Il Coronavirus non ha fermato le adozioni internazionali in Sardegna. Ai.Bi. e Regione fianco a fianco

Nonostante il Covid, gli iter delle coppie e i corsi sono proseguiti a distanza. Sette abbinamenti per Amici dei Bambini

Garantire il diritto di una famiglia a chi non ce l’ha. È questa, da sempre, da oltre trent’anni, la missione di Ai.Bi. – Amici dei Bambini. Una missione che è stata abbracciata anche da Regione Sardegna che, anche in questo 2020 segnato dall’emergenza sanitaria per il Coronavirus, si è dimostrata ancora una volta virtuosa nel sostegno alle adozioni internazionali spesso dimenticate dalle istituzioni italiane. Così, anche in quest’anno così difficile per il mondo delle adozioni, i bambini che attendono in un istituto un papà e una mamma disposti ad amarli. hanno qualche possibilità in più di essere adottati.

Coronavirus e adozioni internazionali. Il sostegno della Sardegna un esempio

Possono farlo grazie al sostegno dato dalla regione agli enti autorizzati alle adozioni internazionali, che possono così erogare servizi per accompagnare e formare i nuovi genitori e sostenere le famiglie adottive già presenti nell’isola. Tra questi, naturalmente, c’è anche Ai.Bi., che in Sardegna dispone di una presenza radicata. Anche quest’anno, per l’associazione, doveva essere ricco di appuntamenti in presenza con aspiranti genitori adottivi. Purtroppo, però, la pandemia si è abbattuta come un macigno sulla macchina organizzativa e questo poteva essere un problema insormontabile per le coppie in attesa. Coppie che, comprensibilmente spaventate dalle notizie, hanno iniziato a chiamare la sede di Ai.Bi. a Cagliari, preoccupate per i rallentamenti, per il blocco, per un’attesa che sembrava poter divenire interminabile.

Eppure, nonostante le mille difficoltà, Amici dei Bambini ha attivato i suoi operatori che hanno organizzato in poche settimane un servizio di comunicazione e percorsi a distanza. Sono iniziate subito le videoconferenze con le coppie, per stare vicino ai futuri genitori, per accompagnarli, formarli, rassicurarli. Anche dallo schermo di un computer.


Coronavirus e adozioni internazionali. La sede Ai.Bi. in Sardegna sempre attiva

La sede di Ai.Bi. a Cagliari ha sofferto come tutti la distanza, la mancanza di un contatto personale, ma non si è fermata: hanno continuato a svolgersi regolarmente i corsi di formazione durante i weekend in linea con la sede nazionale, gli abbinamenti con i Paesi ma, soprattutto, quelli delle coppie con i loro futuri figli. I numeri sono di tutto rispetto: sette sono stati i bambini in attesa di una famiglia abbinati in questo periodo segnato dall’emergenza. E, se per loro non è stato possibile abbracciare fisicamente i “nuovi” genitori, le emozioni e la felicità scorrevano ugualmente da un lato all’altro dei monitor, da Cagliari a Sassari, da Carbonia a Quartu Sant’Elena.

Un grande grazie va, ovviamente, oltre alle famiglie accoglienti e agli operatori di Ai.Bi., ai funzionari della Regione Sardegna che, anche in telelavoro, hanno saputo garantire il prosieguo delle pratiche. Ciò ha consentito ad Ai.Bi. e agli enti autorizzati di continuare a erogare i servizi necessari per non arrestare gli iter di adozione avviati.