Caso adozioni-truffa: 5 anni al ministro del Kirghizistan

KIRGHIZLa macchina giudiziaria del Kirghizistan si è mossa celermente. La Procura  ha già  pronunciato le sentenze sul caso delle adozioni internazionali truffaldine che hanno coinvolto almeno trenta famiglie italiane: cinque anni di reclusione per l’ex ministro dello Sviluppo Sociale Ravshan Sabirov, al quale sono stati anche confiscati numerosi beni per corruzione; tre, invece, gli anni inflitti al suo assistente.

Secondo l’accusa si è venuto a creare un vero e proprio “Sistema Sabirov”: l’ex funzionario, infatti, oltre all’estorsione di  20 mila dollari ai danni di  un ente che si occupa d’adozioni, avrebbe aggirato le procedure giuridiche necessarie all’adozione di 18 bambini kirghisi, diretti tra le braccia di genitori italiani. Famoso il caso della famiglia pisana caduta in questa rete: Alessia Raglianti e Tiziano Bernardini, dopo aver sborsato 20 mila euro (10mila sono andati a istituzioni italiane) non hanno ottenuto l’adozione del bambino kirghiso assegnatogli, che non era nemmeno in stato di adottabilità.

La vicenda è stata presa in carico dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) che li ha “re-indirizzati” verso l’adozione di un bimbo ungherese; la beffa per loro, è stata la richiesta di altri soldi per il nuovo iter adottivo. Per la pratica di adozione in Kirghizistan, invece, i due coniugi si erano appoggiati alla associazione “Airone”: le sue sette sedi sono state nel frattempo chiuse dalla CAI. Inoltre, la Procura di Pisa ha inviato il fascicolo per competenza territoriale a quella di Savona, città dove Airone ha la sede centrale. E’ stata aperta un’inchiesta: le indagini sono tuttora  in corso.


Fonte: Il Tirreno (26 febbraio 2014, p. 16)