Crisi della adozione internazionale: la riscossa delle associazioni dei genitori adottivi

bambini-adottiviIl Family Lab, svoltosi a Roma il 9 maggio 2015 su iniziativa del Care, continua ad alimentare il dibattito su chi nell’adozione internazionale crede e vuole investire. Al convegno hanno partecipato enti autorizzati, associazioni di famiglie adottive e servizi territoriali con l’obiettivo di trovare una soluzione ai problemi che trasformano l’attesa di tante famiglie in una ‘gravidanza di carta’, a causa del peso della burocrazia.

I partecipanti si sono salutati con l’impegno di creare un tavolo congiunto che veda enti autorizzati, associazioni di famiglie adottive e servizi insieme per dare slancio al settore. L’idea è piaciuta anche a due associazioni piacentine “Dalla parte dei bambini” e “ Il brutto anatroccolo”, presenti all’incontro.

Intervistate dal quotidiano paicentino La Libertà, le due associazioni hanno sottolineato l’importanza di investire tempo e risorse per far ritrovare fiducia alle famiglie. Gaetana Marchi, ricordando l’incontro romano, ha ribadito: “ C’è necessità di avanzare proposte concrete e condivise sugli aspetti più critici dell’iter adottivo, visto con gli occhi degli aspiranti genitori. Costi eccessivi e disomogenei, lacunosità dei servizi e necessità di accompagnamento nel periodo post-adozione sono i punti attorno a cui dobbiamo lavorare. Per questo è nata l’idea di un tavolo permanente  sulle adozioni.


Barbara Vaciago, dell’associazione Dalla parte dei bambini, ha messo l’accento sul calo delle famiglie adottive, registrato da alcuni anni in tutta Italia, 2291 famiglie nel 2013, con una riduzione del 7,2 per cento rispetto al 2012 e  del 29,3 per cento in meno rispetto al 2010. A conferma dei dati nazionali, la Vaciago ricorda che a Piacenza c’è un bimbo adottabile ogni 12-13 coppie in attesa. Questo vuol dire che tutte le famiglie che non riescono ad adottare attraverso la nazionale, si rivolgono all’adozione internazionale, che però si rivela spesso un percorso in salita e ad ostacoli, dove i costi possono raggiungere facilmente i 20-40mila euro. Di qui l’impegno ad aderire al tavolo permanente, chiamato significativamente “ Nelle nostre mani”, perché l’adozione potrà salvarsi grazie all’impegno delle famiglie, degli enti e dei servizi.