2018 di Amici dei Bambini ‘L’adozione è una cosa meravigliosa: vi presentiamo l’officina dei miracoli’. Dalla sensibilità e da una cultura di accoglienza come questa si possono gettare le basi per ricostruire il pianeta-adozione a livello nazionale

brescia. La gara di solidarietà per adottare il piccolo AndreaNon ne hanno parlato granché nei ‘teatri’ importanti della ‘politica dell’adozione’, nei giorni scorsi, nonostante l’evento, di portata europea, fosse ubicato a pochi chilometri di distanza: eppure, Brescia si conferma ancora una volta in qualche modo la ‘capitale’ dell’accoglienza adottiva nel nostro Paese. Questa volta, più ancora dei dati sul numero delle adozioni – in controtendenza positiva rispetto alla gran parte del tessuto nazionale – la constatazione giunge osservando la gara di solidarietà che, a pochi giorni dal ritrovamento di Andrea, bebè di due mesi abbandonato dalla mamma di origini marocchine in un vicolo della città, sta coinvolgendo gli abitanti della cittàlombarda. Una provincia intera si è commossa di fronte alla storia del piccolino e sono già tante le richieste giunte da famiglie interessate a dare un nuovo futuro al bambino, lasciato in strada e ritrovato da un residente, che ha notato il piccolo nel suo passeggino guardando dal balcone della propria abitazione.

Ma l’iter è preciso, anche perché il percorso di due genitori che vogliono adottare un figlio non è semplice e sicuramente non è un gioco”, spiega il procuratore dei Minori, Emma Avezzù. Non può bastare l’emozione del momento. “Per l’adozione – spiega Avezzù al Giornale di Brescia – esiste un elenco a livello nazionale e hanno la precedenza le famiglie ad oggi già iscritte e che hanno completato il percorso”.

Prima, in ogni caso, saranno interpellati i genitori naturali del neonato. Alla madre sarà concesso del tempo per ripensarci, anche se non ha mai riconosciuto il bambino. E poi c’è un padre che, come scrive il Giornale di Brescia, ha giurato di non sapere nulla della nascita del suo sesto figlio e che potrebbe decidere – avendone pieno diritto – di cambiare idea, dunque tenerlo e crescerlo.

Quel che resta a noi di questa vicenda, in ogni caso, è la straordinaria generosità e la cultura dell’accoglienza dell’infanzia abbandonata che sta lustrando la reputazione della città che – non a caso – è stata teatro dell’ultima tappa del Tour 2018 di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini‘L’adozione è una cosa meravigliosa: vi presentiamo l’officina dei miracoli’. Un modello che potrebbe essere preso ad esempio per il rilancio globale dell’adozione, nazionale e internazionale, nel nostro Paese.

 

Fonte: Il Giornale di Brescia