Italia. Adozioni in calo per lo scarso supporto istituzionale. Lo dice un’indagine della Cattolica

Marco Griffini (Ai.Bi.): “E non si spendono i soldi che ci sono. Incredibile”

famiglia, il 25 aprile l'accoglienza dell'infanzia abbandonata al centro di #DònàtiIl crollo delle adozioni in Italia è un fatto, purtroppo, noto. Lo ricorda anche Vatican News, che riporta come siano “dimezzate dal 2006 al 2018 le domande di adozione di minori italiani, passate da 16.538 a 8.621 e ancor di più sono diminuite nello stesso periodo le domande di adozioni di minori stranieri, passate da 7.887 a 2.615. Cosicché su 1.177 minori italiani dichiarati adottabili nel 2018 ne sono stati adottati solo 850”. Nello stesso anno sono stati adottati 1.153 bambini stranieri, poco più di un quarto rispetto soltanto al 2010.

Secondo il Centro di Ateneo studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha svolto un’indagine sul campo, attraverso le testimonianze dirette di 44 madri adottive fra i 38 e i 63 anni con figli, oggi, fra i 7 e i 29 anni, adottati in media all’età di 6 anni, la motivazione sarebbe da ricondurre al mancato sostegno materiale e psicologico offerto dalle istituzioni.

“Lo studio – riporta ancora Vatican Newsche verrà integrato da un rapporto comparativo sugli adolescenti nelle famiglie adottive in quattro Paesi, oltre l’Italia, la Francia, la Spagna e la Norvegia – sarà presentato alla prossima 7ma Conferenza internazionale di ricerca sull’adozione, ospitata per la prima volta in Italia, a Milano dal 7 all’11 luglio, sotto l’egida dell’Università cattolica. Un evento di grande rilevanza – organizzato a partire dal 1999 dal prof. Harold Grotevant dell’Università del Massachusetts – che porrà a confronto circa 300 esperti di tutto il mondo tra ricercatori, operatori e professionisti di varie discipline, che interagiscono nel campo dell’adozione”.

“Ritengo sia positivo – è il commento del presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffini il fatto che si inizi a studiare la crisi del sistema adottivo anche in ambito accademico. E che la si ricolleghi alla mancanza di un supporto da parte delle istituzioni. Fa male a maggior ragione perché, in questi giorni, non possiamo far finta di nulla di fronte al dato sconvolgente, fornito dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, dei fondi per l’adozione che, negli anni scorsi, sono stati stanziati per poi non essere spesi. Davvero un’assurdità”.