Genitori adottivi nonostante il Coronavirus. Ancora 38 le coppie adottive ferme all’estero

“Il desiderio di abbracciare quel figlio che ha cancellato il timore del contagio”

moia, aumentano i bambini abbandonati, perchè crollano le adozioni?Sono 38 le coppie italiane di aspiranti genitori adottivi ancora bloccate all’estero a causa del Coronavirus, che sta costringendo diversi Paesi a chiudere le frontiere. Fino a due giorni fa erano 44, ma, grazie anche all’interessamento della CAI – Commissione Adozioni Internazionali, alcune sono riuscite a fare rientro in Italia. Coppie coraggiose, che hanno scelto di partire nonostante l’emergenza fosse già nell’aria.

“Il desiderio – scrive in proposito Luciano Moia su Avveniredi abbracciare quel figlio, o quei figli (le adozioni di fratelli sempre più frequenti) che ha cancellato il timore del contagio, dei disagi, della possibilità concreta di rimanere bloccati sine die per le conseguenze della situazione sanitaria che investe tutto il mondo. Ma la loro generosità, la loro volontà di non venire meno a un patto già siglato con un bambino in attesa dall’altra parte del mondo, la loro fiducia verso altre persone, quasi sempre sconosciute, che in Cina, India, Colombia, Messico, Corea del Sud, e in tanti altri Paesi, si stanno adoperando per non far inceppare gli ingranaggi di una burocrazia spesso incomprensibile, disegnano bene il profilo umano di questi aspiranti genitori”.

La stessa vicepresidente della CAI, Laura Laera, aveva scritto in una nota che la Commissione avrebbe cercato “di concordare con le autorità centrali, ove possibile, le modalità più opportune per affrontare questa emergenza nel migliore interesse dei bambini”.