Il Ferragosto 2014 in Comunità Mamma-Bambino: un tuffo nei sapori di tanti Paesi

ferragosto comunità mamma bambino 200C’era una volta Ferragosto. C’era l’estate, c’era il sole bollente, c’era la voglia di tuffarsi in piscina e c’erano le bombe d’acqua da lanciarsi addosso per scongiurare il caldo. Ma l’estate 2014 è una stagione particolare. I piccoli magari non lo sanno nemmeno. Ma per gli adulti, mamme ed educatrice, questo pazzo agosto crea una fatica in più.

Questa mamme, strattonate dal vento inaspettato della vita, condotte in comunità dal corso bizzarro di una sorte che protegge e pone regole, condannate ma salvate a crescere coi propri figli, vincolate ad un agosto pazzo e piovoso, fresco e impertinente.

Al giro di boa del mese, il meteo ha costretto a pensare a un’ alternativa per far divertire i bimbi, a una via di fuga e gioco, sorriso e felicità.


Il piano B esiste sempre, se apri la porta la fantasia. E così anziché la piscina e i giochi all’aperto, ecco pronto un pranzo multietnico. A ciascuna utente il suo piatto, la sua specialità. Paesi e cucine diverse, spezie che sanno di dolciastro e amarognolo, di piccante e di erbe aromatiche, di tradizione e di estro creativo. Tutte si sono date da fare. Il risultato? Strepitoso!

E poco importa se lo si era immaginato diverso, questo Ferragosto!

Vivere è sperimentare l’arte del cambiamento. Non puoi chiedere al cammino che devi percorrere di essere come lo vuoi. Muterà senza chiedertelo da pianeggiante a tortuoso, da collinare a in discesa, da lineare a costellato di tornanti.

Solo se l’imprevisto- piccolo o grande che sia- lo affronti col sorriso di chi insegue divertito un cappello rubato da una folata di vento dispettoso, puoi trarne il meglio che puoi.

Il Ferragosto 2014 è stato un giorno nel quale i nostri bambini hanno imparato ad accogliere nuovi sapori. Mai ci saremmo immaginate che potessero piacere!

Ma, soprattutto, oggi le utenti della Comunità hanno realizzato che essere mamma è un po’ come un continuo correggere la mira. Come in barca a vela, quando intorno c’è solo mare e cielo, e per orientarti devi lavorare su traiettorie e geometrie, puntando alla stella polare.

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