Telefoni cellulari ai figli? La lezione del principe William

Preservare i minori dall’accesso ai contenuti del web e, soprattutto, parlarne e discuterne prima in famiglia. La decisione del futuro re di concedere al figlio più grande l’uso del telefonino, ma senza accesso a internet

La decisione su quando concedere ai figli di avere uno smartpohne e a quali contenuti permettere loro di accedere è un argomento che tutti i genitori affrontano e sul quale si confrontano sia tra di loro, sia cercando pareri di esperti che possano suggerire una direzione.
Ricette consolidate non ci sono e, di certo, il solo lavoro dei genitori non può bastare. Anche le scuole si stanno muovendo rivedendo le regole, per esempio rafforzando dall’anno scolastico 2025/2026 il divieto di utilizzare telefonini.
Alcuni Paesi si stanno muovendo anche al di fuori delle aule di scuola, come per esempio l’Australia, primo Paese al mondo a vietare l’accesso ai social ai minori di 16 anni. Una linea proposta anche in Francia, dove la legge che prevede il divieto di uso dei social per i minori di 15 anni è già stata approvata dalla Camera. Ulteriori proposte in tal senso arrivano anche da Spagna e Grecia.

Le regole le Principe William

Al di là dello Stato, però, è in famiglia che si gioca la partita decisiva sull’uso dei telefonini e, in questo senso, un esempio arriva anche da famiglie… “reali”. Come riporta il sito Aleteia, il Principe William, in un’intervista a una TV brasiliana, ha spiegato la posizione condivisa con la moglie sull’argomento: quando il Principe George inizierà la scuola secondaria, potrà avere un telefono, ma senza l’accesso a internet.
Il problema, ha spiegato William, è che “I bambini possono accedere a troppi contenuti online che non hanno bisogno di vedere”.
In quest’ottica, allora, la decisione del futuro re non deve essere vista come un divieto, ma come il tracciare un confine attorno a ciò che più conta: tutelare l’infanzia da una prematura esposizione a contenuti per i quali non è preparata.

Discuterne apertamente in famiglia

Avere un telefono, ma senza accesso a internet, permette ai ragazzi di poter rimanere in contatto tra di loro, scambiarsi messaggi, ma senza “perdersi nelle profondità del web” – riporta l’articolo di Aleteia. È un modo, in sostanza, per avere un approccio più graduale al web, preparando i ragazzi a ciò che potranno trovarvi e, soprattutto, mantenendo sempre aperta con loro una conversazione anche su questo argomento.
Prosegue il ragionamento dell’articolo di Aleteia: “Essere genitori nell’era digitale non è solo una questione di restrizioni, ma di relazioni. Le regole servono a poco senza fiducia. Quando le famiglie parlano apertamente di rischi online, gentilezza e privacy, la tecnologia diventa uno strumento anziché una trappola”.
Da qui la conclusione: “Essere genitori non è mai stato facile, ma crescere i figli in un mondo di notifiche costanti può essere uno degli atti d’amore più difficili, oggi. Il messaggio del futuro re a ogni madre e padre è meravigliosamente ordinario: proteggere la loro innocenza, insegnare loro il discernimento e dare loro una connessione in dosi misurate”.