Il Coronavirus? Ci ha regalato quel tempo che la nostra fretta ci aveva tolto

Il racconto di una famiglia adottiva alle prese con un bambino molto vivace. Che, ora, ha ritrovato il tempo per scoprire i suoi nuovi genitori

famiglia“Il Coronavirus? Ci ha regalato quel tempo in famiglia che la nostra fretta ci aveva tolto!” Una coppia tornata da poco meno di un anno dal viaggio per adottre il proprio figlio di otto anni ha scritto allo staff di Ai.Bi. – Amici dei Bambini per segnalare che, nonostante i consigli del loro Ente prima, durante e dopo l’adozione e le indicazioni dei Servizi, appena tornati in Italia a inizio estate, avevano inserito il figlio a scuola, già a settembre.

“Non volevamo – ha scritto la coppia – che perdesse ancora tempo, visto che nel suo Paese la scuola inizia un anno dopo, rispetto alla frequentazione in Italia, e che l’anno scolastico ha un calendario ‘inverso’, con circa sei mesi di ‘ritardo’. Inoltre per prepararlo all’adozione, nel suo Paese negli ultimi mesi, prima che arrivassimo noi, il tutore aveva deciso di non fargli frequentare la scuola”.

Tempo in famiglia per il bambino a casa da scuola

Presa dall’ansia che il bambino avesse perso troppo tempo la famiglia lo ha iscritto dunque subito a scuola e lui ha iniziato a seguire i tempi dei suoi coetanei… ma se all’inizio i risultati parevano buoni, già prima di Natale il bambino aveva assunto comportamenti ostili, anche in classe. Era incontrollabile e le maestre avevano convocato i genitori, chiedendo di trovare strumenti adeguati per “contenerlo”.

Ma, mentre si apprestavano a valutare soluzioni, è arrivata l’epidemia. Così la coppia e il bambino si sono ritrovati a condividere le mura domestiche. E il tempo in famiglia che prima era andato perso, sta venendo recuperato. “Ora – spiegano – siamo tutti e tre a casa, insieme, a condividere appieno il tempo e gli spazi che, erroneamente, prima non abbiamo vissuto. Siamo un po’ pentiti di questi mesi che non ci siamo goduti e per non aver ascoltato chi ci dava consigli che prima ci sembravano allarmisti e che erano invece giustificati! Adesso le ore scorrono lente, regalandoci il tempo giusto per creare la nostra famiglia, per conoscerci ancora di più, per stare vicini, anche nella noia. Chissà perché si pensa sempre che il ‘non fare nulla’ insieme sia una perdita di tempo. È invece un dono, un regalo da apprezzare e da usare al massimo. La musica scandisce il passare del tempo, perchè a lui piace un sacco. Ci dedichiamo ai consueti giochi da tavolo tradizionali, studiamo un po’ insieme (migliorando tantissimo la lettura e alcune materie) ma abbiamo scoperto che nostro figlio ha una spiccata propensione per la manipolazione e per molte ore si dedica con cura alla creazione di oggetti di pasta di sale e plastilina. Una creatività che non conoscevamo e che, ora, abbiamo imparato ad apprezzare!”.