Il “no” a un’adozione nazionale, pregiudica anche l’adozione internazionale?

Buongiorno Ai.Bi.

Mi chiamo Marco, ho 35 anni e con mia moglie stiamo valutando di intraprendere il percorso dell’adozione.
Mi spiego meglio: nel caso ci venisse negata l’adozione nazionale, dovremmo rinunciare automaticamente anche a quella internazionale? Oppure ci sono casi in cui i giudici dicono “no” all’una, ma autorizzano l’altra per la stessa coppia?

Grazie delle informazioni,

Marco

 


 

cbernicchi-fotoBuongiorno Marco,

per rispondere alla sua domanda è necessario fare una puntualizzazione preliminare: l’adozione nazionale e quella internazionale sono regolamentate diversamente e pertanto seguono percorsi in buona parte differenti. Se per l’adozione internazionale è necessario che la coppia di aspiranti genitori ottenga dal Tribunale per i Minorenni un decreto di idoneità, per quella nazionale questo non è previsto. Per adottare un bambino in carico ai servizi sociali italiani, infatti, si presenta una disponibilità al Tribunale, che resta valida per 3 anni, eventualmente rinnovabile per un ulteriore triennio.

Non essendo previsto un decreto di idoneità, pertanto, il giudice non dirà mai “no” a una coppia che ha fatto richiesta di adozione nazionale. Quest’ultima potrebbe non andare in porto, ma non perché la coppia sia stata dichiarata non idonea. Potrebbe accadere, per esempio, che i requisiti della coppia non siano ritenuti conformi a quelli dei minori adottabili. Oppure che la relazione dei servizi sociali sugli aspiranti genitori risulti negativa e quindi la coppia non venga tenuta in considerazione più di tanto quando si tratta di stabilire a chi fare accogliere un bambino. Ma in nessun caso questi esiti, per legge, potrebbero pregiudicare la possibilità di realizzare un’adozione internazionale. Certo, se la relazione non dovesse essere positiva, è probabile che il decreto di idoneità non venga concesso, ma tra i due eventi non c’è un legame diretto.

Lo stesso vale per il discorso inverso. Se una coppia non dovesse ottenere il decreto di idoneità per l’adozione internazionale, non si vedrebbe automaticamente sbarrate le porte di quella nazionale. La sua disponibilità resterebbe valida, come detto, fino al termine del triennio e per il successivo in caso di rinnovo.

Un caro saluto,

 

Cinzia Bernicchi

Consulente di Ai.Bi.