Il caso: in una giornata 10 procedimenti di PMA e 16 aborti. La follia della società in cui viviamo

Se solo l’adozione non fosse considerata l’ultima spiaggia per poter diventare genitori…

fecondazione eterologa“Mi sono ritrovata a chiacchierare con un’amica che svolge il lavoro di infermiera professionista presso una clinica privata di Bari molto rinomata; la mia amica che conosce il mio lavoro mi ha lasciato senza parole quando mi ha raccontato di aver effettuato dei turni in due diversi reparti di ginecologia, dove un giorno ci sono state ben 10 donne soggette a FIVET (fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione) e il giorno dopo e in un solo ed unico giorno invece 16 interruzioni di gravidanza, di cui forse solo due per problemi sanitari gravi dei bambini”.

A segnalare il fatto, che volentieri riportiamo, è una delle operatrici di Ai.Bi. – Amici dei Bambini. Lo segnaliamo volentieri perché illustra plasticamente le storture del mondo in cui viviamo. Un mondo in cui, mentre da un lato si preferisce togliere la vita a minori che potrebbero invece tranquillamente avere un futuro e una famiglia nell’adozione, dall’altro chi i figli non riesce invece ad averli si sottopone a terapie pesanti e invasive per la PMA, la procreazione medicalmente assistita.

Una pratica che, lo dicono i numeri, offre percentuali di successo scarse, se l’obiettivo è quello di diventare genitori. Gli ultimi dati (2017) mostrano come le percentuali di successo delle tecniche di PMA senza donazione di gameti, considerando come indicatore la percentuale di gravidanze ottenute su cicli iniziati, si attestino su un valore medio effettivo di due su 10: il 10,3% per le tecniche di I livello, il 17,6% per le tecniche di II e III livello, il 29,3% per le tecniche da scongelamento di embrioni e il 16,9% per le tecniche da scongelamento di ovociti.

E l’adozione? “Nove su 10, con lo stesso termine di paragone, sono le coppie che, dopo aver conferito l’incarico a un ente autorizzato, riescono a portare a termine l’adozione internazionale di un minore abbandonato”, spiega il presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffini. L’organizzazione lotta da oltre trent’anni contro l’abbandono minorile in tutto il mondo.

Un abbandono che si potrebbe forse contrastare con più efficacia se l’adozione non fosse considerata alla stregua di un’ultima spiaggia per chi desidera diventare genitore…