Adozione Internazionale. I nostri figli devono imparare a fidarsi di nuovo

I figli adottati portano con sé i segni del “tradimento” da parte delle figure più importanti che avrebbero dovuto proteggerli. Solo il tempo potrà riportarli a fidarsi di nuovo di una mamma e di un papà

Quando si parla di Adozione Internazionale, è noto che il periodo forse più difficile, per gli aspiranti genitori, è quello dell’attesa: lunghi giorni trascorsi a sperare nell’arrivo di un abbinamento e a fantasticare su ciò che potrebbe accadere quando, finalmente, quel momento arriverà. Solo che, tante volte, quando il “momento della realtà” arriva, le cose non vanno nel modo che sogni, desideri e aspettative hanno disegnato.
Il fatto è che solo il tempo darà origine all’incastro giusto per ogni famiglia. Richiedi Informazioni sull'Adozione Internazionale

La fiducia si costruisce con il tempo

I bambini devono imparare a fidarsi di nuovo di mamma e papà, con la consapevolezza che il rapporto si costruirà e fortificherà attraverso la condivisione di momenti, speranze, sorprese, esperienze vissute nella quotidianità.
I bimbi adottati sono minori che sono stati traditi dalle figure più importanti che avrebbero dovuto proteggerli e prendersi cura di loro. Nello stesso tempo, i genitori adottivi sono portatori di molteplici aspettative, più o meno consapevoli o finanche inconsce, che agiscono su diversi livelli, tanto da orientare, agendo da bussola, l’approccio da impostare.
Le aspettative, inoltre, non sono solo quelle individuali, ma dipendono anche dal bagaglio familiare, amicale e sociale che guida ogni genitore nella realizzazione del progetto adottivo e di costruzione della propria famiglia.

Il dolore del passato non scompare

I bambini portano con sé, come bagaglio, il vissuto abbandonico, la loro storia, le origini, le mancanze, e tali esigenze si combinano con desideri e convenzioni sociali. Le figure di riferimento precedenti, con qualsiasi titolo e tipologia di relazione, non potevano essere in grado di garantire cure e affetto adeguati a una crescita sana ed armoniosa. La ferita abbandonica si lenisce ma non guarisce, si accarezza per intenerirla in modo che faccia meno male e le sue conseguenze riescano ad attutirsi; ma il dolore si affievolisce soltanto, avviandosi verso una lenta cicatrizzazione della sofferenza.
Il compito principale dei genitori, difficile, complesso, continuo e costante può delinearsi verso una consapevolezza nel dotare di senso e di significato, ove possibile, la storia e il vissuto specifico e unico del proprio bambino. La mamma e il papà, anche compiendo degli errori, ma con la precisa e piena consapevolezza che si è scelto di ricoprire quel ruolo e diventare tali per tutta la vita, accoglieranno le sensazioni e i caleidoscopici stati d’animo, offrendo al bambino la possibilità di elaborare insieme, vicini, l’uno a fianco all’altro, la propria storia e il proprio vissuto, per poi ritrovarsi e riscoprirsi appartenenti in una condivisione vicendevole e reciproca in itinere.

Ricomporre un puzzle

Il vissuto, specifico e caratteristico di ogni bambino, reca con sé delle particolarità che non consentono di identificare o prevedere con certezza il quando e come avverrà l’affidare e affidarsi alle figure genitoriali.
Le molteplici complessità e l’intensa diversità del passato di ogni bambino, intriso di ricordi più o meno consapevoli, si intrecciano con le differenti forme di accudimento esperite ed esplicitate da ognuno, e solo dopo aver costruito e strutturato insieme un legame accogliente, amorevole e rassicurante il bambino sentirà di poter rinascere anche e soprattutto grazie alla ricostruzione del puzzle della propria vita, consentendo una sorta di riparazione di alcuni suoi pezzi fondamentali.
Conoscere è il primo passo fondamentale per poter dotare di senso e attribuire valore e valenza a eventi ed episodi difficili da comprendere. Le discontinuità di varia natura, unite a carenze e deprivazione, non possono non creare confusione e smarrimento. Creare, alimentare e strutturare il senso di appartenenza (reciproca) dà origine a un funzionale processo di integrazione, partendo dalle radici-origini fino ad arrivare alla ricostruzione della storia personale-familiare.

Poter riappropriarsi della propria storia

Se il bambino percepisce che il confronto e la narrazione non spaventano la propria mamma e il proprio papà, riuscirà a esprimersi anche quando il dolore prenderà il sopravvento, perché sentirà che tutte le parti di sé sono accolte e accudite con cura e delicatezza, non sperimentando nuovamente il rifiuto o sensazioni di esclusione o inferiorità fin troppo familiari per lui.
I genitori rappresentano la possibilità per i bambini di scoprire la propria storia e, al tempo stesso, sentire il diritto di riappropriarsene, offrendo loro un’altra visione della stessa, restituendo dignità e valore alla loro esistenza. Il tempo e l’ascolto rappresentano valori fondamentali e, gradatamente, le paure, i dubbi e le angosce del bambino sembrano maggiormente sopportabili.
Come per ogni paura o difficoltà, riconoscerle e accettarle è il primo passo per superarle. Se, poi, il costante e amorevole abbraccio dei genitori accompagna nella quotidianità, la ferita iniziale sbiadisce e farà molto meno male.

Ripartire dal figlio

L’impostazione e la gestione di ogni famiglia, soprattutto in riferimento alla costruzione delle relazioni che si stanno creando, suggerisce e indica che bisogna partire dal figlio e dalle sue caratteristiche. La gradualità è sicuramente una giusta modalità che permette di gestire con flessibilità le sollecitazioni interne ed esterne ed elaborarle in maniera funzionale alla creazione del senso di appartenenza, contribuendo, così, a una piena e sana integrazione.

Dott.ssa Giovanna Buonocore, psicologa di Ai.Bi. Amici dei Bambini.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”. Richiedi Informazioni sull'Adozione Internazionale