Famiglia in difficoltà vuole ‘restituire’ il proprio figlio autistico. Ma si può fare?

Il parere della dottoressa Cinzia Calabrese: “Non si può fare. Quale che sia il motivo”. E per fortuna…

marocco, il futuro dell'infanzia abbandonata si chiama kafalaUna famiglia può scegliere di ‘restituire’ il proprio figlio? Purtroppo è accaduto. Esemplificativo il caso di un bambino di 11 anni autistico, che è stato affidato al Tribunale dei Minori di una città del Nord: i genitori non vogliono più tenerlo. Ma non sarà un reato?

A rispondere è, dalle colonne di Gente, la dottoressa Cinzia Calabrese, dell’Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e i Minori.

“Bisogna essere subito chiari – spiega non si può ‘restituire’ un figlio, quale che sia il motivo addotto dai genitori. L’unico momento in cui, la sola madre, può non riconoscere il proprio figlio è al momento della nascita, dopodichè i doveri genitoriali restano tali e non si possono rifiutare. Nel caso specifico sembra che la famiglia stesse attraversando gravi difficoltà economiche. Sarebbero dovuti intervenire i servizi sociali, come prevede la nostra Costituzione, perché al bambino sia garantita la possibilità di crescere nel suo ambiente naturale, ovvero nella famiglia dove per 11 anni il piccolo al centro del clamoroso caso è cresciuto. Quando questo aiuto manca, o quando nonostante l’aiuto i problemi persistono, il Tribunale per i minori può decidere un affidamento temporaneo presso un’altra famiglia o una associazione”.

“L’affidamento – prosegue Calabrese – non può durare più di due anni, al termine dei quali ancora il Tribunale dovrà verificare se la famiglia originaria avrà superato i problemi che avevano portato all’affidamento o se esista uno stato di abbandono morale e materiale del bambino. In questo caso il piccolo viene dichiarato adottabile e qualora non si trovi una coppia disposta a prendersi carico di lui si procederà a un affidamento ‘senza termine’ fino al compimento della maggiore età. A meno che la famiglia non abbandoni letteralmente il figlio, i genitori non incorrono in alcun reato. Le famiglie hanno il diritto di essere aiutate quando attraversano un periodo di difficoltà ma, ripeto, non possono pensare di ‘restituire’ il loro figlio”.

E per fortuna, verrebbe da aggiungere…