La Cooperazione Internazionale nella lotta alla tratta di esseri umani

Al fine di contrastare il fenomeno della tratta di esseri umani, è necessario aumentare la coscienza pubblica sulla tratta di esseri umani, a partire dalle pratiche di prevenzione che ognuno di noi può adottare nella vita di tutti i giorni

La tratta di esseri umani è una forma moderna di schiavitù che si perpetra attraverso lo sfruttamento sessuale, il lavoro coatto, il prelievo e il traffico di organi.

Le vittime

La maggior parte delle vittime di questa schiavitù sono persone migranti irregolari, richiedenti asilo, rifugiati, apolidi, bambini, bambine e adolescenti non accompagnati, i quali subiscono le conseguenze dell’assenza di vie di migrazione regolari, del mancato supporto della propria famiglia e della propria comunità, dell’assenza di documentazione, della mancata conoscenza della cultura e della lingua di un paese di asilo, della conoscenza limitata dei propri diritti.

Gli interventi per contrastarla

La politica internazionale fa esplicita menzione della tratta di persone, riflettendo la necessità di reprimere questo genere di delitti.
Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 5, 8 e 16 fanno esplicito riferimento alla tratta di persone e il Global Compact per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare dedica l’obiettivo 10 alla prevenzione, alla lotta e all’eradicazione della tratta di persone nel contesto della migrazione internazionale.
Ventitré anni dopo la promulgazione del Protocollo di Palermo, molti paesi dell’America Centrale hanno introdotto la definizione di “tratta di esseri umani” nella propria legislazione nazionale e i governi hanno adottato misure integrative per prevenire la tratta, proteggere le vittime e perseguire gli autori.
Nel 2011 è stata istituita la Coalizione regionale contro la tratta e il traffico illecito di migranti, un meccanismo intergovernativo che unisce e vincola Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama e Repubblica Dominicana in iniziative di collaborazione transfrontaliera e di controllo del fenomeno del traffico di migranti.
La Conferenza Regionale sulla Migrazione ha convertito la lotta contro la tratta di persone e il traffico di migranti in elementi cruciali del proprio mandato.
La Dichiarazione di Los Angeles sulla Migrazione e la Protezione attribuisce la massima priorità ai due delitti, imponendo il rispetto dei diritti di tutte le persone migranti e, in particolare, delle vittime di tratta.
Strumenti simili, oltre ad essere dei riferimenti normativi, fungono da faro per le politiche regionali nella lotta contro la tratta di esseri umani nel contesto della migrazione irregolare.

I (pochi) numeri della tratta

Lo scorso anno l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha pubblicato il documento Stime globali sulla schiavitù moderna, lavoro forzato e matrimonio forzato, nel quale è riportato che nel 2021 almeno 50 milioni di persone vivevano in situazioni di schiavitù e che, di queste, 28 milioni sono obbligate al lavoro coatto e 22 milioni sono state indotte a contrarre matrimoni senza consenso. Il documento narra di un trend in costante crescita tra il 2016 e il 2021 e, purtroppo, si ha ragione di pesare che le stime sono certamente più rosee rispetto alla reale situazione nel mondo. A conferma di ciò, il Rapporto annuale sulla tratta di persone negli Stati Uniti mostra che nel 2022 sono state appena 115.324 le vittime di tratta identificate dai governi di tutto il mondo, mentre le condanne emesse contro tale reato sono state 5.577.

Il bisogno di cooperazione

Per garantire il rispetto del principio leaving no one behind, promessa della Theory of Change, la teoria del cambiamento che la comunità internazionale ha elaborato per lavorare al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel 2030, è necessario aumentare la coscienza pubblica sul crimine della tratta di esseri umani, a partire dalle pratiche di prevenzione che ognuno di noi può adottare nella vita di tutti i giorni. La tratta è un fenomeno diffuso, che avviene intorno a noi ogni giorno. Per questo è indispensabile che tutti, nessuno escluso, siano consapevoli del proprio ruolo e, soprattutto, che quanti entrino in contatto con le vittime, gli ufficiali doganali, gli agenti delle forze di polizia, gli ispettori del lavoro, gli operatori socio sanitari, gli assistenti sociali siano costantemente formati e aggiornati.

Le nuove alleanze

Ma ciò non basta. È fondamentale costruire un sistema di cooperazione internazionale per cui, una volta identificata una vittima di tratta, questa riceva un livello adeguato di protezione. Una persona, soprattutto un bambino, una bambina o un adolescente che subisce dei soprusi ha bisogno di assistenza medica e psicosociale per non lasciare che i traumi subiti compromettano irrimediabilmente un’esistenza già profondamente segnata. I più giovani hanno bisogno di spazi sicuri, di assistenza legale speciale e di un particolare appoggio per inserirsi, o reintegrarsi, nella società.
La cooperazione internazionale ha il ruolo – e la responsabilità – cruciale di condensare sforzi provenienti da differenti settori e convogliarli in nuove alleanze a beneficio delle vittime.
La realtà odierna richiede di guardare oltre ai contesti e agli attori tradizionali, di promuovere leadership più forti a partire dalle comunità più piccole. La tratta di esseri umani è strettamente connessa con le norme sociali e i costumi locali, con particolare riferimento a quelle sulla protezione di bambini, bambine e adolescenti. I progetti di cooperazione internazionale sono eccezionali strumenti per identificare le cause recondite della tratta in contesti specifici, sono realizzati utilizzando il linguaggio più adatto al contesto di riferimento ed è dimostrato che riescano ad ottenere impatti maggiori rispetto ai grandi programmi internazionali.
La partnership tra il settore pubblico e il privato, tra il mondo governativo e quello delle ONG è un elemento decisivo nella lotta contro la tratta perché rappresenta una barriera contro diverse forme di sfruttamento ed è in grado di proteggere contemporaneamente diversi diritti umani fondamentali, ma risulta efficace solo se realizzata attraverso alleanze inclusive, che integrano e rafforzano le politiche pubbliche.
È fondamentale includere in tali sforzi le persone che siano state vittime di tratta, perché le loro testimonianze raccontano la durezza e l’impatto di quella realtà e sono di grande ispirazione per porre fine al business putrido del mercato di vite umane. Solo quando impareremo ad ascoltare queste voci potremo dire di aver raggiunto il principale degli obiettivi di sviluppo sostenibile: non lasciare nessuno indietro.

Pierandrea Turchiuli, Cooperante Ai.Bi. in Centro America