Italia. Sono 37mila i minori fuori famiglia. Ma i dati non sono completi

Una ricerca dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza stima che siano 23.122 i minori ospiti di strutture di accoglienza, cui si aggiungono i circa 14 mila in affido familiare. Oltre 37mila bambini e ragazzi che hanno bisogno di risposte. E di una famiglia che li accolga

Quanti di questi minori che sono in comunità avrebbero potuto essere accolti da un famiglia in affido se la gestione dello stesso fosse affidata anche al privato sociale? Oppure quanti avrebbero potuto essere accolti in adozione se fosse finalmente attiva la banca dati nazionale? O, ancora, quanti avrebbero  potuti essere accolti in Adozione Internazionale da famiglie di altri Paesi se l’Italia applicasse finalmente fino in fondo la convenzione dell’Aja?

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha reso noti i risultati di una raccolta dati, portata avanti in collaborazione con le procure presso i tribunali per i minorenni, che monitora la situazione dei minori fuori famiglia.
La ricerca indica che in Italia, a fine 2020, erano presenti 23.122 bambini e ragazzi, ospitati in 3.605 comunità per i minorenni. Il dato è sostanzialmente stabile, per quanto riguarda i minorenni in comunità, mentre le variazioni più sensibili si devono all’oscillazione del numero di MISNA che, secondo i dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sono passati dai 18.303 della fine del 2017 ai 7.080 del 31 dicembre 2020.
A questi numeri vanno aggiunti i circa 14mila minori che si trovano in affido familiare; un dato che, anche in questo caso, è sostanzialmente stabile da qualche anno.

Numeri preoccupanti, ma ancora incompleti

Bisogna sottolineare che non tutte le 29 procure minorili italiane hanno aderito alla ricerca e, dunque, i dati non sono del tutto completi. Ma sono abbastanza per far emergere un quadro di difficoltà, aggravato dalla mancanza di un coordinamento tra procure, servizi ed enti del terzo settore, nonché una generale mancanza di visione politica a lungo termine.
Quanti di questi minori che sono in comunità, infatti, avrebbero potuto essere accolti da un famiglia in affido se la gestione dello stesso fosse affidata anche al privato sociale? Oppure quanti avrebbero potuto essere accolti in adozione se fosse finalmente attiva la banca dati nazionale? O, ancora, quanti sarebbero potuti essere accolti in Adozione Internazionale da famiglie di altri Paesi se l’Italia applicasse finalmente fino in fondo la convenzione dell’Aja?
Invece, ancora un volta, la ricerca dimostra come relativamente ai minori fuori famiglia quasi nulla sia stato fatto nel corso degli ultimi anni, con numeri che, se va bene, si mantengono stabili, ma che vanno visti all’interno di un quadro più generale in cui da anni si assiste a un progressivo e costante calo della natalità e che non riesce a monitorare anche i tantissimi minori che, allontanatisi da casa, vagano per le strade delle città italiane sfuggendo a ogni conteggio.

Distribuzione irregolare sul territorio e tempi di permanenza in struttura molto differenti

E che la situazione sia tutto fuorché sotto controllo lo dimostrano anche altri dati della ricerca pubblicata dall’AGIA. Per esempio quelli che certificano l’eterogenea distribuzione dei minori sul territorio, con Milano a guidare la classifica ospitando il 13,4% dei minori fuori famiglia presenti in Italia, seguita da Palermo (11,1%), Bologna (8,9%), Napoli (7,5%), Roma (6,6%) e Venezia (6%). Ma ancora più disomogenea è la quantità media di ospiti per struttura, che va dai 21,5 di Campobasso ai 2,2 di Perugia.
Altro dato che certifica l’urgenza di un intervento strutturale è quello relativo ai tempi medi di permanenza dei minori nelle strutture: il 26% del totale vi rimane più di due anni, anche se la cifra è frutto della media tra alcuni distretti in cui la permanenza superiore ai 24 mesi riguarda il 30% degli ospiti (Torino, Genova e Trento) e altri in cui riguarda meno del 20% (Palermo, Potenza e Campobasso).
Un ultimo sguardo lo merita l’analisi delle età dei minori ospitati in comunità: più della metà (il 55%) hanno tra i 14 e i 17 anni, mentre piuttosto simile è la percentuale di bambini tra 6 e 10 anni (15%) e tra 11 e 13 anni (14%). Sono quasi il 12%, invece, gli ospiti maggiorenni a cui la legge consente di rimanere nelle strutture fino a 21 anni in mancanza di alternative praticabili.
C’è un solo dato che mette d’accordo tutti: questi minori, nessuno escluso, hanno bisogno di trovare quanto prima una famiglia che li accolga. Per sempre, o per il tempo necessario affinché il loro nucleo d’origine possa superare le difficoltà e riprenderli con sé.