E’ giusto accelerare sulle unioni civili, mentre la riforma sulle adozioni langue?

Parlamento 200La sensazione è che la riforma della legge sulle adozioni internazionali si sia persa nei corridoi di Montecitorio. Prima che diventasse premier, Matteo Renzi era stato chiaro: “Occorre riformare le adozioni internazionali”. Non solo. Dopo la formazione del suo Governo, risolta la vicenda delle coppie bloccate in Congo, anche il Ministro per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi ha ribadito la necessità di rinnovare il settore. Ma a leggere l’agenda dei lavori parlamentari e le dichiarazioni di tanti deputati e senatori, la materia sembra sia stata derubricata dalla maggioranza.

Quest’ultima è occupata al momento ad accelerare la discussione sulla regolamentazione delle unioni civili, incluso quelle tra persone dello stesso sesso. Martedì 24 giugno 2014 è stato presentato in Commissione Giustizia al Senato un testo che punta ad assicurare i diritti minimi alle coppie al di fuori del matrimonio. Sono tre i Disegni di Legge (DDL), firmati da vari parlamentari del Pd, ora in esame in Parlamento, a cui si aggiungono altri due non ancora calendarizzati, proposti rispettivamente da Sinistra ecologia e libertà e dal Nuovo centro Destra.

Fuori dal coro, il senatore Aldo di Biagio e la deputata Vanna Iori. Il primo, vice presidente vicario del gruppo per l’Italia al Senato, ha ricordato: “La disciplina vigente in materia di adozioni nazionali ed internazionali merita di essere urgentemente riformata essendo condizionata da eccessi burocratici, costi insostenibili e carenza di trasparenza”; mentre la deputata Pd Vanna Iori, intervistata da Rai News 24, ha ribadito la necessità di ‘alzare la qualità delle adozioni internazionali’, viziate da lungaggini burocratiche e complessità dell’iter adottivo.


A chi sostiene che in fondo la questione delle adozioni non è così urgente, perché riguarda un’esigua minoranza della popolazione, basterebbe ricordare la denuncia fatta dal professor Stefano Zamagni, presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Le proiezioni dell’economista prevedono che nei prossimi 15 anni quasi 6 milioni e mezzo di famiglie italiane saranno senza figli. Di fronte a questo scenario agghiacciante, afferma Zamagni «le istituzioni del nostro Paese sono decisamente distratte sul fronte della famiglia». Marco Griffini, presidente di Amici dei Bambini commenta: «Sarebbe utile se l’agenda dei Parlamentari la dettassero gli italiani». Da questa osservazione, l’idea di lanciare un sondaggio almeno tra i lettori di Aibinews.

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