Congo: il racconto di un bambino “stregone”

(Kinshasa) Arriva dallo staff locale di AiBi la testimonianza di Joseph, un adolescente beneficiario del centro di accoglienza con cui collabora l’associazione.

“Quando vivevo con i miei nonni e i miei genitori ero contento. Ma poi qualcosa è cambiato. Se fossi Dio, eliminerei la morte.
I miei genitori sono scomparsi quando ero ancora piccolo, avevo solo 4 anni. Poco tempo dopo anche i miei nonni mi hanno lasciato.
Avevo anche un fratello, ma ho perso anche lui perché era malato e denutrito.
E così mi sono trovato solo, senza nessuno che si prendesse cura di me. Per un periodo ho vissuto con una zia, però lei mi maltrattava e così, nel giro di qualche settimana, mi sono ritrovato in strada.
La vita in strada è dura, non vorrei mai che nessun bambino provasse quello che ho provato io. In strada venivo picchiato, derubato, offeso. Presto le persone hanno cominciato ad allontanarmi perché ero considerato un bambino “stregone”.

Poi un giorno qualcosa è cambiato. Quattro anni fa ho trovato riparo al centro di accoglienza di Kinshasa MEEHD. Qui mi sento protetto e tranquillo. Ogni giorno vado a scuola e mi sembra di recuperare il tempo perduto. Ho ritrovato il senso della gioia come lo avevo quando vivevo con la mia famiglia. Questo centro è la mia casa, gli educatori mi hanno restituito la gioia della vita e la speranza nel mio futuro.”


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