Cambogia. Il divieto alle adozioni internazionali è ufficialmente rimosso

takeo 200Un’unica certezza arriva dal meeting svolto oggi, 26 febbraio 2014, a Phnom Penh sulle adozioni internazionali organizzato dal Governo cambogiano. Il segretario di Stato Nim Toth ha sottolineato: «Non posso dirvi quando riprenderanno effettivamente le adozioni, ma posso dirvi che il divieto alle adozioni internazionali in Cambogia è ufficialmente rimosso».

L’appuntamento ha visto la partecipazione di 120 persone, tra  addetti ai lavori,  rappresentanti di Unicef in Cambogia, delegati delle ambasciate e delle agenzie di adozione di Stati Uniti, Francia, Italia, Spagna, Svizzera, Australia, Sud Korea, Germania, Giappone. Ma ha in parte deluso le aspettative dei presenti, avendo fornito poche risposte concrete.

La referente dell’Unicef nel Paese asiatico, Rana Flower, ha da un lato riconosciuto il lavoro svolto per migliorare la tutela dei minori, in generale e in particolare quelli in stato di abbandono, ma non ha nascosto la necessità di dover ancora continuare  a lavorare per ‘svuotare’ gli istituti.


Al di là della definizione dei costi e delle tariffe per l’accreditamento degli enti, a farla da padrona è stata l’ambiguità. Sempre il Segretario di Stato non ha dato un’indicazione precisa sul numero di enti che verranno autorizzati. Le sue parole sono state: «La legge specifica che non siano più di due per ogni Paese, ma  a seconda dell’interesse dei nostri minori possiamo essere flessibili e accreditarne più di due».

A questo punto, al di là delle delusioni, esiste un’urgenza per l’Italia. La Commissione Adozione Internazionale dovrebbe rinnovare l’accordo bilaterale con la Cambogia, scaduto il 26 luglio 2013, per permettere agli enti autorizzati italiani, nel momento in cui Phnom Penh aprirà le adozioni internazionali,  di  operare nel Paese.