Istat. Diminuzione senza tregua dei nati in Italia: -12mila nel 2016 rispetto al 2015. Crescono i matrimoni, ma sempre più coppie senza figli (21,8%). L’adozione: una risposta alla sterilità del Paese

Non si arresta il declino demografico dello Stivale: secondo gli ultimi dati dell’Istituto di statistica nazionale, l’Italia invecchia sempre più. Un calo attribuibile principalmente alle nascite da coppie di genitori italiani, che tra 2008 e 2016 scendono di oltre 107mila unità, a 373.075

calano ancora i bebè, crescono i matrimoni. Sale l'età delle coppie, sempre più steriliL’Italia invecchia e arriva oggi a sfiorare un’età media di 45 anni per la popolazione, con una beneaugurante ripresa delle nozze, a cui non fa seguito, tuttavia, una corrispondente crescita demografica, attesa invano grazie all’auspicato – ma finora non registrato – aumento dei bebè concepiti. Un trend che non può che far riflettere le istituzioni e porre all’attenzione dell’opinione pubblica, per il crescente numero di coppie sterili nel nostro Paese, l’importanza e la bellezza della scelta dell’adozione. Un’opportunità mai tanto attuale e che ha il duplice risultato di ridare la dignità di figlio a un minore abbandonato e nel contempo di ‘creare’ una famiglia da un nucleo originario che contempla, sempre più spesso, ‘solo’ un uomo e una donna.

I DATI ISTAT: 107MILA NATI IN MENO IN 8 ANNI
Circa 107mila nati in meno negli ultimi 8 anni in Italia: è il dato – sempre più preoccupante – che l’Istat ha appena reso pubblico nel suo Rapporto su natalità e fecondità. Un calo attribuibile principalmente alle nascite da coppie di genitori entrambi italiani, che in 8 anni sono scese a 373.075.
Nel 2016 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 473.438 bambini, oltre 12mila in meno rispetto al 2015.

Secondo l’Istituto di statistica nazionale, i fattori che hanno prodotto questo risultato sono essenzialmente due: il calo vistoso nel numero di donne italiane in età riproduttiva e la loro tendenza sempre decrescente ad avere figli. La conferma nei dati: tra 2010 e 2016 il numero medio di figli per donna è sceso a 1,34 (dall’1,46). Ogni donna italiana ha in media 1,26 figli (era 1,34 nel 2010). Un calo si registra anche tra le straniere residenti nel nostro Paese, che sono scese sotto la soglia dei 2 figli di media (nel 2016 sono a 1,95 – era 2,43 nel 2010).


DONNE SENZA FIGLI: ASCESA INARRESTABILE DAL DOPOGUERRA
Ma il dato più netto è quello secondo cui la riduzione del numero medio di primi figli per donna, tra il 2010 e il 2016, è responsabile per il 57% del calo complessivo della fecondità delle donne italiane e per il 70% di quello delle donne straniere. Nel contempo, cresce senza soluzione di continuità dal secondo Dopoguerra il numero di donne senza figli: nella generazione del 1950 tale quota è stata dell’11,1%; in quella del 1960 era del 13%, nel 1976 si stima che raggiungerà (a fine del ciclo di vita riproduttiva) il 21,8%.

TORNANO A CRESCERE LE NOZZE
Dall’altra parte, sempre l’Istat registra il ritorno in ‘voga’ dell’istituto matrimoniale: la crescita è ripartita dal 2015, quando si sono registrati 4.612 matrimoni in più rispetto all’anno prima. Nel 2016 la crescita è stata praticamente doppia (+9mila), portando il totale delle celebrazioni matrimoniali nuovamente sopra la ‘soglia’ delle 200mila. Una buona notizia che, però, è ‘mutilata’ dall’assenza di novità positive sul fronte della natalità. Una situazione di stallo che richiede uno sforzo ulteriore da parte di quanti hanno in mano la possibilità di rilanciare e far ripartire, anche nel nostro Paese, l’adozione nazionale e internazionale, attraverso la sensibilizzazione delle coppie e la riapertura di ‘canali’ di relazione internazionale con Paesi che hanno istituti minorili pieni di bambini senza famiglia, ma che tengono fisso lo ‘stop’ alla possibilità di offrire loro una risposta diversa dall’accoglienza in orfanotrofio fino ai 18 anni.